provincia di: Tutte
Seguici:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

Netiquette&lavoro: come svolgere nel migliore dei modi un colloquio

Dopo il nostro approfondimento sul come candidarsi e scrivere una lettera di presentazione arrivano le “buone maniere” per il colloquio di lavoro. Spesso le selezioni del personale vedono la partecipazione di un numero di candidati decisamente superiore ai posti di lavoro effettivamente disponibili. Per questo diventa fondamentale “fare bella figura” e cercare di primeggiare fra i tanti per aumentare la possibilità di essere selezionati.

La netiquette, ovvero quell’insieme di buone pratiche, ci viene in aiuto indicandoci la via migliore per realizzare il colloquio di lavoro perfetto (almeno per il selezionatore). Bisogna tener conto di una serie di questioni, dalla gestualità, al vestiario, alle modalità di risposta utilizzate per le domande del recruiter.

Cosa dire e non dire:

  • Sicuramente “ho una grande passione per quello che fate” non sempre è l’espressione corretta da utilizzare. Questo perché spesso può apparire come una frase sorniona, ma che serve solo per rabbonire il reclutatore. È importante che quest’ultimo non lo pensi, altrimenti potrebbe irrigidirsi e ancor peggio sentirsi preso in giro
  • Altra cosa importante è non dare l’idea di essere freneticamente alla ricerca di un lavoro: si è lì per cogliere al volo un’opportunità valida di posto di lavoro, ma non si deve essere eccessivamente portati a pregare il recruiter per avere quel posto. Avere una personalità propria è importante, non bisogna “svendersi”
  • Non dare l’idea di essere nati per la posizione ricercata al momento, perché spesso le aziende cambiano ruolo e incarichi ai propri dipendenti e potrebbero optare per altre risorse umane maggiormente dotate di flessibilità
  • Non dire di essere pigri o avere poca voglia di lavorare è ovvio, ma anche l’esatto contrario può risultare eccessivo. Frasi del tipo “il lavoro è la mia vita” o “lavoro h24” a volte possono essere viste come esagerate e “di comodo”: spesso è meglio essere più realistici e spiegare con frasi maggiormente articolate e numerose che si lavora bene e con serietà
  • Dimostrare anche di avere una vita sociale e interessi personali al di fuori del lavoro è importante in fase di colloquio, perché si tratta di elementi che caratterizzano la personalità e che risultano essere molto importanti per l’azienda. Sono temi che possono dare un’importante impressione della persona e di come reagisce ai problemi quotidiani e cerca di risolverli, caratteristiche imprescindibili per il datore di lavoro

In generale insomma evitare di sembrare i candidati perfetti per il posto di lavoro, perché non si risulta credibili.

Il dress code:

  • Vestirsi nel migliore dei modi a un colloquio di lavoro è importante e la tipologia di abito deve essere congeniale al tipo di mansione per cui ci si sta candidando. È inutile infatti mettersi giacca e cravatta per un posto da magazziniere, così come è improbabile presentarsi in tuta per fare il manager aziendale. Risulta quindi importante “essere a fuoco” per il mestiere che si dovrà poi svolgere
  • Importante è quindi essere curati e sentirsi il più possibile a proprio agio, perché la tensione interna sarà percepita dal recruiter

In generale chi recluta non conosce i candidati, e “l’abito fa il monaco”. L’obiettivo è trovare il connubio perfetto fra eleganza e praticità. Per aiutarvi ancor più dividiamo tra le aziende informali e non troppo formali. In linea di massima diremo che per le prime, uomo in abito scuro, cravatta e valigetta, donne con gonna e collant e scarpe poco vistose (opzionale la borsa da lavoro, ma consigliata); per gli ambienti non troppo formali, uomini in completo, anche senza cravatta e donne con pantalone tailleur, non necessariamente scuro e camicia bianca poco scollata (anche per il trucco, meglio non esagerare troppo e apparire più “acqua e sapone”). Per tutti gli ambienti di lavoro informali invece, non ci sono regole particolari e sarà sufficiente seguire le indicazioni generiche suddette.

La comunicazione non verbale:

  • La gestualità è un elemento da non sottovalutare, perché i recruiter più attenti e professionali la noteranno particolarmente, anche per capire se state mentendo o realizzando iperboli esagerate della vostra realtà effettiva
  • Importante dare una stretta di mano sicura, salda e rassicurante ai reclutatori, perché è sintomo di serenità e professionalità del candidato e sedersi poi in maniera adeguata e composta, perché la prima impressione su di voi, basata magari anche su pregiudizi sbagliati da parte del recruiter, è importante
  • Cercate di guardare spesso negli occhi il vostro interlocutore, perché è un altro sintomo di sicurezza in quello che si fa e si dice e le imprese cercano lavoratori di cui si possono fidare

In generale è importante essere “naturali e non costruiti” e cercare di instaurare un rapporto sincero con chi vi ascolta: le finzioni, prima o poi, in un modo o nell’altro vengono infatti a galla.

Regole generiche:

  • Essere puntuali è fondamentale il giorno del colloquio di lavoro, perché altrimenti difficilmente l’azienda potrà dare fiducia per il futuro
  • Prepararsi al colloquio è importante: sia mentalmente, cercando di essere rilassati, che professionalmente, informandosi un minimo sull’azienda per la quale si sta per essere reclutati e cercando di evidenziare al recruiter anche le proprie soft skill, che spesso risultano determinanti per scegliere un candidato piuttosto che un altro

Il consiglio generale è quello di svolgere i prossimi colloqui con serenità e professionalità, cercando di esprimere il meglio di voi e apparire nel migliore dei modi.

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: