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Ridisegnare le città: la figura professionale del Mobility Manager

Diventata obbligatoria nella Pubblica Amministrazione e nelle aziende con almeno 100 dipendenti attraverso il Decreto Ministeriale 12 maggio 2021 del Ministero della Transizione Ecologica, la figura del Mobility Manager è relativa a colui che organizza, gestisce e promuove la realizzazione di interventi finalizzati a ridurre l’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare privato nelle aree urbane e metropolitane. Si tratta di un’evoluzione rispetto a una mansione già prevista dall’ordinamento, in quanto il Mobility Manager è presente nella normativa italiana già dal 27 marzo 1998, in una fase storica segnata dall’attenzione all’ambiente seguita alla firma degli accordi di Kyoto. Senza dubbio, questo nuovo impulso esercitato dal legislatore va nella direzione di un mondo in cui è sempre più importante coniugare ambiente e sostenibilità: in particolare,  decreto prevede che le imprese e le pubbliche amministrazioni con unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di regione, in una città metropolitana, in un capoluogo di provincia o in un comune con popolazione superiore a 50mila abitanti, debbano dotarsi di un “Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro” (PSCL) del proprio personale dipendente.

Il piano, oltre ad avvalersi di questionari sociologici, dovrà effettuare un’analisi dell’accessibilità dei luoghi di lavoro, esaminando offerta e domanda di mobilità dell’area, mediante strumenti statistici e “tool di geocoding”, vale a dire un processo che consente di convertire l’indirizzo di una via, una piazza o più semplicemente del centro città, nelle corrispondenti coordinate geografiche di latitudine e longitudine. Informazioni che infine dovranno essere raccolte e sistematizzate, con l'obiettivo di creare un database della mobilità aziendale.

Il DM, nel dettaglio, ha individuato due tipologie di mobility manager:

- un mobility manager aziendale, figura specializzata nell’organizzazione e nella gestione della mobilità sostenibile nell’ambito degli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente (analogamente il mobility manager ‘scolastico’ opera nell’ambito degli spostamenti casa-scuola del corpo docente e non docente e degli studenti);

- un  mobility manager d’area, figura specializzata nel supporto al Comune territorialmente competente nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile, nonché nello svolgimento di attività di raccordo tra i mobility manager aziendali.

Si tratta di un approccio tanto analitico quanto multidisciplinare, poiché comprende aspetti comunicativi e di Marketing, vista la crucialità della creazione di una cultura della mobilità sostenibile in azienda. Com’è facilmente intuibile, ancora, il mobility manager aziendale e il mobility manager d’area devono essere scelti tra soggetti in possesso di un’elevata e riconosciuta competenza professionale e/o comprovata esperienza nel settore della mobilità sostenibile, dei trasporti o della tutela dell’ambiente. Tutto questo è finalizzato al miglioramento della raggiungibilità dei luoghi di lavoro e alla ottimizzazione degli spostamenti dei dipendenti. I benefici dell’azione di questa figura professionale sono numerosi e importanti e non si limitano alla riduzione dell’utilizzo dell’auto privata con conseguente diminuzione della congestione nelle ore di punta e dell’impatto ambientale generato dal traffico veicolare o ad un generale miglioramento del benessere dei dipendenti con effetti positivi anche sulla spesa per i trasporti.

È previsto, inoltre, un meccanismo di incentivi previsti per i soggetti più virtuosi: del resto, la figura e le competenze del Mobility Manager sono divenute necessarie e imprescindibili per riorganizzare di fatto il lavoro delle aziende pubbliche e private nelle società contemporanee, con l’ambizioso orizzonte di ripensare i tempi della città, delle scuole, delle persone.

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