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La nuova sperimentazione sul sistema duale e IeFP

La transizione dalla scuola al mondo del lavoro è un momento cruciale per favorire l’inserimento lavorativo dei più giovani. Rendere complementare l’apprendimento formale con quello pratico è l’obiettivo del sistema di formazione cosiddetto “duale” già sperimentato e diffuso in altri Paesi dell’Unione Europea.

Le novità legislative introdotte dalla Legge 107/2015 e dal Jobs Act si muovono in questa direzione, da un lato rendendo obbligatoria in tutti i percorsi di formazione secondaria un’alternanza tra scuola e lavoro, dall’altro promuovendo l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore.

L’Accordo tra Stato e Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 24 settembre 2015 si inserisce in questo contesto con la sottoscrizione di un’intesa finalizzata all’accompagnamento, sviluppo e rafforzamento del sistema duale nell’ambito dell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) che si concretizzerà tramite dei protocolli bilaterali siglati con le singole Regioni e Province Autonome.

Cos’è la formazione “duale” e come si realizza?
La definizione riportata nell’Accordo si riferisce ai corsi attuati nell’ambito dell’IeFP, così disciplinata dal Decreto Legislativo n.226/2005, che prevedano un’applicazione pratica pari al 40% dell’orario ordinamentale nel secondo anno arrivando al 50% nel terzo e quarto. Questo tipo di formazione è un tassello fondamentale del più ampio sistema di formazione duale che ricomprende anche strumenti come l’apprendistato di primo livello, l’alternanza scuola lavoro e l’impresa formativa simulata, propedeutica ai primi due e destinata agli studenti quattordicenni.

L’Accordo, con un’ottica d’insieme, si concentra proprio sul rendere complementari questi elementi e prevede l’attivazione di un progetto sperimentale per l’anno formativo 2015/2016, articolato su due linee di intervento: lo sviluppo e il rafforzamento del sistema di placement tramite i Centri di Formazione Professionale (CFP) pubblici e privati e il sostegno regionale ai percorsi di IeFP.

La prima linea di intervento implica l’individuazione dei CFP da coinvolgere nel progetto sperimentale. Per questo Italia Lavoro d’accordo con le Regioni e le Province Autonome ha emanato un avviso pubblico destinato ai soggetti già accreditati a livello regionale che esprimano la propria disponibilità a partecipare al progetto. In assenza di un sistema di accreditamento regionale per la IeFP si applicheranno i criteri contenuti nel Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione del 29 novembre 2007.

Il rafforzamento del sistema di placement sarà attuato da Italia Lavoro tramite l’erogazione di una serie di servizi relativi all’avvio delle attività di coinvolgimento e orientamento dell’utenza. Si tratta d’interventi operativi come il supporto organizzativo, la formazione degli operatori, l’assistenza tecnica anche nella fase di inserimento nell’Albo informativo nella sezione dedicata ai soggetti autorizzati all’attività di intermediazione.

L’attività di supporto interesserà anche gli aspetti procedurali relativi alla gestione dei contratti di apprendistato di I livello e dei percorsi di alternanza scuola lavoro e allo scouting delle imprese interessate a questi due strumenti. Per avvicinare proprio il mondo datoriale è prevista poi la possibilità che il costo del tutoraggio sia coperto da appositi incentivi.

La seconda linea di intervento vede un diretto coinvolgimento delle Regioni e Province autonome le quali gestiranno le risorse finanziarie - come distribuite dal Decreto ministeriale dell’8 settembre 2014 – per strutturare i percorsi sperimentali di IeFP. Il lato innovativo del progetto sarà proprio quello di integrare a questi corsi i tre strumenti già indicati dell’apprendistato di I livello, dell’alternanza scuola lavoro e dell’impresa simulata.

La sperimentazione sarà monitorata tramite i dati dei due sistemi informativi SISTAF e SISCO, grazie ai quali sarà possibile valutare l’impatto delle iniziative territoriali e calcolare i risultati occupazionali ottenuti al termine del periodo formativo.



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