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Netiquette&lavoro: come candidarsi e scrivere una lettera di presentazione

Le buone maniere sopravvivono alla rivoluzione digitale e anzi si arricchiscono. La “netiquette” o galateo 4.0 rappresenta alla perfezione questo concetto. La parola, nata dalla sincrasi di net (rete) e étiquette (buona educazione), è un insieme di comportamenti e convenzioni che regolano il comportamento di un utente su Internet. Dai social network ai forum, le occasioni per mettere in pratica queste regole non mancano. Ecco alcuni esempi tra i più noti: no all’utilizzo dei caratteri maiuscoli, no alle catene, sì al rispetto delle opinioni del proprio interlocutore.

Anche il mondo del lavoro, sempre più digitale, ha la sua netiquette. Inviare una candidatura online è ormai una prassi diffusa grazie ai motori di ricerca, alle app o ai social dedicati al networking  professionale. Se si utilizza un form online, la compilazione della candidatura è pressoché guidata. Bisogna far attenzione, in ogni caso, a due aspetti: non commettere errori grammaticali o di ortografia ed essere sintetici ma efficaci nelle parti di testo libero. È importante - anche se non si utilizza il CV convenzionale - dimostrare in modo chiaro che si possiedono le qualità e le competenze che sono richieste per la posizione a cui ci si candida. Per farlo bisogna focalizzarsi su competenze e risultati raggiunti nel proprio percorso.

Un’altra via è la candidatura tramite email che lascia maggiore spazio al candidato sul modo di esprimersi. Quali sono, in questo caso, gli errori da non compiere? Cosa fa la differenza per i selezionatori?

Partiamo dal principio: l’indirizzo email che si sta usando. Meglio creare un account professionale con il proprio nome e cognome per esteso, privo di nickname o diminutivi. Questo accorgimento potrà essere utile anche per gestire i futuri feedback e non perdersi nessuna risposta tra i vari messaggi e newsletter.

Passiamo poi all’oggetto. È importante inserire la vacancy, se si risponde ad un annuncio, o specificare se è, invece, una candidatura spontanea. Il destinatario dovrà comunque essere indicato; se non è possibile conoscere la persona a cui si sta scrivendo (spesso gli indirizzi utilizzati non riportano il nominativo del responsabile della selezione), potranno essere usate formule generiche, come ad esempio “Al responsabile”, “Al HR Manager”.

Il testo della mail rappresenta la lettera di presentazione che non andrà, quindi, allegata come file. Valgono alcune delle regole del formato cartaceo: essere attenti alla scrittura, evitare di essere prolissi concentrandosi solo sulle esperienze del proprio percorso professionale e di studi più significative. Può essere utile organizzare il testo in paragrafi, ognuno focalizzato sui propri punti di forza. Come già accennato, meglio non eccedere, ne bastano due o al massimo tre. Il CV allegato sarà lo strumento per scendere nei dettagli e fornire maggiori informazioni ai selezionatori.

Oltre alla sostanza conta anche la forma se parliamo di netiquette. Come primo contatto, è auspicabile mantenere un tono formale senza essere troppo affettati, dando del lei o usando formule impersonali. Sarà, eventualmente, il nostro interlocutore a invitarci a dargli del tu in un secondo momento. Nelle mail, la forma non coincide soltanto con il tono, è fondamentale curare anche l’aspetto grafico. Sono bannati emoticon, caratteri maiuscoli, colorati e sottolineati, oppure,  font troppo estrosi e barocchi; se non si vuole utilizzare il classico Times New Roman, anche Calibri può essere una buona opzione.

L’ultimo passaggio da curare è la firma. Può sembrare un dettaglio, invece, è fondamentale perché  permette di inserire i propri recapiti, senza che l’interlocutore abbia la necessità di aprire il curriculum in allegato.

Per non rischiare di finire nello spam, infine, occhio agli allegati! Inviare il CV come file comporta un’attenzione al formato, alla versione del programma utilizzato (optare per quelli più comuni) e alle dimensioni.

Dai consigli alla pratica. Navigare sul sito dell’azienda è sempre una buona idea, non solo quando si affronta il colloquio ma già nella fase di preparazione della candidatura. Ci permette, infatti, di conoscere gli obiettivi, lo stile e i valori del posto in cui si aspira di lavorare. In termini di netiquette, può farci capire quanto essere formali o creativi nella comunicazione. Infine, prima di premere il tasto “Invia”, chiediamo a qualcuno di rileggere quanto si è scritto. Un punto di vista esterno può fornirci altri spunti, suggerimenti sulla grafica e farci notare i refusi.

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