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Quei "Fuori di Zucca" della fattoria sociale di Aversa!

Nel cuore del parco della Maddalena, in provincia di Caserta, tra alberi di alto fusto come noci, salici, querce e pini ha preso vita la fattoria sociale e didattica Fuori di zucca. Il progetto di agricoltura biologica nato nel 2005 dall'impegno della cooperativa sociale onlus “Un fiore per la Vita”, si sviluppa in un’ex struttura sanitaria d’igiene mentale, nel pieno centro di Aversa. Ideata nel rispetto della natura e con al centro la persona e il suo benessere, la fattoria è un luogo di coltura di verdure e ortaggi tipici del territorio campano da vendere nell’annessa bottega o da degustare nell’agriturismo della cooperativa. L’iniziativa è nata per sostenere inizialmente l’integrazione delle persone con problemi di dipendenza patologica ma poi ha coinvolto anche persone con disagio psichico, afferenti all’area penale, richiedenti asilo, disabili. Attualmente, la fattoria dà lavoro a sette persone. Presentata come “Progetto d’eccellenza”, come ci ha raccontato Pasquale Gaudino, socio di cooperativa “Un Fiore per la vita”, la fattoria ha ricevuto una  menzione speciale per l’Agricoltura Solidale. Le soddisfazioni per gli ideatori di Fuori di zucca, non finiscono però qui. Basta osservare il sorriso di chi oggi lavora nella fattoria per capire che c’è un mondo tutto bio dove, facendo cose semplici e in mezzo alla natura, le persone in condizioni di svantaggio trovano una dimensione lavorativa oltre che di vita, e di questo si può davvero essere fieri. Ciò che alimenta il progetto è una vera e propria filosofia che coniuga benessere e bellezza, dove l’integrazione tra persona e ambiente appare possibile, dove agricoltura e didattica sono il veicolo attraverso cui passa il coinvolgimento anche in modalità ludica dei ragazzi, ai quali viene data la possibilità di vivere il liberamente il contatto con la natura e di apprendere nozioni sui corretti stili alimentari, sulla cura delle piante e sul rapporto con gli animali.


Per scoprire questo paradiso biologico, sociale e didattico, Cliclavoro ha intervistato Pasquale Gaudino, responsabile della progettazione e dei programmi d’inserimento personalizzati

Come nasce l’idea di dare vita a un progetto di agricoltura biologica, una fattoria sociale e didattica in un’ex struttura sanitaria di igiene mentale?

La cooperativa “Un fiore per la Vita” nasce nel 2000 da un progetto d’inserimento lavorativo finanziato dalla Regione Campania, ai sensi del D.P.R. 309/90, attivato dalla cooperativa sociale Il Millepiedi. Essa ha operato sin dalla sua costituzione nel settore agricolo offrendo la possibilità di percorsi di educazione e di avviamento al lavoro ed ergoterapia. Il gruppo che ha costituito la cooperativa ha iniziato a operare dal 1998, perché era forte l’esigenza di dare risposte concrete al problema occupazionale di persone che avevano concluso un percorso terapeutico presso il Centro Diurno per tossicodipendenti “Gulliver” gestito da “Il Millepiedi”. Seguendo la vocazione delle proprie attività e le aspirazioni dei soci di contribuire a rilanciare la terra di origine, la cooperativa ha dato vita a una fattoria sociale nell’ex Ospedale psichiatrico di Aversa.

L’area dell’ex manicomio è costituita da un grande parco verde all’interno del quale sono collocate le strutture una volta adibite alla cura di pazienti psichici. Il parco intersecato da vari viali, è ricco di vegetazione mediterranea. In seguito alla scarsezza per lungo tempo dell’intervento antropico l’area è diventata un’oasi faunistica per i volatili. La scelta di ubicare l’attività in una delle aree dismesse, ha puntato a recuperare e valorizzare per il territorio una zona verde altrimenti destinata a un progressivo degrado ambientale. Allora come oggi il parco è in uno stato di semi abbandono, la fattoria pertanto rappresenta l’unico esempio di riqualificazione dell’area. L’unità produttiva si è imposta come segno civile forte che trasforma una ricchezza abbandonata in un luogo di rilancio delle persone in difficoltà e di un ambiente martoriato.  

A quante persone svantaggiate dà oggi lavoro il progetto “Fuori di Zucca” e con quali prospettive? 

Attualmente la fattoria dà lavoro a sette persone svantaggiate con diverse forme contrattuali, delle quali tre hanno ruoli di responsabilità nelle proprie attività lavorative. Nella storia della cooperativa diversi lavoratori assunti anche a tempo indeterminato, hanno usato il lavoro in cooperativa come palestra per rilanciarsi in un’attività in proprio o per riprendere professioni svolte in passato, altri invece sono entrati nella compagine sociale in modo stabile e attivo.

Le prospettive delle persone svantaggiate sono legate all’andamento del mercato di riferimento delle attività della cooperativa, come per tutti i soci. Al momento si registra un trend di crescita costante che fa ben sperare per il futuro. 

Di che tipo di svantaggio stiamo parlando?

La cooperativa sin dalla sua nascita ha operato per l’integrazione delle persone con problemi di dipendenza patologica, anche in doppia diagnosi, tuttavia negli anni ha sviluppato competenze con: persone con disagio psichico, persone afferenti all’area penale, richiedenti asilo, persone con disabilità.   

18 anni di attività, una lunga esperienza: quali sono le maggiori difficoltà che come cooperativa vivete quotidianamente? 

Essendo la nostra attività di carattere molto specifico, spesso ci troviamo di fronte alla difficoltà di doverci inquadrare in schemi burocratici molto rigidi, nei quali è complicato rientrare, perdendo così delle opportunità o dovendo impiegare più risorse di quelle realmente occorrenti.   

Quali invece le soddisfazioni e i risultati raggiunti?

Le soddisfazioni maggiori della cooperativa sono legate al completo reinserimento di persone sulle quali esistevano molte perplessità in relazione alla loro capacità di riabilitazione. Proprio alcune di queste oggi sono le più affidabili, hanno acquisito responsabilità sul lavoro, hanno interiorizzato la cultura del lavoro e della cooperazione.

Un'altra importante soddisfazione è la fiducia che gli acquirenti hanno nei prodotti della fattoria, la quale va ben oltre la garanzia delle certificazioni biologiche, delle analisi dei prodotti del suolo e dell’acqua.

Inoltre la cooperativa in questi anni ha ricevuto anche vari riconoscimenti tra questi: nel 2016 è stata premiata con menzione speciale per l’Agricoltura Solidale da Welfare Index PMI, l’iniziativa promossa da Generali Italia, Confagricoltura e Confindustria con l’obiettivo di diffondere su tutto il territorio nazionale la cultura del welfare aziendale e di favorire la crescita delle piccole e medie imprese italiane; nel 2006 il progetto della fattoria “Fuori di Zucca” è stato presentato come “Progetto d’eccellenza” al Ministero dello Sviluppo Economico da Co.s.i.s. s.p.a. (Compagnia Sviluppo Imprese Sociali), presso la quale si era acceso un mutuo per un fondo d’investimento per la ristrutturazione delle strutture da adibire alle attività della fattoria.

Come si può sintetizzare in poche parole la filosofia della Fattoria?

La fattoria ricerca un equilibrio integrato tra persone e ambiente, nel rispetto delle fragilità e della “bellezza” di entrambe.

Mangiare sano e bio è dunque possibile nel cuore di Aversa, ma qual è la risposta dei cittadini? 

Come accennato si è sviluppato un rapporto di fiducia e una relazione nella quale esiste uno scambio e un dialogo, per il quale i cittadini sentono propria la fattoria che è gestita come “bene comune”, quindi si sentono anche parte del processo di produzione che possono vedere giorno per giorno realizzarsi.   

La fattoria è inoltre un vero e proprio laboratorio d’insegnamento, quanto spazio date alla didattica e cosa è possibile imparare? 

La didattica è una delle attività, oltre l’agricoltura, che più caratterizza la fattoria, gli spazi esterni fruibili sono pensati per rendere agevole l’accesso a tutti. Ogni anno soprattutto nel periodo primaverile, ma non solo, si realizzano diversi tipi di laboratori: sui cicli naturali e la cura delle piante, sui corretti stili alimentari, sul rapporto con gli animali, sulla trasformazione dei prodotti agricoli, sulle osservazioni scientifica delle specie vegetali e degli insetti, sulla natura e sui comportamenti ecosostenibili e infine c’’è un laboratorio della legalità. Ovviamente ogni attività è calibrata sulla fascia d’età alla quale è rivolta, la modalità di realizzazione e quella di coinvolgere i ragazzi attivamente. I laboratori tuttavia agni anno vengono aggiornati e ne vengono inseriti di nuovi con al centro sempre i temi sopracitati. Inoltre, con la chiusura delle scuole si realizza un campo estivo che ha per tema centrale l’agricoltura sociale, in esso si utilizza una modalità ludico-didattica e ai ragazzi viene data la possibilità di vivere il liberamente il contatto con la natura.  

Cosa è possibile comprare nella bottega?

In bottega è possibile acquistare i prodotti freschi appena raccolti in campagna: ortaggi e verdure tipiche del territorio. Inoltre si posso trovare i prodotti trasformati propri e delle altre cooperative del consorzio NCO e di partner della rete. 

 

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