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Migliorare il contesto urbano e sociale con Push

Nata a Palermo nel 2013, per mente di alcuni giovani intraprendenti siciliani, PUSH è oggi una realtà no profit che si relaziona, tramite le sue attività, con numerosi paesi europei. L’obiettivo? Progettare e realizzare soluzioni che migliorino la qualità della vita nelle aree urbane, arricchendo l’esperienza dei cittadini stessi che ci vivono e salvaguardando l’ambiente.

“Dopo aver studiato e lavorato come progettisti in giro per il mondo – raccontano gli ideatori - abbiamo deciso di tornare in Italia con la ferma volontà di poter vivere e costruire valore a casa nostra. PUSH è nata dalla scommessa di voler parlare di innovazione e tecnologia anche al Sud, tramite una strategia che secondo noi può risultare vincente su tutto il territorio nazionale”.

Numerosi i progetti dell’organizzazione, ma due sono sicuramente fra i più interessanti: Right To The Future (Rttf) e Street Art Factory (Saf). “Rttf è stato il secondo degli Urban Thinkers Campus patrocinati dalle Nazioni Unite – racconta uno dei fondatori, Salvatore Di Dio - e organizzato nel 2017. Si è trattato di una tre giorni di conferenze, workshop ed eventi collaterali sul futuro delle città, finalizzata a raccogliere proposte e visioni per tradurre in politiche locali gli obiettivi globali promossi dall’ONU attraverso la cosiddetta Nuova Agenda Urbana. Grazie a una open call lanciata prima dell’evento e alla partecipazione attiva di professionisti, ricercatori, esperti in innovazione urbana e cittadini – continua - abbiamo di recente raccolto nella pubblicazione Right To The Future: ideas kit for the future of Palermo, tutti i contributi pervenuti, presentati e discussi durante la conferenza”. “Tra poche settimane – aggiunge Francesco Massa di PUSH - si svolgerà invece a Palermo il nostro quarto Urban Thinkers Campus, intitolato Human Flows e incentrato questa volta sul tema della mobilità delle persone”.

Per quanto riguarda invece Saf, la principale missione della piattaforma è quella di promuovere l’arte urbana quale strumento di rilettura e veicolo di cambiamento per le città. “L’idea – raccontano i giovani Mauro e Roberto Filippi - è nata sulla scorta dell’esperienza di Borgo Vecchio Factory, iniziativa finanziata tramite crowdfunding, che grazie al coinvolgimento di vari artisti e l’animazione della comunità palermitana ha cambiato l’immagine della città, contribuendo in parte a combattere anche il grave fenomeno della dispersione scolastica. Su Street Art Factory – proseguono i due - è possibile consultare una mappa interattiva delle opere locali di arte urbana; conoscere le proposte di progetti sociali legati al contesto e anche acquistare stampe e serigrafie realizzate da street artist per cofinanziare le attività stesse. La piattaforma inoltre ha già finanziato un primo workshop di poster art per i bambini del Poliambulatorio di Emergency Palermo e conta di finanziarne un secondo di fotografia per i bambini del centro Santa Chiara, nel noto quartiere Ballarò”.

Il più grande lavoro tuttora in corso è comunque senz’altro MUV, l’evoluzione su scala europea del progetto TrafficO2. “MUV è un progetto di ricerca e innovazione finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma H2020 – racconta l’ultimo fondatore di PUSH, Domenico Schillaci - un gioco che trasforma la mobilità urbana in uno sport, incoraggiando i cittadini a muoversi in modo più sostenibile attraverso sfide e premi per i loro spostamenti in città maggiormente rispettosi dell’ambiente. Si gioca attraverso un’app, sfidando se stessi, gli amici e anche altre utenti nel mondo, al fine di migliorare le proprie performance. MUV è inoltre un ottimo strumento di supporto alle decisioni di amministratori e policy maker, che servendosi dei dati raccolti dal progetto possono cambiare la mobilità urbana a partire dalle azioni effettive e concrete dei cittadini che vivono il territorio”.

Palermo appare evidentemente come una città ideale per PUSH. “Per alcuni di noi è la città natale – affermano in coro i giovani -, per altri ormai una seconda casa. Questa città è uno di quei luoghi a margine, in cui poter testare soluzioni nuove. Ci ripetiamo sempre che se un progetto funziona a Palermo può funzionare dappertutto”. E il futuro? “Ci piacerebbe continuare a crescere restando qui – dicono i fondatori dell’organizzazione -, specializzarci in nuovi ambiti di ricerca; ideare e insegnare all’interno di nuovi programmi di formazione; ma soprattutto continuare a fare del nostro meglio per rendere Palermo un posto migliore in cui vivere”.

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