provincia di: Tutte
Seguici:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

L'istruzione professionale 2.0

Innovazione, personalizzazione e orientamento al mondo del lavoro. Questi tre fattori possono essere considerati come l’elemento caratterizzante dell’istruzione professionale secondo le ultime novità normative che saranno operative nell’anno scolastico 2018/2019. L’entrata in vigore del Decreto Legislativo n.61/2017, avvenuta il 31 maggio 2017, da un lato amplia le opportunità formative e dall’altro potenzia le particolari caratteristiche di questo modello didattico.

Prima di analizzare gli elementi di questo cambiamento, vediamo come si articolerà l’istruzione professionale.

Al termine del primo ciclo di studio, gli studenti possono scegliere come secondo ciclo educativo tra i percorsi di istruzione professionale per il conseguimento di diplomi quinquennali, realizzati da scuole statali o da scuole paritarie e quelli di istruzione e formazione professionale per il conseguimento di qualifiche triennali e di diplomi professionali quadriennali (IeFP), realizzati dalle istituzioni formative accreditate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.

La riforma prevede una stretta interconnessione tra i due sistemi di istruzione professionale, permettendo agli studenti il passaggio in un’ottica di personalizzazione del percorso individuale. Tale passaggio avverrà tenendo in considerazione il profilo di partenza del ragazzo ed i crediti posseduti, oltre alle potenzialità legate alla prosecuzione del percorso.

Con il conseguimento del titolo quinquennale si potrà accedere agli istituti tecnici superiori, alle università e alle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).

Quali sono queste professioni? L’istruzione professionale è basata sull’idea di apprendere un lavoro sul campo in base ad un “saper fare di qualità” spesso sinonimo di Made in Italy.
Con il Decreto Legislativo n.61/2017 sono ampliati gli indirizzi che possono essere scelti dai ragazzi. Dai sei precedenti si passa ai seguenti undici:

  • Agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane
  • Pesca commerciale e produzioni ittiche
  • Industria e artigianato per il Made in Italy
  • Manutenzione e assistenza tecnica
  • Gestione delle acque e risanamento ambientale
  • Servizi commerciali
  • Enogastronomia e ospitalità alberghiera
  • Servizi culturali e dello spettacolo
  • Servizi per la sanità e l'assistenza sociale
  • Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico
  • Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

L’offerta dei singoli istituti potrà comunque essere tarata sulle diverse esigenze provenienti dal territorio, declinando l’offerta formativa secondo gli input delle aziende locali. Tutto ciò grazie agli spazi di autonomia introdotti dalla norma che puntano all’affermazione di un modello didattico incentrato sul sistema duale con l’intento di favorire un immediato ingresso degli studenti nel mercato del lavoro. Il raccordo tra le diverse esperienze sarà seguito dalla Rete nazionale delle Scuole Professionali, coordinata dal MIUR e composta da Regioni, Enti locali, Parti Sociali ed altri Ministeri interessati, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione (INVALSI), l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE), l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (INAPP) e l’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro (ANPAL).

Come favorire l’occupabilità degli studenti? Le caratteristiche dell’istruzione professionale sono la personalizzazione e una didattica induttiva.

La prima è finalizzata ad orientare lo studente scegliendo il proprio percorso di vita e lavoro in base alle sue attitudini. Attraverso un’autoconsapevolezza delle competenze possedute è possibile combattere la dispersione scolastica, oltre a quello di migliorare le chance di trovare un lavoro.
Il modello didattico dell’istruzione professionale si basa su apprendimento induttivo (l’“imparare facendo” realizzato con laboratori, progetti e percorsi di alternanza scuola-lavoro) ed organizzato per unità di apprendimento. Il percorso educativo, culturale e professionale (P.E.Cu.P.) mira a creare una “professionalità del lavoro” che si concretizza nella capacità di apprendere nello svolgimento del proprio lavoro e di trovare soluzioni creative ai nuovi problemi. Per questo il P.E.Cu.P. integra le competenze scientifiche, con quelle tecniche ed operative, proprie delle figure professionali di riferimento considerate di livello intermedio.

L’ideale alla base dell’istruzione professionale è garantire il diritto allo studio e l’uguaglianza sostanziale per gli studenti attraverso la creazione di un laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva.

 

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: