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Al via il Social Act, la riforma del Terzo Settore

Cambia il mercato del lavoro e cambia anche quella parte dell’economia legata al sociale: il Terzo Settore, con i suoi 4,8 milioni di volontari, 681 mila dipendenti, 271 mila lavoratori esterni e 6 mila lavoratori temporanei. Si tratta, infatti, di un versante economico dinamico che ha visto nell’ultimo decennio aumentare di quasi il 40% il numero di addetti, secondo il 9° Censimento Generale dell'Industria, dei Servizi e delle Istituzioni Non Profit dell'Istat.

La Legge delega n.106/2016 prevede una riforma organica e sistematica dell’intera normativa riguardante il volontariato, la cooperazione sociale, l’associazionismo non-profit, le fondazioni e le imprese sociali che si attuerà entro i prossimi dodici mesi attraverso uno o più decreti legislativi. Il progetto nasce dal basso grazie una partecipazione di tutti gli stakeholder, tramite una consultazione pubblica svoltasi nel 2014, che ha raccolto  le diverse opinioni di tutti gli attori del Terzo settore comprese quelle cittadini.

Come primo punto delle nuove disposizioni, si fornisce una definizione univoca di cosa sia il Terzo Settore che consiste nel complesso degli enti privati costituiti con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, promuovono e realizzano,  senza lucro, attività d'interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi, in coerenza con le finalità stabilite nei rispettivi statuti o atti costitutivi.  Sono quindi specificate le finalità (civiche, solidaristiche e di utilità sociale) e le attività (forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi). La caratteristica dell’eterogeneità organizzativa viene rispettata dalla definizione, che tiene in considerazione il complesso degli enti privati; rimangono comunque esclusi  dalla riforma le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati e le associazioni professionali di categorie economiche e le fondazioni bancarie.

Le novità della legge delega che dovranno ispirarsi ai principi di garanzia del diritto di associazione, promozione dell'iniziativa economica privata e dei diritti civili e sociali sono raccolte nei seguenti punti: scopri quali sono!

In un’ottica di semplificazione, sarà rivisto l’intero disposto del codice civile relativo ad associazioni e fondazioni, partendo dal procedimento per il riconoscimento della loro personalità giuridica. Sul versante delle garanzie e della trasparenza si prevede sia la definizione delle informazioni obbligatorie da inserire negli statuti e negli atti costitutivi, sia le modalità di pubblicità dei bilanci e degli altri atti fondamentali dell'ente. Saranno inoltre oggetto dell’intervento la disciplina del regime di responsabilità limitata delle persone giuridiche e la garanzia del rispetto dei diritti degli associati.  

L’intervento di sistematizzazione delle norme esistenti continuerà con l’intera disciplina del Terzo Settore per giungere alla creazione di un vero e proprio Codice dedicato al settore. La raccolta e il coordinamento delle diverse disposizioni al momento vigenti sarà orientata dai seguenti principi:

  • L’individuazione delle attività di interesse generale che caratterizzano gli enti
  • La definizione di modalità organizzative e amministrative ispirate ad elementi di democrazia, eguaglianza, pari opportunità
  • La previsione del divieto di distribuzione, anche in forma indiretta, degli utili o degli avanzi di gestione, salva la specifica previsione in tema di impresa sociale
  • La periodica vigilanza dell'attività svolta attraverso obblighi di controllo interno, rendicontazione e trasparenza
  • L’istituzione di un registro unico del terzo settore presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
  • Il riconoscimento e la valorizzazione delle reti associative di secondo livello create anche allo scopo di accrescere la rappresentatività del settore presso i soggetti istituzionali
  • L’attribuzione alla Presidenza del Consiglio, in raccordo con i Ministeri competenti, del coordinamento delle politiche di governo e delle azioni di promozione e di indirizzo delle attività di questo settore.

La Legge n.106/2016 vuole armonizzare anche le diverse discipline vigenti in materia di attività di volontariato, di promozione sociale e di mutuo soccorso. Le novità in questo ambito interessano la revisione del sistema dei centri di servizio per il volontariato e il monitoraggio delle loro attività di programmazione svolta da organismi regionali o sovraregionali.

L'istituzione del Consiglio nazionale del Terzo settore, quale organismo di consultazione degli enti del comparto e, a livello nazionale, permetterà un maggiore coordinamento anche delle attività promozionali che interesseranno in particolare i giovani.

Si conferma il carattere di gratuità e di non assimilabilità ad una prestazione lavorativa dell’attività di volontariato. Per questo saranno previsti specifici criteri e limiti in materia di rimborso spese per le attività dei volontari.

Una novità interessa in particolare i giovani: l'istituzione del servizio civile universale finalizzato alla difesa non armata della patria e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica.

Sarà introdotto un meccanismo di programmazione generalmente triennale dei contingenti di giovani ammissibili tramite bando pubblico. La platea dei beneficiari è quella dei giovani - italiani e stranieri regolarmente soggiornanti - di età compresa tra 18 e i 28 anni.

La durata dell’esperienza sarà variabile dagli otto ai dodici mesi e vedrà un contemperamento tra le finalità del servizio civile con le esigenze di vita e di lavoro dei giovani coinvolti ed il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite nei percorsi di istruzione e in ambito lavorativo.

Non ci sarà ad ogni modo alcuna assimilazione ad un rapporto di lavoro, escludendo ogni imposizione tributaria per il rimborso spese riconosciuto ai volontari.

Anche per l’impresa sociale viene fornita una definizione come organizzazione privata che svolge attività d'impresa per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e destina i propri utili prioritariamente al conseguimento dell'oggetto sociale, adotta modalità di gestione responsabili e trasparenti, favorisce il più ampio coinvolgimento dei dipendenti, degli utenti e di tutti i soggetti interessati alle sue attività.

Per tali ragioni l’impresa sociale rientra a pieno titolo nel complesso degli enti del Terzo settore ma per preservarne le sue specificità, la Legge:

  • Individua i settori in cui può essere svolta l'attività d'impresa
  • Prevede le forme di remunerazione del capitale sociale che assicurino la prevalente destinazione degli utili al conseguimento dell'oggetto sociale nei limiti massimi previsti per le cooperative a mutualità prevalente, e il divieto di ripartire eventuali avanzi di gestione degli utili al conseguimento degli obiettivi sociali
  • Stabilisce l'obbligo di redigere il bilancio per l'organizzazione che esercita l'impresa sociale
  • Coordina la disciplina dell'impresa sociale con il regime delle attività imprenditoriali svolte dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale.  Le cooperative sociali e i loro consorzi acquisiranno di diritto la qualifica di impresa sociali
  • Istituisce la nomina di uno o più sindaci con funzioni di vigilanza in base a principi di terzietà .

Per favorire l’innovazione nel mondo del sociale è prevista l’istituzione di una nuova fondazione di diritto privato con finalità pubbliche: la Fondazione Italia Sociale.

Questa avrà il compito di sostenere, attrarre e organizzare le iniziative filantropiche e gli strumenti moderni di finanza sociale. Gli interventi innovativi saranno caratterizzati dalla produzione di beni e servizi con un elevato impatto sociale e occupazionale e rivolti, in particolare, ai territori e ai soggetti più svantaggiati.

La Fondazione, per il raggiungimento dei propri scopi, potrà instaurare rapporti con omologhi enti o organismi in Italia e all'estero. Per il 2016 è stato assegnato alla Fondazione un budget di un milione di euro.

 L'organizzazione, il funzionamento e la gestione della Fondazione sono ispirati ai principi di efficacia, efficienza, trasparenza ed economicità. Le attività svolte saranno riassunte in una relazione da trasmettere alle Camere entro il 31 dicembre di ogni anno, a partire dall’anno successivo a quello di entrata in vigore della Riforma.

 

 

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