provincia di: Tutte
Seguici:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

5G: la rivoluzione tech delle reti, che rinnova lavoro e imprese

Secondo molti, il 2020 che ci aspetta sarà l’anno dell’avvento del 5G a livello internazionale e non si può non parlare dell’Italia, uno dei primi Paesi a livello europeo ad aver posto l’attenzione sul tema. Droni manovrati a distanza o in grado di muoversi autonomamente, veicoli connessi in grado di fermarsi da soli in caso di pericolo e addirittura interventi chirurgici eseguibili da remoto sono solo alcune delle possibilità che una connessione dati maggiormente veloce e stabile può garantire alle realtà imprenditoriali di tutto il globo.

Il 5G poi, grazie al wireless estenderà un uso evoluto di internet anche tra le Pmi che, per motivi di mancata copertura di rete, finora ne erano rimaste escluse. In ambito aziendale, la nuova generazione di connessione permetterà una più ampia diffusione dei dispositivi IoT (Internet of Things), dalla sensoristica per applicazioni industriali agli altoparlanti smart. Grandi opportunità sono previste anche per tutte quelle realtà che si occupano di intelligenza artificiale, automazione e in generale di progettazione e realizzazione di tecnologie destinate soprattutto a tablet e computer. In tal senso, un recente studio commissionato da Qualcomm a Ihs Markit stima che il 5G farà da traino all’economia mondiale nel lungo periodo: da qui al 2035 avrà infatti generato un valore di oltre 13mila miliardi di dollari, considerando solo le vendite realizzate in 16 settori industriali, fra cui spiccano trasporti, turismo e agricoltura.

Si stima che nei prossimi 15 anni si potranno contare oltre 22 milioni di nuovi posti di lavoro nel mondo, legati al 5G; ma già oggi si possono toccare con mano i frutti di questo cambiamento. Ad esempio il colosso cinese Zte, in collaborazione con Wind Tre ha già iniziato da tempo il suo piano di sviluppo della rete in Italia e ha messo al centro del suo progetto la regione Abruzzo, divenuta così una vera e propria culla della new tecnology italiana. Tante le sperimentazioni in corso, fra cui quella inerente le soluzioni antisismiche, con sensori piazzati sugli edifici e collegati alla rete 5G, che mandano un allarme se registrano scosse di terremoto. Il Tecnopolo abruzzese ha finora assunto più di 1000 persone e grazie sempre al 5G ne assumerà altre ancora nei prossimi anni. Così come già sta facendo il noto operatore di telecomunicazioni Iliad, che attualmente ricerca una 50ina di giovani under30 con competenze nel campo della network technology.

Per i profili professionali della “nuova era 5G”, i numeri sono rosei anche dal punto di vista retributivo. Diverse agenzie che si occupano di recruiting in Italia hanno infatti segnalato che per questi lavoratori, lo stipendio minimo è mediamente pari a 40mila euro lordi l’anno. E l’importo raddoppia nei casi di professionisti in possesso di esperienze pregresse all’estero (soprattutto in Asia) o per chi magari ha già avuto ruoli operativi all’interno di colossi internazionali delle telecomunicazioni.

L’innovazione tecnologica di rete coinvolgerà a grande velocità i lavoratori stessi: per ottenere infatti i risultati attesi dalle imprese è infatti importante sviluppare piani di formazione che coinvolgano tutti gli occupati, in modo che essi possano acquisire le digital skill e competenze necessarie per operare in uffici sempre più digitali e automatizzati. In tal ambito, fondamentale il tema del re-skilling, poiché risulterà inevitabile investire risorse per formare le generazioni che non sono native digitali, ma che possono ancora dare un contributo di rilievo sul posto di lavoro. Non bisogna poi dimenticare i vantaggi per i lavoratori che usufruiscono di forme di smart working: la velocità di rete nel remote working infatti favorirà il lavoro da casa e anche la possibilità di operare direttamente nelle sedi dei clienti.

Il 5G è partito nel nostro Paese con progetti pilota a Milano, Prato, Bari, Matera, L’Aquila, Roma e Torino e la sua diffusione arriverà a pieno regime entro il 2022. Fin dall’inizio, enti di ricerca, incubatori per startup e le università sono stati coinvolti in questa metamorfosi tecnologica. Come il Politecnico di Milano, che è partner strategico con Vodafone della sperimentazione a Milano o l’Università Federico II che collabora scientificamente al progetto su Napoli o ancora l’università milanese Bocconi, che fra i vari corsi di studio proposti ha anche in essere una cattedra che analizza l’utilizzo delle tecniche più avanzate per la gestione di grandi quantità di dati e la relativa estrazione utile di informazioni (machine learning e data science).

Ricerca e sviluppo in Italia hanno così portato a casi concreti di utilizzo virtuoso del 5G. Ad esempio Pirelli ha inventato il “pneumatico intelligente”, in grado di inviare informazioni e allarmi al conducente in merito a rischi vari come l’aquaplaning. La torinese Comau insieme a Tim sta sviluppando un prototipo inerente servizi di realtà virtuale in 4K collegati a robot connessi su 5G, per la gestione remota da parte di personale umano. O ancora il caso Olivetti, che sempre assieme a Tim sta lavorando a una piattaforma per veicoli industriali a guida autonoma. Insomma, la rivoluzione 5G è appena cominciata!

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: