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Welfare Index PMI: come cambia il lavoro nel 2020

Sottoposto al vaglio scientifico del Comitato guida costituito da Generali Italia, Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e da esperti dell’industria e del mondo accademico, Welfare Index PMI è l’indice che valuta il livello di welfare aziendale nelle piccole e medie imprese italiane. La presentazione del rapporto 2020 – quinta edizione dell’evento – si è svolta con un intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In virtù della sua profondità d’analisi all’interno del mondo aziendale italiano, il Welfare Index PMI consente di viaggiare all’interno delle pratiche più innovative del Paese e sui vantaggi che esse apportano al benessere dei lavoratori e di riflesso anche alla produttività stessa delle realtà imprenditoriali. Il quadro di analisi del rapporto ha potuto avvalersi di oltre 6.500 interviste – un numero triplicato in 5 anni – oltre che dell'allargamento della partnership a tutte le 5 Confederazioni nazionali, con l’ingresso di Confcommercio.

Va da sé che l’edizione 2020 del rapporto è stata segnata dall’evento che sta marcando indelebilmente questa stagione, ovvero l’impatto straordinario che ha avuto sul mondo del lavoro la pandemia da Covid-19. Proprio l’emergenza Covid, tuttavia, se per molti versi ha assunto contorni di crisi, per altri aspetti ha impresso un marchio positivo. Tra gli altri, proprio il welfare aziendale ha potuto giovare di un salto di qualità al: per la prima volta le imprese attive superano il 50%, il 79% ha confermato le iniziative di welfare in corso e il 28% ne ha introdotte di nuove o potenziato quelle esistenti. Nel contesto Covid-19, le PMI con un welfare più maturo hanno avuto maggiore capacità di reagire all’emergenza e sono state punto di riferimento per la comunità. I dati raccolti, infatti, fotografano una realtà in cui il welfare aziendale fa crescere l’impresa in termini di produttività e occupazione: il nuovo modello di analisi dell’impatto delle azioni di welfare sui bilanci di 3 mila PMI attesta che negli ultimi due anni le imprese più attive nel welfare registrano il maggiore aumento di produttività (+6% vs media +2,1%) e di occupazione (+11,5% vs media +7,5%).

Ma quali sono i settori nei quali si dispiega con maggiore forza il welfare aziendale? Di sicuro gli ambiti relativi alla sanità, alla sicurezza, all’assistenza, alla formazione e alla conciliazione vita lavoro si confermano le aree di maggiore intervento. Nel dettaglio, sono dodici le aree che il Welfare Index PMI ha monitorato per analizzare le iniziative di welfare delle imprese – di tutti i settori produttivi e di tutte le classi dimensionali (da 6 fino a 1000 dipendenti): previdenza integrativa, sanità integrativa,servizi di assistenza, polizze assicurative, conciliazione vita lavoro, sostegno economico, formazione, sostegno all’istruzione di figli e familiari, cultura e tempo libero, sostegno ai soggetti deboli, sicurezza e prevenzione, welfare allargato al territorio e alle comunità. L’esperienza di crisi ha inciso nel profondo, contribuendo a cambiare la cultura di gestione dell’impresa: il 91,6% delle PMI ha infatti dichiarato di avere acquisito maggiore consapevolezza della centralità della salute e della sicurezza dei lavoratori e oltre il 70% ha affermato che in futuro il welfare aziendale avrà maggior rilievo. Infine, il 65% ha dichiarato che l’azienda contribuirà maggiormente alla sostenibilità del territorio in cui opera. In questo quadro, va inoltre sottolineato come le imprese siano state punto di riferimento per la comunità e quelle con un welfare più maturo hanno avuto una maggiore capacità di reagire all’emergenza. L’80% delle PMI ha dato materiali e fornito informazioni di tipo sanitario ai lavoratori mentre il 12% delle imprese ha attivato canali di supporto e servizi di consulto medico e assistenza sanitaria a distanza. Il 26,4% ha anche attuato iniziative aperte alla comunità esterna e di sostegno al sistema sanitario nazionale.

Oltre a scattare questa preziosa fotografia, disponibile in ogni suo dettaglio nel rapporto pubblicato sul sito dedicato, Welfare Index Pmi ha attribuito un riconoscimento alle imprese più attive secondo questa ottica. In particolare, per l’edizione 2020 sono 78 le imprese che hanno ottenuto il Welfare Champion 2020, riuscendo a superare le 5 W del rating Welfare Index PMI: si tratta di un numero più che triplicato rispetto al 2017.  Dai tamponi, ai test sierologici fino alle iniziative aperte a tutto il territorio e di sostegno al sistema sanitario nazionale, ai quali si sono aggiunti progetti di formazione a distanza, integrazione al 100% del reddito dei dipendenti in cassa integrazione e nuove modalità di lavoro, soprattutto nell’alveo dello smart working. Resilienza, sostenibilità, cultura d’impresa e responsabilità sociale i cardini intorno ai quali dovrà svilupparsi il futuro delle PMI italiane.

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