provincia di: Tutte
Seguici:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

L'Aquila riparte dai giovani

Quattro anni. Questo il tempo passato dal 6 aprile 2009, il giorno in cui l’Aquila è stata colpita dal tragico terremoto che ha provocato 309 vittime e ingenti danni al patrimonio e all’economia dell’intero Abruzzo.

Vittime, feriti, patrimonio artistico e culturale andato distrutto. Di questo si è parlato a lungo nei mesi successivi al sisma e se ne parla ancora oggi. Si è molto discusso anche dei problemi inerenti il lavoro e l’occupazione.

Poco si è parlato però dell’Aquila che rinasce. Delle piccole e grandi storie di imprese e attività che hanno cercato di rialzarsi, trovando la forza di ripartire. Che hanno combattuto e tuttora combattono per mantenere in vita il sistema economico e produttivo aquilano.

Laura Tinari, giovane imprenditrice aquilana, ci dice: “L’Aquila è stata investita da una doppia crisi, da un lato la crisi generalizzata occupazionale ed economica, dall’altro la crisi derivante dal terremoto”.

In questo contesto di difficoltà sono nate molte iniziative, radicate sul territorio e spesso direttamente promosse dai cittadini. Quella che segue è una breve rassegna di testimonianze che vuole dar voce all’Aquila che rinasce. 

Laura Tinari ha organizzato e promosso l’evento “L’Aquila Start Up City – Innovazione e imprenditorialità diffusa per la rinascita della nostra città”.

Abbiamo voluto inserirci all’interno di un contesto molto difficile” ci racconta, “creando un percorso che attivasse un circolo virtuoso tra creatività, innovazione e territorio. Vogliamo riportare al centro del dibattito una nuova cultura d’impresa che renda i giovani aquilani capaci di disegnare il proprio futuro in autonomia.

Per farlo è stato creato un network tra tre attori: un’associazione (l’Aquila che rinasce), un’incubatrice d’impresa (H-Farm) e i giovani di Confindustria l’Aquila.

Per questioni logistiche ed economiche, la fase pratica del progetto, quella della trasformazione delle idee in start-up non è ancora stata ultimata.

Laura Tinari, ci racconta che i giovani aquilani “vedono il fare impresa come un rischio. È su questo che dobbiamo lavorare. Vogliamo che l’intraprendere a L’Aquila diventi un’opportunità, non un azzardo”.

Nel 2010, pochi mesi dopo il terremoto, un gruppo di ragazzi ha deciso di lanciarsi e di creare una start-up: nasce così GreenEagle, azienda che si occupa di impianti e servizi per il risparmio energetico.

GreenEagle è nata dall’unione di un gruppo di neolaureati, impegnati da subito nei comitati cittadini post-sisma, che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e di provare a creare impresa e lavoro.

Mattia Lolli, uno dei soci e fondatori ci racconta: “come comitato ci siamo impegnati fin da subito per mettere i cittadini al centro della ricostruzione, abbiamo sensibilizzato abitanti e istituzioni sull’importanza del concetto di eco-sostenibilità e di risparmio energetico. Dopo alcuni mesi abbiamo deciso di provarci: oltre ai dibattiti abbiamo raccolto la sfida. Amici, neolaureati e senza reddito: ci siamo lanciati.”.

Lolli ci dice che una delle priorità del progetto è stata quella di dare lavoro anche ad altri ragazzi dei comitati cittadini.

A distanza di tre anni dalla fondazione di GreenEagle la situazione non è comunque semplice. Il progetto aziendale prosegue, ma non senza difficoltà. Il rispetto dei principi di eco-sostenibilità, core-business dell’azienda, non sempre è una priorità, nonostante precise normative nazionali ed europee lo richiedano.

Mattia Lolli ci racconta anche di altri giovani aquilani che si sono lanciati in avventure imprenditoriali, quello che chiedono è una maggiore attenzione alle loro esigenze, interventi concreti e reali per facilitare la nascita di start-up all’Aquila. Perché “noi continuiamo a provarci, ma solo perché siamo legatissimi al nostro territorio e non ce ne vogliamo andare per nessun motivo”.

Natalia Nurzia è la titolare di uno storico bar, appartenente alla sua famiglia da sei generazioni, che si trova in Piazza Duomo all’Aquila.

Qui dobbiamo tornare subito e riaprire” questo il suo primo pensiero di fronte alla distruzione del centro storico aquilano nei primi giorni dopo il sisma.

In un centro città completamente deserto e con buona parte degli edifici inagibili, Natalia Nurzia ha deciso che il suo bar avrebbe riaperto ad ogni costo.

L’attività doveva riaprire perché il terremoto non ci aveva distrutti” racconta Natalia, “ho riassunto tutto il personale e sono rientrata in negozio quasi di nascosto. Non mi importava se attorno c’era il deserto, io dovevo tornare ad aprire la serranda tutti i giorni, dovevamo riconquistare la quotidianità di prima”.

Non si trattava solo di una questione personale. Il bar di Natalia Nurzia rappresentava un simbolo, soprattutto per “gli anziani che avevano perso le speranze di rivedere l’Aquila che conoscevano”.

L’8 dicembre 2009 il bar rialza le serrande davanti a 20.000 persone.

Ai giovani concittadini lancia un appello: “Non arrendetevi! Dobbiamo puntare forte sul nostro centro storico. È il nostro passato e il nostro futuro. Rimanete a L’Aquila, inventatevi nuovi progetti!”.

Mattia Lolli, di GreenEagle, riassume così il pensiero dei giovani aquilani: “abbiamo prodotto le forze più attive che, tra mille difficoltà, stanno cercando di far rinascere questa città. Sentiamo il dovere di provarci! C’è bisogno di sostegno per promuovere e dare forza alla mole di entusiasmo e idee che vengono dai giovani della nostra città.”.

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: