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MiGeneration, dove i giovani si mettono in gioco

Un luogo dove i giovani vengono inseriti in percorsi formativi, possono sviluppare idee in libertà e trasformarle in progetti reali, vengono inseriti in piccole imprese e collaborano fattivamente con figure aziendale senior, partecipano a laboratori per imparare un mestiere e avviano collaborazioni dirette con cooperative e associazioni. È il progetto MiGeneration del Comune di Milano, che si è classificato al primo posto tra le 8 città metropolitane ammesse al bando «ReStarT». Il bando, promosso da Anci e cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, ha premiato la migliore proposta progettuale in tema di innovazione sociale, prevenzione e contrasto al disagio delle nuove generazioni.

I destinatari del progetto, residenti o domiciliati nell’area territoriale della Città Metropolitana, sono infatti i giovani non inseriti in percorsi formativi e che non lavorano o che svolgono al massimo lavoretti saltuari, di età compresa tra i 18 e i 25 anni; in possesso al massimo di una laurea triennale e che si trovano in condizione di svantaggio, con carenze di competenze ma non completamente scoraggiati, anche in virtù della loro giovane età e del fatto di aver terminato da poco il percorso formativo. Possono partecipare anche i giovani iscritti all’Università, purché non abbiano dato esami da almeno 12 mesi.

Opportunità concrete proprio per facilitare l’inserimento nel mercato del lavoro.  

Ecco allora “Dall’idea al progetto”, che permette di “avviare una nuova linea di gioielli, un servizio di comunicazione a distanza, un prodotto nuovo da lanciare sul mercato”, o “sviluppare progetti costruiti attraverso le tecnologie: una stampante 3D, una macchina a taglio laser”; “Generazione W, We, Wish, Work, Welfare”, percorsi di collaborazione tra figure aziendali senior e giovani, per la creazione di piattaforme digitali e strumenti innovativi per lo sviluppo di sistemi di welfare aziendale condivisi e sostenibili tra medie/piccole imprese;  Supergroup!, un percorso di formazione finalizzato all’ideazione e alla realizzazione di un progetto, realizzato all’interno di un Fablab sotto la guida di maker e progettisti e con l’utilizzo di strumenti e tutorial disponibili su internet: imparare a sviluppare la creatività attraverso il “fare” e lo sperimentare in gruppo, in modo condiviso. Questi sono solo alcuni dei percorsi attivati.

Il punto di forza dell’iniziativa, grazie al quale il progetto riesce a offrire laboratori e opportunità reali per i giovani, è sicuramente la rete dei soggetti coinvolti.

Il Comune di Milano, oltre alla Città Metropolitana di Milano, ha ben 11 partner ufficiali, selezionati con avviso pubblico, di cui 2 FabLab/Makerspace, 7 enti privato sociale ed economico e del terzo settore, 2 associazioni giovanili. Solo per fare alcuni nomi: Onlus come Actionaid, Lo Scrigno Societa' Cooperativa Sociale, L’associazione Giovanile di volontariato Officine Buone; il Consorzio SIS - Sistema Imprese Sociali, I due Fablab Opendot Srl, Wemake Srl.

Grazie a questa fruttuosa partnership, i percorsi di apprendimento, in tutto 16, sono diversificati e di particolare rilevanza dal punto di vista pratico. Troviamo quindi il corso di Video Making; Agrifood, dalla produzione alla tavola; Aiuto cuoco e Catering; Business Communication; Grafica e Web Design; “Lavori in corso”, esperienze sul campo con tirocini retribuiti nei settori bar pasticceria, orticultura e apicultura, aiuto agli anziani, aiuto alle persone con disabilità; la non-scuola; il lavoro nei pubblici esercizi; Milano si riusa; Laboratorio di Comunicazione Web; Ri-generation; Percorsi; Tira fuori la tua idea d’impresa.

Alcuni percorsi si sono conclusi, altri sono in fase di svolgimento, altri ancora partiranno a settembre

Il numero complessivo dei giovani finora coinvolti in MiGeneration è di 119, con una percentuale equa tra donne e uomini. Per il 2019, Paola Bertucci, referente tecnica del progetto e responsabile dell’Unità Giovani dell’Area Giovani Università e Alta Formazione del Comune di Milano, auspica di rinnovare l'iniziativa. “È nostra intenzione proseguire con le attività, e ci stiamo già attivando per cercare altri canali”.

Al termine del percorso “Agrifood” (Consorzio SIR), i ragazzi coinvolti nelle attività di tirocinio stanno lavorando negli orti e i prodotti vengono poi venduti nel cottage “Insalata Matta” della cooperativa Cascina biblioteca.

“I giovani che frequentano il percorso “Generazione W” della Cooperativa Spazio Aperto Servizi, sono attualmente inseriti in aziende di comunicazione ed editoria, dove stanno portando la loro freschezza e le loro capacità di nativi digitali e di uso dei social media”, ha spiegato Paola Bertucci, la referente tecnica del progetto MiGeneration -. Ad oggi hanno definito un piano di comunicazione e lo stanno realizzando in collaborazione con le figure senior delle aziende che li affiancano”.

Grazie al progetto “Lavori in corso”, della Cooperativa Diapason, Valeria, ha il primo approccio al mondo del lavoro e al terzo settore. All’inizio la spaventava un po' la disabilità, ma il gruppo l’ha accolta calorosamente. “Ho imparato a interagire con loro in modo naturale, la pietà non aiuta a creare legami” ha raccontato. Durante il percorso di tirocinio, il confronto con i suoi colleghi ASA è stato fondamentale, l'hanno aiutata a interagire con il gruppo dandole ottimi consigli. In settimana partecipa a diverse attività tra cui cucina, narrazione, sport e cura dell'orto. 

Con il partner di progetto “Officine Buone”, un gruppo di ragazzi per il laboratorio “Percorsi” ha organizzato nel mese di giugno delle visite didattiche. “Si tratta di tre eventi culturali realizzati attraverso la formula delle passeggiate teatrali che coinvolgono i cittadini alla scoperta della storia e dei segreti dei quartieri di Milano - spiega Paola Bertucci -. È una proposta innovativa che integra il concetto di “spettacolo teatrale” con quello di “guida turistica”, introducendo il coinvolgimento del pubblico e il gioco collettivo realizzato grazie al teatro”. Chiara, uno dei ragazzi coinvolti in questo progetto teatrale, racconta: “Questa esperienza è stata molto formativa per me. Prima d’ora non avevo mai lavorato seriamente in un team e non avevo mai avuto obiettivi in comune con altri, per la riuscita di uno scopo comune”.
E ancora. In collaborazione con Actionaid, sono stati coinvolti 16 ragazzi che avevano partecipato ad altri progetti precedenti. “Youth Lab”, realizzato a febbraio, ha chiesto ai ragazzi di individuare  nuovi metodi di intercettazione di giovani in situazione di disagio per promuovere la loro partecipazione ai percorsi di apprendimento. “L’idea vincente – spiega Paola Bertucci - è risultata la proposta “Local Ambassador”, che prevede la realizzazione di piccoli eventi pubblici di carattere ludico, promossi e organizzati direttamente dai giovani ex partecipanti ai progetti che, attraverso contatti e passa-parola coinvolgono potenziali giovani destinatari, raccontando la propria esperienza personale”. Il primo evento “Local Ambassador” è stato realizzato lo scorso aprile con la partecipazione di 30 giovani.

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