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Oral3D, la startup medtech che innova lo studio dentistico

“Portiamo la stampa tridimensionale negli studi odontoiatrici”. A parlare è Martina Ferracane, Ceo e Co-Founder di Oral3D, startup italiana che si è aperta un varco nel settore sanitario, utilizzando le moderne tecnologie di stampa 3D. In realtà esistono già da tempo diversi modelli di stampa tridimensionale per dentisti, ma pochi sono nostrani e particolarmente semplici e intuitivi da usare, come invece è quello di Oral3D. “Spesso – spiega Ferracane - i dentisti non approcciano a questa tecnologia e la temono a causa della sua complessità d’uso. Credono di dover svolgere giorni e giorni di training, rischiando di perdere rilevanti ore di lavoro, ma con noi non è così, perché il nostro sistema è rapido e di immediato utilizzo”. Le stampe tridimensionali della cavità orale inoltre facilitano la comunicazione fra medico e paziente e la pianificazione dei trattamenti da effettuare, facendo così risparmiare tempo utile a entrambe le parti coinvolte.

La startup è nata grazie ad altre tre menti brillanti, oltre a quella di Ferracane, ovvero quelle di Giuseppe Cicero (Chief Medical Innovation Officer), Hans Verhoeven (Cto) e Stijn De Mil (Chief Engineering Officer), due professionisti di origini belghe che hanno un'esperienza di 20 anni rispettivamente in software e stampa 3D. Le difficoltà iniziali hanno portato gli startupper siciliani a sviluppare l’idea all’estero, ma proprio recentemente sono tornati in Italia, grazie a una linea di finanziamento del programma di accelerazione Luiss Enlabs (circa 145mila euro), che ha portato la startup, a fine settembre scorso, a effettuare le prime vendite nel nostro Paese. “Io ho lasciato l'Italia a 20 anni con un Erasmus in Svezia – racconta la Ceo - e in seguito, un Master in Spagna mi ha permesso due anni dopo di iniziare a lavorare presso le Nazioni Unite. Da lì in poi ho continuato a operare fuori confine, fra Belgio, Germania, Stati Uniti, Thailandia e Brasile”. Il legame stretto con l’Italia lo ha mantenuto Cicero, che ha lavorato in Spagna e Stati Uniti, ma contestualmente ha sempre tenuto un piede nel nostro Paese con la storica clinica di famiglia. “Credo che lui avesse già in mente di tornare – afferma Ferracane - mentre io non credevo sarei rientrata, perché l’ambito in cui opero, quello delle consulenze per politiche pubbliche è di più complesso accesso in Italia. Oral3D invece mi ha dato una spinta in più per ritornare, perché di contro c’è tanto spazio per portare innovazione nel nostro Paese, che necessita molto di giovani cervelli capaci”.

Ferracane è molto legata alla sua Sicilia. “Nell’isola porto avanti da anni diversi progetti sociali – dice la donna - lavorando a stretto contatto con alcuni istituti scolastici, con l’obiettivo di portare l'educazione digitale tra i banchi di scuola e offrire così anche ai più piccoli gli strumenti per sentirsi protagonisti dell'era digitale in corso. Mi piace curare queste attività nel Sud Italia, perché il territorio locale rischia di restare indietro in quest'epoca di grandi cambiamenti e le conseguenze sarebbero, nel caso, gravi in termini di perdita di ricchezza e benessere”.

Oral3D è una realtà giovanissima, che guarda con coraggio al futuro. “Siamo ancora all'inizio della nostra avventura imprenditoriale - afferma Ferracane - ed essendo una startup operante nel settore medtech ci vuole molto investimento e anche tempo, prima di riuscire a portare il prodotto dentro un numero congruo di studi dentistici. In Italia stiamo registrando un forte interesse per la nostra idea, anche se il mercato americano resta il più effervescente, dove infatti siamo riusciti a lanciare una versione beta già l'anno scorso”.

Consigli per altri startupper? “Il consiglio più importante è creare un team forte – evidenzia Ferracane -, con le giuste competenze e conoscenze. Credo che il lavoro di squadra efficace sia l'ingrediente numero uno per il successo di un'idea d’impresa. Poi per quanto concerne nello specifico il nostro settore, quello sanitario consiglio vivamente a tutti coloro che si vogliono avvicinare a questo campo professionale, di seguire con attenzione gli sviluppi del medtech, perché proprio ora siamo in un momento di profonda trasformazione digitale nel settore medico e si stanno così aprendo tante nuove opportunità”.

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