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L'energia che muove le idee: intervista ad Alessandro Garrone

Questa è una storia di innovazione sociale che parte dall’”alto”, dalle terre alte, là dove cielo e radici sembrano fondersi, dove la tradizione più antica sta facendo posto a una nuova generazione di imprenditori. Sono giovani che hanno scelto la montagna come habitat in cui dar vita alle proprie idee d’impresa, frutto di una contaminazione virtuosa tra passato e futuro, tra analogico e digitale. A spingere e sostenere questo processo di ri-generazione dei territori montani è Alessandro Garrone, Vice Presidente Esecutivo di ERG SpA e Presidente della Fondazione Garrone, che dal padre Riccardo ha ereditato la passione e l’impegno nel creare sviluppo sociale e culturale. Con un’attenzione particolare per i giovani startupper. A loro sono dedicati i progetti “RestartApp” e “RestartAlp”, promossi dalla Fondazione, oltre alle iniziative portate avanti dal Gruppo ERG sul fronte dell’open innovation  e della rigenerazione urbana.

Come nasce l’idea di “RestartApp” e, successivamente, di “RestartAlp”?

“Circa vent’anni fa, mio padre, da imprenditore che ha sempre vissuto nell’Appennino vicino a Genova, si rese conto del degrado ma anche delle potenzialità di una così vasta fascia d’Italia, manifestando la volontà di fare qualcosa per rilanciare quel territorio. Ma i tempi non erano ancora maturi. Come Fondazione, cinque anni fa, abbiamo deciso di riprendere quell’idea, anche perché lo scenario nel frattempo è cambiato: c’è la disoccupazione giovanile, c’è una maggiore sensibilità verso le tematiche ambientali e agroalimentari. Per dare un contributo sul tema dell’Appennino, abbiamo deciso di mettere a frutto la nostra esperienza nella formazione di imprenditori e giovani, offrendo a questi ultimi un percorso formativo mirato all’avvio di un’attività. Così è nato il progetto ‘RestartApp’, con l’idea di diffondere, poi, questo modello esportandolo anche in altre parti d’Italia. Il progetto è stato esteso, quindi, al territorio alpino con ‘RestartAlp’, lanciato insieme alla Fondazione Cariplo. A me piace usare, in senso più ampio, il termine ‘terre alte’, ossia tutti quei territori da 500 metri in su sul livello del mare che presentano problematiche di abbandono, non solo Alpi e Appennini. Questo è il tema su cui stiamo lavorando”.

Chi sono i giovani che partecipano alle call e cosa li spinge a voler fare impresa nei territori montani?

“In questi cinque anni di ‘RestartApp’ e ‘RestartAlp’ sono passati da noi un centinaio di giovani, tutti diplomati, molti laureati, mediamente tra i 27 e i 30 anni di età, anche se il nostro limite è fino a 35 anni. Sono ragazzi incredibilmente appassionati e con idee d’impresa o startup già costituite da non più di 18 mesi. Alcuni di loro hanno ereditato qualcosa in campagna, come una cascina di famiglia su cui investire per ristrutturarla e renderla produttiva. Ma c’è anche la ricerca di una qualità di vita migliore: a spingerli è l’idea di poter svolgere la propria attività lavorativa fuori dalla grande città, in un ambiente più salutare. Oggi, peraltro, non c’è più il rischio di sentirsi isolati, grazie alle nuove tecnologie, si è sempre connessi e ci si sposta più facilmente”.

C’è una linea di continuità tra le startup che hanno preso parte alle vecchie edizioni e le nuove startup? Qual è il “core business" su cui si punta di più?

“Ci sono in particolare due filoni di attività ricorrenti: quello dell’agroalimentare e del turismo sono i più rappresentativi. Le idee imprenditoriali in questi ambiti riescono a combinare la tradizione con l’innovazione della comunicazione e della tecnologia”.

Si è appena conclusa l’edizione 2017 di “RestartAlp”. Quali i primi risultati?

“Il bilancio anche per quest’anno è assolutamente positivo. I ragazzi hanno concluso le dieci settimane di formazione a Premia, adesso avranno circa due mesi di tempo per mettere a punto il proprio business plan. Terminata questa fase, la Commissione valuterà i piani d’impresa e i migliori tre verranno premiati dalla Fondazione con un sostegno economico di 60mila euro (30 mila al primo classificato, 20mila al secondo, 10mila al terzo). Agli altri verranno offerti 12 mesi di consulenza. Quest’anno, oltre ai temi dell’agroalimentare e del turismo, sono emerse proposte innovative come un centro benessere, una spa, all’interno di un bosco; sono progetti tipici di Paesi nordici che in Italia non esistono ed è positivo che i ragazzi li applichino sul nostro territorio”.

Quanto può valere oggi l’economia della montagna e che valore ha in termini non solo economici?

“È stimato che il valore aggiunto che l’economia di montagna genera sul totale del valore aggiunto del Paese è attorno al 15%. È un numero importante, considerato che si tratta di zone tendenzialmente più povere, e sono convinto che questo numero possa crescere. Ma va considerato anche il valore che l’economia della montagna dà al resto del Paese, in particolare alle aree urbane, in termini di servizi ambientali e dell’ecosistema”.

Quali le criticità nel fare impresa nelle aree interne e come si interviene per superarle?

“Sono aree che presentano problemi di accessibilità, trasporto e connettività, spesso aggravati da un sistema burocratico e amministrativo non al passo coi tempi. Su questo fronte bisogna spingere al massimo. Noi crediamo nell’effetto di ‘contaminazione’ per cui stiamo coinvolgendo più enti pubblici e privati possibili per creare massa critica e accelerare un po’ le cose”.

Dalla tradizione all’innovazione… Accanto all’impegno per la valorizzazione dei territori portato avanti dalla Fondazione, c’è anche l’attività di open innovation e di rigenerazione urbana promossa dal Gruppo ERG, con i suoi progetti di punta “XEI Labs” e “ERG Re-Generation Challenge”. Di che si tratta?

 “Sono i due progetti che abbiamo sviluppato negli ultimi 3 anni. ‘Xei Labs’ è nato prima, ‘Re-Generation Challenge’ è stato realizzato quest’anno. L’obiettivo è sempre quello di dare un contributo nella promozione di imprese giovani, in questo caso legate non al tema delle terre alte, ma al mondo del business ERG: energie rinnovabili, innovazione, tecnologia. ‘Xei Labs’ è un’iniziativa della Scuola di Alta Formazione manageriale di Torino, creata da Fondazione Garrone, Fondazione Agnelli e Fondazione Pirelli, che punta a mettere in collegamento aziende e startup già avviate. ‘Re-Generation Challenge’ è un progetto realizzato a Terni nell’ambito del quale è stata lanciata una call per idee imprenditoriali che potessero ricadere su quel territorio”.

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