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Università telematica? Google ci prova

Ebbene sì, proprio recentemente Google Llc, la nota azienda statunitense che offre servizi online, con quartier generale a Mountain View, in California ha lanciato il sasso della formazione online di livello universitario. Ma è veramente così? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza sul tema.

Effettivamente, i vertici del colosso mondiale hanno presentato tempo fa i propri Google Career Certificates (Gcc), progetti formativi della durata massima di sei mesi, che secondo il famoso motore di ricerca web sarebbero equiparabili a quattro anni di università nello stesso ambito. Ulteriore fattore interessante (oltre quindi al lasso temporale decisamente inferiore rispetto allo standard) è il prezzo, perché queste certificazioni online costerebbero “solo” qualche centinaio di euro (secondo Google l’obiettivo principe sarebbe quello di non superare mai o quasi in toto i 300 dollari per certificazione).

A tal proposito è necessario contestualizzare un poco meglio la scelta di Google e capire quali saranno i margini d’azione anche per il nostro Paese, dato che i Gcc non sono ancora iniziati. Queste certificazioni di caratura internazionale si ottengono, come detto, grazie allo svolgimento di percorsi di formazione promossi nell’ambito delle professioni digitali e che si collocano nel solco dell’iniziativa più globale, denominata Growth With Google, con cui la società americana intende rafforzare il proprio impegno per la ripresa dell’economia. Fra le varie attività c’è ad esempio per l’appunto l’impegno di aiutare milioni di persone di tutto il mondo nel trovare un lavoro, digitalizzarsi e crescere entro la fine del 2021.

C’è da dire fra l’altro, che il dibattito in corso sui Google Career Certificates è esploso soprattutto negli Usa, dove notoriamente accedere a un percorso universitario post diploma ha costi nettamente superiori a quelli italiani. Google da questo punto di vista ha infatti asserito che le loro certificazioni spesso sostituiscono proprio questi corsi costosi: secondo loro, sul posto di lavoro, in particolar modo per quanto concerne il digitale, il tech, la programmazione e più in generale l’informatica contano maggiormente le competenze specifiche di cui si è in possesso, rispetto ai titoli di studio altisonanti. Skills altamente funzionali che Google promette ai suoi corsisti.

Al momento è comunque difficile prevedere cosa succederà per gli studenti nostrani: certo è che con la pandemia da Covid-19 tuttora in corso, le università tradizionali di tutto il mondo hanno gravi difficoltà a riaprire le proprie aule e a svolgere i corsi didattici in presenza e quindi le “possibilità telematiche” come quella di Google possono essere una grande opportunità da cogliere al balzo. Anche perché i settori professionali legati al digitale sono al momento fra i maggiormente retribuiti a livello internazionale. In tal senso è utile ricordare che i primissimi Gcc riguarderanno molto probabilmente i Data Analyst, Project Manager, Ux Designer e It Support Specialist, tutti ruoli che ad esempio negli Stati Uniti vengono pagati mediamente dai 55 ai 93mila dollari l’anno.

Lo scetticismo resta attualmente forte, soprattutto da parte delle università tradizionali, anche se alcune realtà americane si sono subito interessate a queste certificazioni di Google e sono tuttora in corso stretti dialoghi per provare a fondere la didattica da remoto con quella in presenza, magari realizzando seminari e lezioni integrative da parte dei docenti delle università in sede. Questo “doppio binario” potrebbe alla fine rivelarsi molto efficace, permettendo così agli studenti una preparazione più ampia, senza rinunciare però alla velocità del corso di laurea e all’economicità di tutta l’operazione. Insomma, non resta che attendere pazientemente e monitorare le pagine web Google suddette con costanza, al fine di capire cosa accadrà anche in Europa e in particolar modo per l’Italia. Se un obiettivo conclamato di Google è quello di supportare gli studenti da qui alla fine del 2021, con skills innovative e decisamente concrete per il mercato del lavoro, l’iniziativa non potrà che partire nei prossimi mesi.

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