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Lavorare nel settore agroalimentare

Il settore agroalimentare racchiude una molteplicità di prospettive. Si può intraprendere un percorso all'interno delle filiere agroalimentari locali, lavorare…

15 nov 2012
3 minuti di lettura
Il settore agroalimentare racchiude una molteplicità di prospettive. Si può intraprendere un percorso all'interno delle filiere agroalimentari locali, lavorare nell’ambito dello sviluppo sostenibile, nella ricerca di metodologie di produzione compatibili con l’ambiente e la salute umana, nella ricerca di innovazioni tecnologiche o ancora nel campo della certificazione del prodotto. Profili vari che rispecchiano sensibilità e percorsi di formazione differenti.

Durante il periodo dei raccolti, la maggior parte delle attività ha carattere stagionale ed è sempre più frequente l'impiego di personale extracomunitario. Il Decreto flussi stagionali per l’anno 2010 autorizza l’ingresso regolare di 80mila lavoratori extracomunitari per attività stagionali nel settore dell’agricoltura e del turismo.
L’agricoltura è anche il settore con la maggiore incidenza di sommerso, in particolare nel sud Italia, esposto al rischio di circuiti produttivi illegali favoriti dalla possibilità di usufruire di manodopera a bassissimo costo, non in grado di trattare sul salario e sulle condizioni di lavoro. Per questo motivo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali valorizza agili strumenti di emersione e di regolarizzazione del lavoro stagionale e temporaneo (come i buoni lavoro prepagati o voucher introdotti dalla legge Biagi per le prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio) e promuove azioni di contrasto al lavoro sommerso nell'agricoltura.

Per lavorare nel settore agroalimentare può essere necessario: 

- un diploma di istruzione secondaria superiore ad indirizzo agrario, conseguito in istituti professionali o tecnici: diploma di agrotecnico "perito agrario", diploma professionale in "Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale", diploma tecnico in "Agraria, agroalimentare ed agroindustriale";

una laurea di primo o secondo livello in facoltà come Biotecnologie, Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale ed ambientale, Ingegneria civile ed ambientale, Economia, Scienze dell'economia e della gestione aziendale, Scienze agrarie e agro-alimentari, Scienze forestali, Scienze ambientali, Scienze naturali, Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali, Viticoltura e Enologia.

Lo spettro delle professioni nel settore agroalimentare è davvero ampio:

- Agronomo

- Agrotecnico

- Analista di laboratorio dell'industria agroalimentare 

- Avicoltore

- Biotecnologo agroalimentare 

- Cantiniere

- Coltivatore diretto

- Conduttore di azienda agricola (imprenditore agricolo professionale) 

- Conduttore di impianti di trasformazione alimentare

- Conduttore di macchine agricole

- Consulente ambientale

- Enologo

- Frutticoltore

- Frantoiano

- Operaio agricolo specializzato (bracciante agricolo)

- Orticoltore

- Potatore

- Tecnico del disinquinamento

- Tecnico della produzione e della certificazione delle produzioni agricole integrate e biologiche

- Tecnico della produzione e del controllo di qualità nella filiera viticolo enologica

- Tecnico ispettore in agricoltura biologica 

- Tecnico del monitoraggio ambientale

- Tecnologo delle produzioni alimentari

- Viticoltore

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