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Viaggio negli ITS. In Veneto cresce l'innovazione

Cosa può fare la differenza nel panorama delle tecnologie per il Made in Italy? Figure professionali altamente specializzate che sappiano aiutare le industrie manifatturiere italiane a diventare 4.0. Parola di Giorgio Spanevello, Direttore dell’ITS Academy Meccatronico Veneto.

Partiamo dal capire cos’è la disciplina al centro delle attività dell’Istituto. “La meccatronica è una specializzazione ibrida in cui competenze afferenti ad aree diverse - meccanica, elettronica e informatica industriale - interagiscono tra loro. Tale interazione è fondamentale nell’ottica dell’industria 4.0, dove le produzioni sono affidate ormai a macchinari in parte automatizzati e legati da reti informatiche. Le competenze meccatroniche sono quindi tra quelle più richieste dall’industria manifatturiera che erroneamente viene intesa come sinonimo di meccanica. L’industria manifatturiera è quella che produce e comprende tutti i settori della produzione industriale …” spiega il Direttore.

Sono, perciò, diversi gli sbocchi occupazionali al termine del percorso biennale. Un percorso analizzato in ogni dettaglio e fortemente incentrato sulla componente pratica: il saper fare. “Abbiamo previsto che, sin dal principio, gli studenti siano inseriti in azienda per almeno due giorni a settimana. Durante il periodo estivo, poi, il legame con l’azienda può rafforzarsi ulteriormente grazie ai tirocini che arrivano fino a 40 ore settimanali. Il risultato di questo approccio è una percentuale di occupati post diploma che oscilla dal 100 al 98%. Ciò è possibile – continua il Direttore - grazie al legame costante con l’azienda che dura per tutto il percorso e, altresì, attraverso la precisa definizione degli obiettivi formativi. Si arriva così a formare una figura immediatamente spendibile sul mercato del lavoro”.

La metodologia didattica e il dialogo con la realtà produttiva del territorio – sia intermediato dalle associazioni datoriali, sia diretto con le aziende - sono due aspetti sui cui si sofferma Giorgio Spanevello: “Il tessuto imprenditoriale veneto è caratterizzato da una miriade di piccole e medie aziende che abbracciano diversi settori. La nostra idea è quella di creare un tecnico multitasking durante la fase teorica (aula e laboratori) e concentrare l’apprendimento specialistico nel corso di quella pratica all’interno delle imprese. In quest’ultima fase, è importante che gli studenti siano inseriti in un percorso di reale crescita. Siamo, dunque, al fianco delle aziende non solo per capire le loro esigenze ma altresì per formare tutor aziendali all’altezza del compito affidato. Ad esempio, organizziamo degli incontri con chi segue i ragazzi per definire una metodologia di apprendimento coerente dentro e fuori l’Istituto”. 

Nascono sempre dal confronto con le aziende le novità relative all’offerta formativa che, per il prossimo anno, si arricchirà di due nuovi corsi: Tecnico superiore per la digitalizzazione dei sistemi di produzione industriale e Tecnico superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile. “La prima novità deriva dalle esigenze provenienti dalle aziende che stanno implementando le tecnologie legate all’industria 4.0, come le reti informatiche aziendali che apportano un efficientamento all’intera filiera produttiva attraverso un’analisi dei dati raccolti. Mentre, il secondo è un vero e proprio progetto nazionale nel settore cartario realizzato insieme ad Assocarta e Assografici, associazioni di categoria che hanno manifestato la carenza di tecnici esperti in questo comparto che però ha una grande produzione in Italia”.

Non solo competenze tecniche. Durante il biennio di studi, gli studenti vengono coinvolti in attività incentrate allo sviluppo delle soft skill. “Il team working è un nostro cavallo di battaglia – illustra il Direttore - e ci consideriamo dei precursori dato che è presente nei nostri corsi già dal 2011. L’idea è nata quando siamo andati all’estero, per vedere come funzionasse questo tipo di formazione, prima che la Fondazione fosse operativa. Nelle esperienze dei paesi scandinavi e di Germania e Olanda, abbiamo osservato come fosse diffusa questa sorta di «palestra» delle competenze trasversali. In pratica, i ragazzi vengono coinvolti in gruppi alla realizzazione di un progetto (un device meccatronico) presentato alla fine dell’anno. Oltre al risultato, l’esperienza permette ai partecipanti di apprendere una modalità di lavoro - ad esempio la lean production - e capire come gestire un budget”.

Mancano pochi giorni alla scadenza delle iscrizioni per il biennio 2019/2021. Dopo il 15 luglio, saranno avviate le selezioni. La campagna di comunicazione è, però, iniziata da mesi. “Per far conoscere la nostra realtà – dice il Direttore - collaboriamo con le reti di orientamento regionali promosse dalla Regione Veneto che finanzia, assieme al MIUR, i corsi ITS che si svolgono nella regione. Non ci fermiamo al lavoro nelle scuole. Impieghiamo molte risorse per la pubblicità sui principali mass media e sui social network. Vogliamo avvicinare i ragazzi e, al contempo, porre le basi per un cambiamento culturale, eliminando l’idea che gli ITS siano una scelta di «serie B». Non a caso, anno dopo anno, cresce la percentuale di studenti provenienti dai licei che si integrano perfettamente nonostante il diverso background scolastico”.

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