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Nuove opportunità con l'hub della Buitoni

Sono sempre più le multinazionali estere che decidono di investire nel nostro Paese e fra queste sicuramente si annovera la Nestlè, che recentemente ha annunciato grandi manovre di sviluppo in Campania e precisamente a Benevento, dove il marchio Buitoni, noto per i vari prodotti da forno e soprattutto per la pizza amplierà lo stabilimento produttivo già esistente. “Abbiamo scelto di investire in Campania perché Nestlè crede nell’Italia - dichiara Massimo Ferro, Corporate Strategy Director Italia di Nestlè - e lo stabilimento beneventano è uno degli assi portanti di una strategia che ci ha portato a investire circa 200 milioni di euro negli ultimi tre anni”. Nello specifico, il piano di rilancio dello stabilimento Buitoni prevede un investimento complessivo di oltre 50 milioni di euro, di cui 12 coperti dai contributi stanziati dal Governo italiano, attraverso Invitalia e Regione Campania e gli altri a carico del Gruppo.

Numerose le novità messe in campo come il cosiddetto “robot spargisugo” che rappresenta un’innovazione tecnologica unica in Europa. “È dotato di un braccio meccanico automatizzato – spiega Ferro - che tramite un sistema di visione ottica calcola esattamente il centro del disco di pasta e con un movimento rotatorio distribuisce uniformemente il pomodoro”. L’hub campano sarà una fabbrica moderna, che raggiungerà una capacità produttiva, a regime, di 350 pizze al minuto. “Oltre al robot - spiega il Corporate Strategy Director - le linee produttive saranno dotate di un metal detector e un sistema a raggi X, che controlleranno in tempo reale che su ogni singola pizza non sia presente alcun tipo di corpo estraneo. Sono anche previsti tre nuovi magazzini, uno per le materie prime, uno per il materiale di confezionamento e il terzo per il prodotto finito, con le migliori innovazioni logistiche”.

Una sana e buona impresa, dato che anche con le numerose innovazioni tecnologiche, la forza lavoro aumenterà: “Entro il 2020 assumeremo circa 150 nuovi lavoratori - annuncia Ferro - aggiuntivi ai 150 già presenti. Lo sviluppo dello stabilimento avverrà gradualmente, così come l’inserimento della nuova forza lavoro”. Sono richieste professionalità diverse, a partire da personale specializzato nella produzione: le candidature potranno essere presentate esclusivamente online attraverso il sito della Nestlè, nella sezione “Carriere” dedicata, dove potranno essere consultati anche gli specifici requisiti di ogni posizione aperta.

Le pizze Buitoni prodotte a Benevento vengono già commercializzate in Italia, Svizzera e Spagna, ma con i lavori d’ampliamento che verranno ultimati entro l’autunno, gli obiettivi della multinazionale sono potenziare questi mercati ed esportare poi anche in Francia, Germania, Belgio e Portogallo. “Oltre all’intramontabile Margherita - precisa Ferro - amata in tutto il mondo proporremo altre varietà, con nuove ricette che meglio incontrano le tradizioni dei consumatori di ogni singolo Paese. Nel nostro settore i gusti evolvono velocemente – continua - poiché nuove sensibilità guidano le scelte dei consumatori, che sono sempre più connessi, curiosi e consapevoli. La rivoluzione in atto non è solo industria 4.0, ma anche consumatore 4.0. Questi nuovi scenari costituiscono una grande sfida da vincere per noi e il piano Nestlé per Benevento è certamente un esempio di innovazione 4.0, che genera posti di lavoro e opportunità concrete per il futuro”.

Il “Made in Italy” resta un marchio fondamentale in ambito mondiale: “L’investimento è avvenuto in Campania perché è qui che è nata la pizza - afferma Ferro - e da ciò ne consegue un chiaro valore internazionale a livello di immagine. La grande sfida è valorizzare la pizza come prodotto icona del made in Italy per esportarla in tutto il mondo ed è per questo che privilegiamo quanto più possibile l’italianità dei prodotti e delle filiere. Abbiamo lavorato in sinergia con le istituzioni nazionali e locali - conclude - per dar vita a un progetto concreto, che porterà un beneficio reale a tutto il territorio del Sannio”.

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