Competenze nel Sud Italia: iniziative per formare il personale delle pmi del Mezzogiorno
Innovazione tecnologica, transizione verde e digitale per la formazione dei lavoratori

Il tema delle competenze è oggi al centro dell'agenda economica globale. Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, per il 63% delle aziende lo skills gap, ovvero il divario tra le competenze disponibili e quelle necessarie, rappresenta il principale ostacolo alle trasformazioni necessarie per rispondere alle sfide del mercato. Un problema strutturale che in Italia si manifesta con forza particolare nelle pmi: secondo i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, le imprese segnalano difficoltà di reperimento per circa il 48% dei profili ricercati, con picchi critici proprio nelle aree tecniche e digitali. Il mismatch tra domanda e offerta di competenze penalizza in modo particolare il tessuto produttivo del Mezzogiorno, storicamente meno attrezzato per competere nella doppia transizione verde e digitale.
Le competenze più richieste nei prossimi anni non riguardano solo la tecnologia in senso stretto. Il mercato del lavoro sta premiando sempre meno competenze specialistiche isolate e sempre più capacità cognitive, adattive e relazionali. In un contesto segnato da intelligenza artificiale, instabilità economica e transizioni sistemiche, pensiero analitico, flessibilità, leadership e creatività emergono come competenze decisive per restare rilevanti nei prossimi anni. Tra le prime dieci competenze in crescita figurano anche la gestione dei talenti e la gestione ambientale. Un quadro che si riflette direttamente negli ambiti di intervento previsti dal bando, che spaziano dalle tecnologie digitali alla transizione ecologica, dall'aerospazio alle biotecnologie.
Nel 2026 le pmi del Mezzogiorno hanno a disposizione uno strumento concreto per investire sulle competenze del proprio personale e cogliere le opportunità della doppia transizione verde e digitale. Il Mimit ha istituito Sviluppo Competenze, un regime di aiuto da 50 milioni di euro destinato alle piccole e medie imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia per finanziare percorsi formativi su innovazione tecnologica, transizione verde e digitale. Il contributo copre dal 50% al 70% delle spese ammissibili.
Sviluppo Competenze è un regime di aiuto promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia, istituito con il decreto ministeriale del 4 settembre 2025 e finanziato nell'ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027. L'obiettivo è colmare il gap competitivo e accelerare la doppia transizione digitale ed ecologica del tessuto produttivo meridionale, finanziando percorsi formativi strutturati rivolti al personale dipendente su innovazione tecnologica, digitalizzazione dei processi e transizione ecologica.
Non si tratta di corsi generici. I percorsi formativi finanziati devono riguardare competenze direttamente collegate alla transizione verde e digitale dell'impresa, coerenti con la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente e con gli obiettivi del Programma Nazionale. Gli ambiti di intervento ammessi sono ampi e coprono settori molto diversi tra loro:
- Aerospazio e difesa;
- Salute, alimentazione, qualità della vita;
- Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente;
- Turismo, patrimonio culturale e industria della creatività;
- Agenda Digitale, Smart Communities, sistemi di mobilità intelligente;
- Tecnologie digitali;
- Tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
- Biotecnologie;
- Processi di transizione verde e digitale.
Una quota pari al 40% delle risorse è destinata in modo specifico alle imprese operanti nella filiera automotive e nella filiera della moda, del tessile e dell'arredamento, due comparti tradizionalmente forti nel Mezzogiorno e oggi sottoposti a forti pressioni di trasformazione.
Il bando è destinato alle micro, piccole e medie imprese con sede o unità operativa nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per poter accedere, le imprese devono essere regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, non essere in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali, e disporre di almeno un bilancio approvato e depositato. Le imprese individuali e le società di persone devono aver presentato almeno una dichiarazione dei redditi.
Un elemento interessante è la possibilità di presentare progetti integrati sovraregionali: più imprese, fino a un massimo di dieci, possono aggregarsi per realizzare un percorso formativo condiviso, anche su regioni diverse, quando l'integrazione consenta vantaggi concreti legati allo sviluppo della filiera di appartenenza. In questo caso, il contributo viene maggiorato.
Sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative di formazione finalizzate a sviluppare o consolidare le competenze del personale dipendente. Tra le spese ammissibili rientrano le spese di personale relative ai formatori e ai partecipanti, i costi di esercizio direttamente connessi al progetto (viaggi, alloggio, materiali, attrezzature), e i costi dei servizi di consulenza strettamente connessi alla formazione.
I percorsi formativi devono essere avviati entro 6 mesi dalla data di concessione dell'agevolazione e devono concludersi entro 12 mesi, con possibilità di proroga di ulteriori 6 mesi.
Le domande possono essere presentate esclusivamente in forma telematica attraverso la piattaforma disponibile sul sito di Invitalia, fino alle ore 12:00 del 23 giugno 2026.






