provincia di: Tutte
Seguici:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

Coworking

Il Coworking è una forma di lavoro sempre più diffusa che permette di condividere spazi di lavoro per periodi più o meno brevi, distribuendo i costi tra i professionisti che vi aderiscono.

Nato a metà degli anni duemila negli Usa, si è diffuso rapidamente in tutto il mondo. Secondo l’ultimo censimento di Coworkingproject.com, in Italia ci sono 98 spazi di coworking in ben 56 città. Questa crescita s’inserisce all’interno della trasformazione del mercato del lavoro, caratterizzata da uno sviluppo della cultura imprenditoriale e da un aumento del numero dei freelance.

Coworking significa lavorare assieme all’interno di una struttura attrezzata ed organizzata, messa a disposizione a liberi professionisti e startupper che decidono di avviare la propria attività in un ambiente duttile ed economicamente conveniente. Questo “stile lavorativo”, all’insegna della sostenibilità, offre interessanti opportunità di scambio professionale e di networking, stimolando la circolazione di idee, esperienze e  best practices, in un’ottica di massima collaborazione.

Solitamente gli spazi preposti al coworking coincidono con strutture aperte, simili ai loft industriali, nelle quali sono presenti una serie di postazioni con connessione internet wi-fi, sale riunioni e strumenti quali stampanti, fax, fotocopiatrici etc. Ogni coworker ha la possibilità di accedere allo spazio affittato secondo le proprie esigenze.

Le tariffe per l’affitto variano a seconda dell’utilizzo; tipico è il caso di AntiCafé, nuovo spazio multifunzionale a Roma progettato su un sistema per cui il conto si salda in base al tempo trascorso.

Secondo quanto pubblicato nella Terza Indagine Mondiale sul Co-working dal magazine di settore Deskmag, è proprio l’atmosfera piacevole la motivazione che più di tutte induce i lavoratori ad utilizzare spazi di lavoro condivisi. Oltre a garantire un risparmio economico, uno dei principali vantaggi di questa soluzione lavorativa sta infatti nell’aver saputo interpretare il bisogno di socialità di una generazione di lavoratori.
L’idea di lavorare insieme in un unico spazio è frutto di un’esigenza sempre più diffusa, soprattutto tra i creativi, di concepire il lavoro in modo orizzontale, lontano dalle strutture piramidali.
Un ufficio in cui lavorano fianco a fianco persone con capacità diverse è l’ideale per far proliferare nuove idee, favorire la diffusione di saperi, stabilire relazioni sociali, generando così nuove opportunità di lavoro.
La mission è promuovere il concetto di scambio come elemento necessario a sviluppare pratiche partecipative, con effetti benefici sugli aspetti economici, sociali e ambientali.

Un altro aspetto da considerare è che la condivisione genera un risparmio sull’utilizzo di risorse, che influisce positivamente sulla qualità dell’ ambiente. Collegato a questo aspetto, è il rilancio delle aree rurali, promosso da alcuni modelli di coworking quale strumento per lo sviluppo dell’occupazione, la nascita di servizi sul territorio e il reimpiego di strutture già esistenti: il Comune di Milano ad esempio si è mosso  su questo fronte aprendo un bando per l’assegnazione di 5 spazi a vocazione rurale. Queste  nuove strutture e servizi potranno essere utilizzati dall’intera comunità locale e generare a loro volta nuova occupazione.

lI coworking sfrutta inoltre le potenzialità del modello “glocal”: da un lato il radicamento nel territorio e la ricerca di un rapporto umano col vicino di scrivania; dall'altro, la propensione a collaborare in rete con professionisti di tutto il mondo. Esiste ad esempio un social network dedicato proprio ai coworkers: nomadwork.

Questo “movimento” opera una virtuosa commistione tra i vantaggi dell’autonomia imprenditoriale ed i vantaggi del confronto, della condivisione e dello scambio, smaltendo sia i costi di gestione e di manutenzione sia le incombenze burocratiche. Proprio per queste ragioni il coworking si pone come un indispensabile strumento di semplificazione dell’iniziativa imprenditoriale, attraendo così l’utilizzo di bandi ed incentivi volti a favorire l’innovazione, la ricerca e l’imprenditoria giovanile.
In Italia il coworking nasce dall’idea di due imprenditori milanesi che il 1 aprile 2008 hanno dato vita al progetto Cowo che mette a disposizione un programma di affiliazione aperto a chi volesse aprire un coworking nell’ambito dei propri uffici. La loro intuizione è stata quella di valorizzare uno spazio che era diventato troppo grande per lo stile di lavoro che stava cambiando. E anziché affittare il loro spazio con un contratto di locazione rigido hanno pensato di renderlo disponibile per un’esperienza di coworking.

I cowo sono caratterizzati da sostenibilità economica e flessibilità operativa, in quanto i prezzi sono accessibili e assolutamente competitivi. Il network offre ai soci un calendario di appuntamenti per conoscersi e aggiornare le proprie competenze in tema di marketing online, comunicazione, goal setting e selezione del personale. Il maggior numero dei centri coworking si trova nelle grandi città del nord: Torino, Milano, Roma, ma si sta diffondendo anche nel centro Italia e in altre città minori.

Gli spazi si distinguono principalmente in due tipologie: verticali (in cui ogni azienda o professionista operano nello stesso campo) ed orizzontali (senza barriere all’ingresso).

Nel primo modello rientrano gli spazi più "tematici", come Talent Garden che ospita solamente professionisti del marketing e della comunicazione digitale, Multiverso di Firenze che seleziona giovani professionisti della comunicazione, dell'architettura, dello spettacolo, c’è poi Casa Netural
  di Matera, a metà tra coworking e coliving, nato per combattere lo spopolamento dei borghi rurali,  o anche The Hub, che raccoglie freelance o imprenditori che lavorano nel campo dell'innovazione sociale.

La seconda tipologia, invece, include Cowo360 di Roma, Lab121 di Alessandria, Toolbox di Torino, in cui nello stesso spazio si possono trovare soggetti con competenze e professionalità differenti.

E sul welfare? Per quello ci sono l’Alveare di Roma e Piano C di Milano, progetti di coworking dotati di spazio baby e orientati alla conciliazione tra genitorialità e lavoro. Oltre ai “soliti” uffici, sale riunioni, cucina attrezzata, telefoni e stampanti, queste strutture offrono area relax, e sale dedicate ai bimbi.

L’ultima novità lanciata a novembre 2013 da Piano C con Inspire è MaaM – Maternity as a Master: la prima proposta per trasformare l’esperienza della maternità in una scuola di management, attraverso un percorso che sostiene la formazione manageriale femminile e aiuta le lavoratrici  nella fase di reinserimento post-maternità. In Italia è nato anche  “Coworkingfor”, il primo motore di ricerca italiano di spazi di coworking. Tramite questa piattaforma è possibile trovare varie tipologie di annunci, dall’affitto di scrivanie e uffici al noleggio di sale corsi. Tramite l’app di Coworkingfor è inoltre possibile visualizzare i luoghi mappati filtrandoli per città, guardare le gallery fotografiche degli spazi, leggere l’elenco dei negozi e dei servizi nelle vicinanze, prenotando direttamente da smartphone o tablet i propri spazi.

Per saperne di più:
Tutti gli Spazi Cowo città per città.

Per approfondimenti sulle ultime novità in tema di coworking e i nuovi spazi nati in Italia, segui anche il
Blog di Cliclavoro!
Le istituzioni nazionali e locali, le associazioni di categoria, i consorzi, le università, mettono in campo numerose iniziative per dare impulso al coworking e sfruttare appieno la capacità offerta da questo modello di concentrare competenze specializzate e veicolare progetti in grado di favorire lo sviluppo del territorio e l’occupazione, inserendosi all’interno degli interventi di politica attiva.

Le modalità adottate per sostenere il coworking possono essere ricondotte a tre modelli.

Il primo è il sostegno ai lavoratori attraverso voucher individuali. Le iniziative più significative sono state promosse da alcune istituzioni come la giunta della Camera di Commercio di Ferrara e di Milano e la Regione Toscana, nell’ambito del progetto Giovanisì. 
Nello specifico, è stato messo a punto un piano che prevede misure di intervento per il supporto a imprese e giovani che lavorano in spazi di coworking accreditati mediante iscrizione in un elenco qualificato. Il piano si muove su un duplice fronte: l’uno finalizzato alla costituzione di un elenco qualificato di soggetti fornitori di servizi di coworking, l’altro volto all’erogazione di voucher a favore dei giovani che intendano avviare attività di lavoro presso spazi facenti parte dell’elenco qualificato.
L’obiettivo di queste iniziative è quello di consentire l’inserimento nel mercato del lavoro dei giovani che desiderino costruire il proprio percorso professionale e imprenditoriale attraverso questa modalità.

Il secondo modello è il finanziamento di spazi di coworking in aree in cui non esistono ancora esperienze simili. Un caso particolarmente significativo è stato quello di Lucca, dove  il sostegno al coworking si è integra con le politiche di genere: è stato infatti deciso il finanziamento di un bando riservato a donne imprenditrici interessate ad aprire uno spazio di coworking nel territorio provinciale.

Infine, la partnership con il privato sociale per la promozione di progetti di sviluppo locale e innovazione sociale. Tra le esperienze più significative, quella di Omegna, in Piemonte, dove il coworking è situato in una ex-fabbrica, trasformata nel Museo del casalingo. Lo spazio offre ai turisti la possibilità di noleggiare biciclette per la visita del lago e di acquistare pacchetti integrati di lavoro in coworking e svago.


Notizie aggiornate su bandi e incentivi per il Coworking, sono disponibili nella sezione 
News di Cliclavoro!

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: