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Non solo veterinari

Quante volte a lavoro, avete ben sperato di riempire le postazioni dell’open space con cani e gatti, al posto dei vostri colleghi, magari in preda allo stress, agli effetti collaterali degli strumenti digitali e alle scadenze da rispettare? Un ambiente di lavoro più friendly in cui l’imperativo categorico “andiamo”, “và e prendi”, “attacca” sarebbe ammesso, capito e ben interpretato, senza malumori e malintesi, renderebbe più piacevole la convivenza e la permanenza in ufficio, senza il bisogno di adottare pratiche aziendali come la Gamification o il Design thinking.

Amare gli animali è facile, viverci e lavorarci sta diventando sempre più comune: 3 italiani su 10 hanno un animale. Qualunque sia il pet di casa, l’atteggiamento dei proprietari non cambia: secondo i dati Eurispes raccolti nel Rapporto Italia 2018 aumenta il numero di chi spende da 51 a 100 euro mensili per le esigenze (cibo, vaccini e spese veterinarie) degli animali domestici (da 15,4% nel 2017 a 31,4 %). Numeri che trovano riscontro nelle sfumature di compiti e competenze diverse che si sono pian piano consolidate nei Professionisti di questo ambito. C’è chi infatti per guadagnarsi da vivere ha destinato dedizione e impegno al benessere degli animali, non solo perché permette di interagire con un genere che manifesta un affetto fuori dalla norma, ma anche perché consente di esplorare sfere personali molto intime.

Gli amici a quattro zampe sono fondamentali infatti nella pet therapy, o assistenza alle persone disabili, utilizzata nel settore riabilitativo soprattutto nelle fasi dell’età geriatrica (malattia di Alzheimer, demenza senile, ecc.) e dell’età evolutiva (autismo), oltre che nelle psicoterapie soprattutto dei bambini. È qui che s’inserisce lo Zooterapeuta, una figura a metà tra il medico/psicoterapeuta tra il veterinario. Questo professionista non sostituisce ma collabora con il veterinario comportamentalista e con l’educatore cinofilo; infatti, una volta definito il protocollo terapeutico e la scelta della specie animale più adatta, fa da ponte fra il paziente e l’animale.

La prima professione che generalmente si associa al mondo animale è quella del Veterinario, un medico laureato in Medicina Veterinaria che fornisce assistenza medica agli amici a quattro zampe che stanno male. Solo dopo aver superato l’esame di stato e dopo essersi iscritti all’Ordine dei Veterinari della propria provincia si può esercitare la Professione di Medico Veterinario e dunque occuparsi di: curare gli animali, verificare la loro salute e diagnosticare eventuali problemi.

Lavorare in un ospedale, in una clinica privata (istituti di ricerca, allevamenti, aziende di trasformazione dei prodotti di origine animale) o in un ambulatorio è solo una delle tante opzioni possibili; il veterinario può anche trovare impiego presso un istituto zooprofilattico, un’azienda agroalimentare o farmaceutica, o esercitare la libera professione purchè iscritto all’Ordine dei Medici Veterinari.

Il medico Veterinario lavora braccio a braccio con un’équipe multi-professionale che coordina, tra cui l’Assistente veterinario e il Tecnico veterinario.

L’Assistente veterinario è paragonabile ad un infermiere professionale della medicina umana: ha frequentato un Corso triennale di Laurea o un Master e svolge attività di amministrazione dello studio, ricezione dei clienti e dei pets, e assistenza durante le visite o gli interventi chirurgici.

La figura del Tecnico veterinario supporta l’attività del veterinario e si occupa dell’assistenza durante le visite eseguendo alcune procedure cliniche e di laboratorio: può fare prelievi, effettuare esami, eseguire radiografie e somministrare farmaci, può collaborare con il veterinario nella preparazione degli animali che devono essere sottoposti a interventi o assistere quelli che devono essere accompagnati alla morte. Tanta pratica e una solida base teorica è la base per questo mestiere, per questo è consigliabile frequentare un corso di formazione biennale.

Esiste, poi, il Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale o Comportamentalista il cui compito è quello di diagnosticare la presenza di una patologia comportamentale (in particolare del cane, del gatto e dei nuovi animali da compagnia) eseguendo la diagnosi differenziale rispetto a patologie organiche e progettare l’intervento riabilitativo. Questa figura professionale possiede conoscenze in medicina comportamentale – branca delle medicina veterinaria – e in medicina interna ed etologia clinica. Il percorso didattico per ottenere la qualifica di “Esperto in Comportamento Animale” è costituito dalla laurea magistrale in Medicina Veterinaria seguita da un Master di II livello o da una Scuola di Specializzazione.

Conoscere la storia, l’evoluzione, le abitudini, i comportamenti e i bisogni degli animali è invece l’attività dello Zoologo, il cui percorso formativo è quello di una laurea in zoologia o in un campo collegato permette di qualificare questo mestiere.

C’è la figura dell’Allevatore o Esperto in produzione animali - responsabile e consapevole dei diritti degli animali - che si occupa di verificare il processo di trasformazione delle produzioni in alimenti di origine animale. In qualche caso, lavora alla commercializzazione di alimenti zootecnici (integratori, mangimi e foraggi) e prodotti destinati all’allevamento.

Da poco esiste il Veterinario aziendale, una figura che assicura la raccolta, la gestione e l’interscambio delle informazioni tra l’operatore del settore alimentare che alleva animali destinati alla produzione di alimenti e le autorità competenti del settore veterinario, della sicurezza alimentare e dei mangimi.

Accanto alle figure cliniche che richiedono un percorso di laurea e a quelle alle quali si accede, invece, attraverso una formazione di tipo privatistico erogata da enti, associazioni ed organismi del settore cinofilo, sono andate sviluppandosi, soprattutto nell’ultimo decennio, attività lavorative per le quali non si richiede alcun percorso formativo, ma solo doti e qualità da provare “sul campo”, oltre a serietà, dedizione e amore smisurato.

Nessun requisito specifico per accedere alla professione del dog sitter, che si occupa degli animali lasciatigli in consegna dal proprietario, o del dog-walker che si occupa della passeggiata quotidiana, del dog-host incaricato a ospitare, e del dog-taxi che si preoccupa di portare il cane nei luoghi indicati dal proprietario, o del venditore pet shop che svolge la propria attività all’interno dei negozi specializzati per la vendita di prodotti destinati agli animali, o ancora del pet detective, che si occupa di ritrovare gli animali smarriti, applicando le stesse tecniche usate nella ricerca delle persone scomparse.

E se l’uomo si affida al suo Image Consultant e ai Professionisti del wellness per il proprio Bellessere, gli amici a quattro hanno il loro Toelettatore, per definizione, colui che si occupa del look e dell’igiene dell’animale. Lava, acconcia, lima, asciuga, spazzola, e deve accertarsi che tutto (almeno a livello epidermico) sia in buona salute: questi compiti del Toelettatore. In caso di dolori muscolari o stress c’è invece il pet massager per rilassarlo e tonificarlo con un caldo massaggio manuale.

Gli addestratori come i toelettatori, spesso non hanno un diploma di laurea, eccetto chi lavora negli aquarium possiede di solito una laurea in biologia marina.

L’addestratore è un buon comunicatore che riesce a dosare nel messaggio diretto all’animale dolcezza e fermezza e a creare dunque un rapporto simbiotico, superando gli ostacoli legati all’impossibilità di comunicare attraverso la parola. Ad esempio, è colui che insegna agli animali a comportarsi in un determinato modo e ad interagire positivamente con i propri simili o con le altre specie con cui condivide gli spazi.

C’è chi “forma” cani-guida, cani anti-mine, cani impiegati in operazioni di soccorso, cani da wedding, o quelli che vengono ingaggiati per comparire sul piccolo e grande schermo, ma anche chi addestra animali feroci al circo, chi si occupa dei mammiferi marini e chi riesce a creare un rapporto speciale con gli uccelli. Addestrare è una vera e propria arte, che va affinata col tempo e la pratica e per svolgere bene questa particolare professione, occorre essere dotati di una spiccata sensibilità.

Il tecnico del turismo cinofilo è la figura che deve accogliere, gestire e rispondere in maniera adeguata e competente alle esigenze dei turisti che scelgono di trascorrere le vacanze o viaggiare con i loro animali. Si occupa sia dell’accoglienza all’interno di alberghi, agriturismi, B&B, ristoranti, villaggi turistici e stabilimenti balneari, sia di preparare le strutture in base alle esigenze degli ospiti non umani, sia di progettare interventi ed attività ludiche in grado di intrattenere il turista e l’animale che ha al seguito favorendone l’integrazione e la convivenza con gli altri ospiti della struttura.

L’educatore cinofilo, invece, è una figura professionale  che ha il compito di insegnare ai proprietari come convivere nel modo migliore con il proprio cane: il vero obiettivo è, infatti, l’inserimento dell’animale nel contesto familiare e sociale.

Al livello superiore si colloca, invece, l’Istruttore cinofilo, che lavora su soggetti adulti o in età post-evolutiva e prepara cane e conduttore alle prove sportive aperte a tutti i cani, come, ad esempio, Agility, Obedience, Flyball, Dog dance e altro ancora

L’operatore cinofilo è infine la persona che intende avvicinarsi al mondo della cinofilia. Infatti, è una figura che svolge mansioni di tipo organizzativo e affianca gli educatori, gli istruttori e i tecnici nel lavoro di allenamento ordinario e svolgimento di gare o eventi cinofili.

Il trucco per fare carriera nel settore animal care, così come nel settore sanitario, è quello di essere amorevoli, empatici, pazienti e al contempo, mostrarsi padroni di ciò che si fa.

 

 

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