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Serranova, a Perugia si coltiva l'innovazione

Startup innovativa, Serranova nasce da un’idea alternativa del Ceo Stefano Chiocchini, il quale stava progettando una lampada per bambini fatta con telo in silicone fotoluminescente, in modo da continuare a illuminare gradualmente l’ambiente anche dopo averla spenta, mentre il bambino così si addormentava senza problemi. “In seguito – racconta il Vicepresidente, Matteo Graziani -, questa stessa lampada venne utilizzata per illuminare una piantina di basilico, che triplicò di dimensione in brevissimo tempo. A seguito di ciò – continua -, l’Università di Modena e Reggio Emilia certificò che il telo della lampada produceva uno spettro di luce da 400 a 700 nm, ovvero il range di luce perfetta per la crescita sana e vigorosa delle piante e questo è stato reso possibile dal mix brevettato delle nostre polveri fotoluminescenti”.

Da qui l’idea di una serra di design e dalle dimensioni compatte, ad altissima efficienza energetica, molto adatta ai contesti urbani, in grado di fungere da “orto condominiale”, nel bel mezzo di una metropoli. “Serranova offre la possibilità di coltivare in casa, frutta e verdura di altissima qualità tutto l’anno – spiega Graziani -, con la libertà di essere autosufficienti risparmiando energia e tempo. L’obiettivo è in un certo qual senso tornare alle origini, a quando avevamo l’orto a casa. Con Serranova è possibile avere tutto questo, oggi, anche nelle più affollate metropoli del mondo”.

Non bisogna di certo dimenticare l’altissima tecnologia messa in campo per la realizzazione del prodotto commerciale in questione: le serre sono difatti 100% automatizzate e facilmente controllabili da remoto con semplici dispositivi mobili.

Il progetto è nato in Italia, a Perugia precisamente, per mente di startupper non giovanissimi, che hanno però saputo attorniarsi di giovani talenti per quanto concerne lo sviluppo delle componenti hardware e software. Serranova ha riscosso successo nel nostro Paese, ma l’espansione sistematica all’estero è già in corso, con partnership strategiche di distribuzione già siglate in Asia, Russia e Nord Africa.

Alla base del successo ci sono, come spesso accade, sacrifici, investimenti e perché no, anche tanto coraggio: “Non possiamo nascondere che all’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà – svela Graziani - perché il nostro settore, quello industriale ha bisogno di investimenti consistenti per la realizzazione dei prototipi, la ricerca e sviluppo e la successiva industrializzazione. In fase di avvio, in progetti come questo è quindi facile scoraggiarsi, ma noi eravamo fortemente determinati e motivati”. Per questo il consiglio ai giovani intenzionati a far nascere e crescere una startup è uno solo: perseverare, perseverare, perseverare; la storia insegna infatti che i più grandi successi sono risultato della somma di innumerevoli fallimenti.

Di rilievo i premi in dote a Serranova. “Siamo stati premiati subito – dice Graziani - dopo appena 15 giorni dalla costituzione della società, con il primo posto al Flormart di Padova, in qualità di migliore azienda green d’Italia. Due mesi dopo eravamo a Las Vegas per il Ces 2020 e soltanto a luglio scorso abbiamo conseguito il primato nella categoria Cleantech di Startlab Unicredit, iniziativa nazionale nata per sostenere concretamente i giovani imprenditori, l'innovazione e le nuove tecnologie. Ricevere riconoscimenti – conclude - è il propellente del nostro entusiasmo. Credere in quello che facciamo ci obbliga a raggiungere risultati tangibili nel tempo”.

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