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Youth Work

La strategia europea per la gioventù riconosce un ruolo strategico allo youth work (reso in italiano con animazione socio-educativa”) quale pratica di lavoro con i giovani, al fine di creare un’economia basata sulla conoscenza, sull’istruzione, sull’innovazione, sull’adattabilità, su mercati del lavoro inclusivi e sul coinvolgimento attivo nella società   

Il rapporto della Commissione Europea Working with young people: the value of youth work in the European Union stima in oltre 1,7 i milioni di giovani "youth workers" nel nostro continente.

È naturale interrogarsi sul perché così tanti ragazzi scelgano di vivere una tale esperienza e cosa sia questo "youth work" che sta guadagnando sempre più centralità nell'Agenda politica europea.

Pur non essendoci una definizione univoca in Europa, lo youth work  ha come tratto comune quello di concentrarsi sui giovani, sul loro sviluppo personale e sulla partecipazione volontaria.  Il valore dell'animazione socio-educativa viene riconosciuto nelle conclusioni del Consiglio ed è evidenziato in uno studio pubblicato nel 2014.

Lo youth work è una componente importante del nostro tessuto sociale, dal momento che offre uno spazio concreto di contatto, scambio, condivisione tra i giovani, ma anche tra le generazioni. Notevoli sono le sue ricadute positive in termini di sviluppo di competenze e rafforzamento della rete e del capitale sociale.

Ma come possono l’animazione socio-educativa e l’apprendimento non formale favorire l'apprendimento di competenze “spendibili” sul mercato del lavoro?

È questo il quesito al centro del rapporto Youth work and non-formal learning in Europe’s education landscape, pubblicato dalla Commissione Europea – Direzione Generale Istruzione e Cultura al fine di evidenziare gli aspetti legati all’inclusione sociale e di ridefinire l’animazione socio-educativa sulla base delle reali esigenze dei giovani, legate alla disoccupazione, la crescente immigrazione, le difficoltà economiche.

L’indagine riserva particolare attenzione a Erasmus+ , il nuovo programma dell’Ue per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport, che punta a migliorare le competenze e prospettive professionali dei giovani ponendo l’accento sui temi più sensibili della società europea contemporanea: l'empowerment, la promozione dell’inclusione, la cittadinanza attiva, la tolleranza e la migrazione.

Perché un percorso di youth work abbia successo è necessario che giovani ed educatori, si considerino partner alla pari in un processo di apprendimento reciproco.

Inoltre, le attività sociali, culturali, educative, politiche o sportive devono consentire ai ragazzi di sfruttare appieno le loro potenzialità, garantendo al contempo l'accesso ai servizi di cui hanno bisogno.

Sulla base dei dati raccolti nello studio, le  buone prassi di youth work sono sicuramente quelle che consentono ai giovani di sviluppare il loro capitale umano, rafforzare quello sociale e far cambiare eventuali comportamenti a rischio.

In Europa operano diverse tipologie di attori e organizzazioni che svolgono attività legate ai giovani, come associazioni giovanili, centri giovanili, club. Mentre i paesi europei sono responsabili dei propri sistemi educativi e formativi, l'UE ha una funzione di supporto, dal momento che fissa gli obiettivi comuni e favorisce lo scambio di buone prassi.

Nelle schede che seguono andremo ad approfondire le diverse iniziative europee destinate ai giovani per favorire partecipazione alla società, l'apprendimento non tradizionale, la mobilità e l'informazione.   

La strategia dell'UE per la gioventù punta a offrire ai giovani nuove e pari opportunità nell'istruzione e nel mercato del lavoro e li incoraggia sin dalla tenera età a prendere parte al processo democratico e alla società.  

Attraverso quali misure? 

  • Il programma Erasmus+ sostiene l'introduzione di nuovi approcci all'assistenza socio-educativa e un maggiore riconoscimento dell'apprendimento non tradizionale. Le iniziative sono rivolte alle organizzazioni giovanili o a gruppi di giovani e incentrate sull'apprendimento non formale, come scambi tra giovani, opportunità di volontariato, opportunità di formazione e messa in rete per educatori, forme di collaborazione per promuovere l'innovazione nell'animazione giovanile, nonché progetti per coinvolgere i giovani in un dialogo con i responsabili politici. I progetti promuovono la cittadinanza attiva dei ragazzi e le loro prospettive di lavoro mediante una didattica e un apprendimento non tradizionali, contribuiscono alla qualità e al riconoscimento dell'animazione socioeducativa e alle competenze delle organizzazioni giovanili e di altri soggetti interessati
  • Il dialogo strutturato coinvolge i giovani nell’elaborazione delle politiche che li riguardano. Viene condotto in occasione delle conferenze dell'UE sulla gioventù, indette da ciascuno dei tre paesi che detengono la presidenza di turno del Consiglio dell'UE durante il ciclo di lavoro e nell'ambito della settimana europea della gioventù, organizzata periodicamente dalla Commissione europea. Il dialogo strutturato verte su una diversa priorità tematica generale per ciascuno dei cicli di lavoro di 18 mesi (fissata dal Consiglio dei ministri della Gioventù). La priorità tematica delle tre presidenze (italiana, lettone e lussemburghese) per il periodo luglio 2014 - dicembre 2015 è stata la responsabilizzazione dei giovani.

 

Desideri approfondire? Sul sito della Commissione Europea trovi relazioni e studi su buone pratiche, esperienze e progetti condotti in tutta Europa.

Le iniziative europee nell’istruzione e la formazione sottolineano il ruolo crescente dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita.Se da un lato il sistema di istruzione formale (scuola, università, formazione professionale) mira a fornire ai giovani una conoscenza di base da utilizzare per la loro integrazione nella società, dall’altro lato è pur vero che non sempre lo stesso sistema riesce a dotare i giovani di un bagaglio di conoscenze sufficiente alle loro esigenze. Per questo motivo, per il proprio sviluppo personale è necessario disporre di altre fonti. 

L’istruzione non formale, ossia quella che ha luogo al di fuori del curriculum previsto dall’istruzione formale e favorisce lo sviluppo personale, sociale e professionale dei partecipanti, rappresenta una di queste, in particolare – ma non solo- per giovani con minori opportunità. In particolare i ragazzi partecipano ad una vasta gamma di attività al di fuori dei sistemi di istruzione formale, nell’animazione giovanile, nello sport, nel volontariato e nelle attività della società civile, negli scambi internazionali e nei programmi di mobilità.  

L’apprendimento informale avviene invece durante le attività della vita di tutti i giorni, al lavoro, in famiglia, nel tempo libero, e può essere sintetizzato con la formula learning by doing, ovvero  imparare direttamente sul campo. Nel settore giovanile, l’apprendimento informale avviene generalmente durante le iniziative per i giovani e per il tempo libero. 

In che modo è possibile convalidare l’esperienza di apprendimento non formale e informale acquisita dai giovani nell’ambito di un progetto?

Tramite lo Youthpass la Commissione europea certifica che la partecipazione al Programma Gioventù in Azione è riconosciuta come un'esperienza formativa e costituisce un periodo di apprendimento non formale e informale.

Lo Youthpass è un certificato che descrive e efficacemente i risultati del percorso di apprendimento individuale e può risultare di grande utilità per il futuro percorso formativo e lavorativo del partecipante.


Per saperne di più sulle opportunità formative e di confronto costruttivo disponibili sia in Italia che all’estero, consulta la sezione di Cliclavoro dedicata alla
Formazione!

 

Pur non essendo quella dello youth worker una professione riconosciuta, necessita di strumenti  e programmi specifici.  

Come migliorare la qualità dei sistemi di sostegno alle attività giovanili e le competenze delle organizzazioni della società civile nel settore giovanile? → Attraverso la Strategia europea di formazione (ETS), lo strumento principale del Programma per uno sviluppo sostenibile delle risorse degli operatori socio-educativi e degli altri principali soggetti del settore.

Applicata al Programma Gioventù in Azione, L’ETS è coordinata dalla Commissione europea con il sostegno delle Strutture di supporto ETS (Gruppi di coordinamento ETS, Gruppi di lavoro settoriali ETS, Centro Risorse SALTO Formazione e Cooperazione) e contribuisce a supportare l’attuazione dell’Agenda dell’Unione Europea 2020, la Risoluzione del Consiglio dell’Unione Europea sul lavoro con i giovani e la Strategia dell’Unione Europea per la gioventù.

Tale strategia garantisce a chi lavora con i giovani il sostegno per acquisire le capacità e competenze necessarie, segnatamente nel campo dell'apprendimento non formale e dell’animazione giovanile a livello europeo e in un contesto europeo.

Uno degli strumenti maggiormente utili per la ricerca di opportunità di formazione è rappresentato dai centri SALTO-YOUTH. 

Di cosa si tratta? Letteralmente SALTO  significa Support, Advanced Learning and Training Opportunities nel programma europeo YOUTH. È un network di 8 centri di risorse che offre lavoro giovanile e organizza attività di formazione per supportare le agenzie nazionali all’interno del programma Gioventù in Azione, contenuto nel più ampio Erasmus +.

La storia di SALTO-YOUTH è iniziata nel 2000 come parte di una strategia di formazione della Commissione Europea e lavora in sinergia con altri partner nel campo delle politiche giovanili. Lo scopo dei centri risorse SALTO è contribuire a migliorare la qualità dei progetti finanziati nell’ambito di Gioventù in azione nei settori prioritari. In tali settori prioritari europei, SALTO fornisce risorse, informazioni e formazione alle Agenzie nazionali nonché al lavoro europeo nel settore giovanile e promuove il riconoscimento dell’apprendimento non formale.

Uno degli strumenti sviluppati e ospitati presso i Centri Risorse SALTO-Gioventù è Otlas, un sistema online centralizzato per la ricerca di partner, per le organizzazioni e i promotori di progetti nel settore della gioventù. Otlas è a disposizione delle organizzazioni e dei gruppi informali dal gennaio 2011. I promotori possono registrare i loro contatti e inserire dettagli sulle aree di loro interesse, oltre a poter inviare richieste di partner per proposte di progetti.

In particolare, SALTO offre corsi di formazione multilaterali in cooperazione con le agenzie nazionali, collabora con il Consiglio d’Europa e con la Commissione Europea con pubblicazioni specifiche, come Coyote e T-Kits, attraverso il collegamento tra i loro siti, coopera con il Forum Europeo della Gioventù (European Youth Forum).

Il Forum lavora per incentivare i giovani a partecipare attivamente nella società, a migliorare le loro vite rappresentando i loro bisogni e interessi.

Per affrontare al meglio le sfide di oggi, lo European Youth Forum ha tre obiettivi principali:

  • Ampliare la partecipazione giovanile
  • Rafforzare le organizzazioni giovanili
  • Accrescere l’autonomia e l’inclusione dei giovani nella società

Attraverso la rete Eurodesk è possibile acquisire informazione generali sul settore giovanile, diffondendo in particolare informazioni sul Programma Gioventù in Azione.

La rete contribuisce all’aggiornamento del Portale europeo per i giovani e ne incentiva la promozione e lo sviluppo. A tal fine, Eurodesk collabora con altre importanti reti di informazioni per giovani, in particolare con l’Agenzia europea per l’informazione e la consulenza giovanile (ERYICA) e l’Associazione europea Carta Giovani (EYCA).

In che modo coordinare la strategia comune nel settore europeo della gioventù? Attraverso il partenariato tra la Commissione europea e il Consiglio d’Europa nel settore dei giovani UE-CoE.  Questo copre tre aree principali: politiche per i giovani basate su dati certi, cooperazione regionale (in particolare sull’Europa orientale e Caucaso, Europa sudorientale e Mediterraneo meridionale) e partecipazione e lavoro nel settore giovanile.

La piattaforma Euro-Med Gioventù, invece, fornisce sostegno a giovani e organizzazioni giovanili dell’area euro mediterranea per facilitarvi lo scambio di buone pratiche, messa in rete, cooperazione e sviluppo di competenze.

L'UE finanzia scambi che offrono ai giovani la possibilità di vivere in un altro paese e di lavorare in un gruppo. Erasmus+  punta a rafforzare la qualità dell'animazione socio-educativa e dell'apprendimento non tradizionale per i giovani europei, mettendo a disposizione una vasta gamma di attività all'estero rivolte a:
  • Giovani di età compresa tra 13 e 30 anni
  • Organizzazioni giovanili con sede all'interno o all'esterno dell'UE
  • Altri operatori con un vivo interesse per il mondo dei giovani

Le opportunità disponibili per gli operatori giovanili sono:

  • Eventi di formazione e messa in rete
  • "Job shadowing", vale a dire osservazione del modo di lavorare di colleghi.
Per i giovani, invece, sono disponibili:
  • Scambi
  • Servizio volontario europeo
  • Progetti su ampia scala del servizio volontario europeo  

Ti piacerebbe prendere parte ad un programma di scambi? In questo caso, occorre aderire ad un'organizzazione partecipante, che può essere un'organizzazione non governativa, un'associazione, una ONG, un ente pubblico a livello locale, regionale o nazionale o un'impresa sociale.

Per richiedere un finanziamento per uno scambio giovanile, l'organizzazione è tenuta a rivolgersi all'agenzia nazionale Erasmus+ del paese in cui ha sede.

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