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Cinque obiettivi per migliorare l'IFP

Il 20 giugno 2015 è una data che ha segnato un passaggio significativo per il sistema dell’Istruzione e Formazione professionale (IFP): nell’ambito del Processo di Copenaghen, la Commissione europea, di concerto con i Paesi membri, i Paesi candidati e le parti sociali europee, ha approvato le cosiddette conclusioni di Riga, che fissano cinque obiettivi per migliorare l’IFP, in linea con l’Agenda UE per le nuove competenze. Si tratta di risultati a medio termine da conseguire nel periodo 2015-2020, il cui fine ultimo è rendere tale sistema rilevante per il mercato del lavoro.

Quali sono i 5 obiettivi?

  • Promuovere l’apprendimento basato sul lavoro, con particolare riferimento all’apprendistato e con il coinvolgimento di tutti gli attori sociali e istituzionali, nonché delle imprese. Questa forma di apprendimento ha prodotto risultati efficaci in merito allo sviluppo di competenze che rispondono alle esigenze del mercato del lavoro; va perciò incrementato il numero di studenti di IFP iniziale da inserire in programmi di lavoro, che ad oggi è pari solo al 25 per cento. Un obiettivo raggiungibile, questo, anche grazie all’istituzione di partenariati tra gli istituti di istruzione e formazione e le aziende attive sul mercato del lavoro, promossi dall’Alleanza europea per l’apprendistato e dal Patto europeo per la gioventù
  • Sviluppare meccanismi di garanzia della qualità nell’IFP. I datori di lavoro devono verificare che le qualifiche dei propri dipendenti corrispondano a competenze effettive e reali. La qualità deve quindi essere garantita in tutte le fasi dell’istruzione e formazione professionale. Un utile supporto in tal senso lo fornisce l’EQAVET. Cos’è l’EQAVET? È una rete di collaborazione europea per lo sviluppo della garanzia della qualità nell’IFP, utilizzando il quadro di riferimento europeo
  • Migliorare l’accesso all’IFP e alle qualifiche per tutti attraverso sistemi più aperti e flessibili che prevedano, in particolare, servizi di orientamento adeguati e la convalida dell’apprendimento non formale e informale
  • Puntare sulle competenze chiave nei curricula dell’IFP. Al completamento del proprio percorso di istruzione e formazione iniziali, ognuno dovrebbe aver acquisito le competenze di base in linea con le otto competenze chiave dell’apprendimento permanente, così da poter proseguire al meglio l’iter formativo ed entrare nel mercato del lavoro con una preparazione adeguata. I programmi di IFP iniziali devono, dunque, far sì che i diplomati sviluppino non solo le competenze professionali specifiche, ma tutte le competenze chiave, comprese quelle digitali, imprenditoriali e orientate all’innovazione. È in questa direzione che si sta modificando il quadro europeo delle competenze chiave nell’ambito dell’Agenda per le nuove competenze per l’Europa
  • Sviluppo professionale iniziale e continuo di insegnanti e formatori IFP sia nel settore dell’istruzione sia in quello lavorativo.
    I progressi compiuti verso il raggiungimento dei cinque risultati a medio termine in materia di IFP saranno tenuti sotto stretta osservazione nel corso dell’attività di monitoraggio che verrà effettuata con il supporto del CEDEFOP – Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale e dell’EFT – la Fondazione europea per la formazione.

    Consulta l’opuscolo.

 

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