provincia di: Tutte
Seguici:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

Agricoltura e lavoro

Il settore agricolo si prefigura ampio e diversificato ed è difficile classificare le attività ad esso connesse e i rispettivi profili professionali. Secondo l’analisi dell’Istituto Nazionale Economia Agraria elaborata sulla base del Censimento Istat 2010, tali attività si possono ricondurre a due grandi categorie: quelle che rappresentano l’attività agricola vera e propria, come la prima lavorazione della terra, la coltivazione e la trasformazione dei prodotti in azienda, e quelle che invece allargano le funzioni ad attività esterne all’agricoltura in senso stretto ma ad essa collegate, come l’agriturismo, il contoterzismo attivo e le attività didattiche. Tali categorie fanno capo, in sintesi, a due profili professionali: il coltivatore diretto e l’imprenditore agricolo.

La varietà e diversificazione aziendale, secondo l’Istituto, garantisce indirettamente la produzione di beni pubblici richiesti dalla società da parte delle aziende agricole e rappresenta una risposta imprenditoriale agli effetti della crisi economica che aggrava i lenti processi di declino dei redditi in agricoltura.

Tuttavia, le aziende agricole che diversificano sono ancora poche rispetto al totale, a causa di vincoli strutturali e della mancanza di ricambio generazionale.

Secondo i dati del Censimento, infatti, l’età media dei conduttori si aggira sui 58 anni. Ma il dato sembra destinato a modificarsi poiché è in continua crescita l’interesse delle giovani generazioni verso questo settore.

Secondo le ultime indagini Isfol, l’agricoltura produce il 2.8 per cento del Pil italiano. Il settore ha mostrato un trend crescente per tutti gli anni Novanta, interrottosi però con il nuovo decennio. La produttività del lavoro, invece, sta seguendo un trend positivo da almeno un trentennio, dovuto al graduale ammodernamento del settore e allo sviluppo di attività accessorie più legate al terziario (come il turismo), fattori che hanno permesso di registrare un progresso tecnico e una crescita del settore.

Mentre in passato il lavoro in campagna era considerato sinonimo di arretratezza e ritardo culturale rispetto alla vita in città, oggi si avverte un’inversione di tendenza, complice la crisi, con la riscoperta del valore della “terra” e un rinnovato interesse verso il mondo dell’agricoltura.  Sono in costante aumento, infatti, i giovani anche laureati che decidono di scommettere sull’attività agricola e reinventarsi produttori e piccoli imprenditori dopo che la crisi ha messo in difficoltà molti settori professionali.

Dalle elaborazioni Coldiretti su dati Swg emerge che il 38 per cento dei giovani tra i 18 ed i 34 anni preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che fare l’impiegato in banca (26 per cento) o lavorare in una multinazionale (28 per cento). Sempre secondo i dati Swg, il 7,2 per cento dei conduttori ha meno di 35 anni con un totale di 58.663 imprese agricole guidate da giovani under 35. Di queste circa il 70 per cento opera in attività multifunzionali: dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati.

Un’ulteriore dimostrazione è data dal
successo dell’agroalimentare nelle scelte formative con l’aumento del 29% delle immatricolazioni negli istituti professionali agricoli e del 13% negli istituti tecnici di agraria, agroalimentare ed agroindustria (analisi di Coldiretti sui dati relativi alle iscrizioni al primo anno delle scuole secondarie di II grado statali e paritarie per l’anno scolastico 2012/2013 divulgati dal Miur).

A fronte di questo rinnovato interesse verso il “lavoro della terra”, è bene ricordare che per diventare imprenditore agricolo occorrono tre passaggi fondamentali dal punto di vista burocratico:
  • apertura di una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate
  • iscrizione al Registro delle imprese, sezione speciale Agricoltura, presso la competente Camera di Commercio
  • iscrizione e dichiarazione presso l’Inps

Una formazione di base in campo agricolo può essere acquisita attraverso i corsi di formazione professionale organizzati a livello regionale che permettono di acquisire competenze e di avere la qualifica di  imprenditore agricolo dal punto di vista fiscale.   

Per avviare un’attività in proprio, oltre all’acquisto del terreno o della struttura, esistono valide alternative come l’affitto o la semplice gestione aziendale. Sul fronte dell’impegno finanziario, è possibile usufruire delle agevolazioni previste per favorire l'insediamento di giovani in agricoltura in relazione allo specifico progetto considerato. Agevolazioni che per la maggioranza dei casi sono di natura comunitaria e vengono erogate attraverso le regioni con la consulenza dei Centri Caa (Centri autorizzati assistenza agricola).

Per conoscere le agevolazioni e ad esempio verificare la possibilità di un mutuo nel caso di un acquisto, è possibile consultare la sezione dedicata di Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, l’ente pubblico economico che realizza servizi informativi, assicurativi e finanziari e costituisce forme di garanzia creditizia e finanziaria per le imprese agricole e le loro forme associate.

Anche Coldiretti ha predisposto una sezione dedicata agli strumenti normativi a sostegno dell'imprenditoria giovanile, con informazioni sui fondi comunitari e sui principali strumenti finanziari suddivisi per Regione, sui criteri e le modalità di concessione di contributi e altre informazioni utili.

In generale, è bene sapere che per i coltivatori diretti e gli imprenditori agrari sono previste sovvenzioni da parte dello Stato (corresponsione di bonus, agevolazioni, finanziamenti, risarcimenti in caso di calamità naturali o disastro).
Il sesto Censimento Istat dell’agricoltura 2010 definisce azienda agricola “l’unità tecnico-economica in cui si attua l’attività agricola e zootecnica ad opera di un conduttore”. E’ imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.

Le aziende agricole e zootecniche in Italia sono 1.620.884. Le Regioni col maggior numero di aziende sono la Puglia, la Sicilia, la Calabria, la Campania e il Veneto, dove opera il 55 per cento del totale delle aziende nazionali.

La quasi totalità delle aziende agricole (95,4 per cento) è a conduzione diretta, cioè il conduttore oltre ad occuparsi degli aspetti gestionali lavora lui stesso nell'azienda.

Il capoazienda è nel 69,3 per cento dei casi un uomo. Egli ha spesso (72,4 per cento dei casi) più di 50 anni e un livello di istruzione pari o inferiore alla terza media (71,5 per cento dei casi).

La superficie agraria è utilizzata prevalentemente (54 per cento) per la coltivazione di seminativi (cereali, leguminose, patate, ortive, ecc.); la coltivazione delle legnose (olivo, vite, frutti e agrumi) ne impegna il 19 per cento, i prati permanenti e pascoli il 27 per cento.

Le Regioni con la maggior quota di superficie agricola utilizzata dedicata ai seminativi sono l'Emilia-Romagna, la Lombardia e la Sicilia, quelle con la maggior quota dedicata alle coltivazioni legnose sono la Puglia, la Sicilia e la Calabria. La Regione più importante per superficie dedicata a prati permanenti e pascoli è la Sardegna.

Le province
con la più estesa superficie dedicata all'agricoltura sono Foggia (poco più di 495.000 ettari) seguita a distanza da Cuneo e Potenza (con circa 300.000 ettari).

Le aziende con allevamenti sono maggiormente diffuse a Bolzano (9.970) e a Cuneo (7.363), prevalentemente per i capi bovini. Gli ovini invece sono allevati in particolare a Sassari (3.040 aziende) e Potenza (3.025).
Secondo la classificazione delle professioni stilata dall’Istat che suddivide i settori lavorativi in livelli a seconda delle competenze e dei compiti associati alla professione (aderendo pienamente all’impostazione internazionale), il settore agricolo (livello 6.4) è denominato “Agricoltori e operai specializzati dell’agricoltura, delle foreste, della zootecnia, della pesca e della caccia”.

La Classe è suddivisa in 5 categorie professionali.
 

1. Agricoltori e operai agricoli specializzati

  • Produzione di cereali, verdure, tabacco, girasole, piante medicinali, fieno ed altre produzioni alimentari o destinate alla trasformazione e alla produzione industriale.
    >>> Attività specifiche: semina, irrigazione, trebbiatura, falciatura dei campi, raccolta dei prodotti agricoli, controllo della qualità del processo e del prodotto, attività di manutenzione sulle attrezzature e impianti, cura del raccolto e delle colture in base alle condizioni climatiche, rapporti con i clienti e con i fornitori.
  • Agricoltori e operai agricoli specializzati  in coltivazioni legnose agrarie, alberi da frutta e da legno, vite, olivo ed altre produzioni legnose destinate all’alimentazione o alla trasformazione e alla produzione industriale.
    >>> Attività specifiche: potatura degli alberi, trattamenti antiparassitari, raccolta della frutta, concimazione del terreno, irrigazione dei campi, semina, raccolta, attività di manutenzione sulle attrezzature e impianti, rapporti con i clienti e con i fornitori.
  • Agricoltori e operai agricoli specializzati di giardini e vivai, di coltivazioni di in serre e in tutte le stagioni i fiori, piante destinate alle coltivazioni agricole, piante ornamentali e cura di aree verdi, aiuole in parchi e giardini; coltivano in serre e in orti stabili o protetti ortaggi e prodotti agricoli fuori stagione destinati al consumo alimentare.
    >>> Attività specifiche:  trattamenti e cura delle piante (irrigazione, potatura, etc.), vendita al pubblico, coltivazione, semina, controllo della qualità delle colture, gestione di serre, vivai, orti.
     
  • Agricoltori e operai agricoli specializzati di colture miste (legnose, vivaistiche, terricole, ortive).
    >>> Attività specifiche: aratura dei campi, semina delle colture, concimazione del terreno, coltivazione, irrigazione, raccolta dei prodotti, vendita al pubblico dei prodotti, gestione dei macchinari e selezione degli strumenti di lavoro. 


2. Allevatori e operai specializzati della zootecnia

Queste professioni sono dedite alla cura della alimentazione e della custodia di animali da allevamento per produrre carne o altri prodotti destinati al consumo alimentare o alla trasformazione e produzione industriale.

Professioni:

  • Allevatori e operai specializzati degli allevamenti di bovini, equini, ovini, caprini, suini
  • Allevatori e operai specializzati degli allevamenti avicoli 
  • Allevatore di bestiame misto 
  • Allevatori e operai specializzati degli allevamenti di insetti e molluschi e di altri animali da carne e di animali da pelliccia 

3. Allevatori e agricoltori 

Tali professioni si preoccupano della cura di più tipologie colturali, semina, coltivazione, irrigazione, etc., raccolta di prodotti agricoli e allevamento di vari tipi di animali.


4. Operai forestali specializzati

Le professioni comprese in questa classe rendono produttive risorse forestali abbattendo o sfoltendo e cimando alberi e arbusti per mantenere il bosco, produrre legna da ardere e legname per l’industria, eseguendo stoccaggi e prime lavorazioni; ripopolando di alberi, piante e animali selvatici gli ecosistemi boschivi; raccogliendo cortecce, sugheri e resine pregiate.

Professioni: Tagliaboschi, abbattitori di alberi e disboscatori, sugherai e raccoglitori di resine, rimboschitori.


5. Pescatori e cacciatori

Queste professioni si occupano di allevare specie ittiche, cacciarle e pescarle in alto mare, nelle zone costiere e nelle acque interne. In questa categoria sono comprese anche i cacciatori che catturano o abbattono selvaggina da carne e da pelliccia. Professioni: Acquacoltori, pescatori della pesca costiera e in acque interne, pescatori d’alto mare, cacciatori.

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: