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Cittadinanza attiva: progetti per un percorso comune

Affermare in modo pieno la sovranità popolare, attraverso progetti e iniziative concrete che rimandino a momenti di apprendimento interdisciplinare e crescita culturale, mantenendo fisso il focus sul miglioramento della società in una chiave collettiva e – perché no – creativa. Tutto questo è contenuto in un concetto di cui si parla da tempo ma che negli ultimi tempi gode di una rinnovata attenzione: si tratta della cittadinanza attiva, un processo che mira esattamente a coinvolgere i cittadini a svolgere pratiche di crescita civica, sociale. Concretamente, si tratta di un’idea che ha le radici negli ultimi anni del Novecento, con la crisi generalizzata delle organizzazioni di massa tradizionale – dai partiti ad altre strutture aggregative – e con la conseguente richiesta di maggiori rivendicazioni di coinvolgimento e nuove forme di partecipazione dei cittadini al di fuori del sistema politico formale e dalla globalizzazione. Le ripercussioni concrete si possono osservare sui mercati, sull’uso delle tecnologie, nella gestione dei problemi ecologici e delle appartenenze culturali. Una definizione sintetica di cittadinanza attiva rimanda alla capacità da parte di cittadini democratici e informati di partecipare alla vita della propria comunità apportando soluzioni, nuovi corsi di pensiero, e una visione critica degli obiettivi di primo interesse del vivere comunitario.

In una fase come quella attuale, con la necessità di affrontare la crisi scaturita dall’emergenza Coronavirus, bandi e progetti che si richiamino alla cittadinanza attiva rivestono un ruolo per niente marginale. È il caso dell’avviso pubblicato dal Ministero dell’Istruzione con decreto dipartimentale n. 34 del 7 luglio 2020,  provvedimento che ha l’obiettivo di individuare istituzioni scolastiche in grado di pianificare e implementare su scala nazionale proposte di intervento per la diffusione dell’educazione alla cittadinanza attiva. La procedura selettiva del bando è aperta a tutte le istituzioni scolastiche statali le quali potranno proporre la propria candidatura per un solo progetto, con al centro l’educazione alla cittadinanza attiva della legalità e del rispetto quali tematiche fondamentali per la formazione di una coscienza critica del senso di responsabilità e della partecipazione consapevole alla vita sociale culturale ed economica del Paese, incluso il rispetto ambiente della salute di corretti stili di vita anche alla luce della esperienza acquisita con la emergenza sanitaria.

Dal Ministero dell’Innovazione, invece, arriva un bando ambizioso che parte dalla cittadinanza attiva per espandersi verso interventi progettuali, anche sperimentali e innovativi, di educazione non formale e informale e di attività ludiche per l’empowerment dell’infanzia e dell’adolescenza. Il progetto, chiamato EduCare, vanta una dotazione complessiva pari a 35 milioni di euro, con finanziamenti da destinare a ogni singolo progetto approvato per una cifra tra i 35mila e i 150mila euro. I progetti potranno essere presentati da una associazione temporanea di imprese o di scopo (ATI/ATS), costituita o da costituire a finanziamento approvato. Nel dettaglio, gli ambiti tematici su cui dovranno convergere i progetti da presentare sono:

  • la promozione della cittadinanza attiva, del coinvolgimento nella comunità, e della valorizzazione del patrimonio culturale locale;
  • la promozione della non-discriminazione, dell’equità e dell’inclusione sociale e lotta alla povertà educativa;
  • la promozione della piena partecipazione e del protagonismo dei bambini e dei ragazzi attraverso l’educazione tra pari (peer education) e il sostegno del dialogo intergenerazionale tra bambini, ragazzi, adulti e anziani e le loro famiglie;
  • la tutela dell’ambiente e della natura e promozione di stili di vita sani.
Le proposte progettuali dovranno essere volte a contribuire allo sviluppo delle potenzialità fisiche, intellettuali, emotive e sociali dei bambini e dei ragazzi come individui attivi e responsabili all’interno delle proprie comunità a livello nazionale e locale e promuovere il loro impegno verso la società che li circonda, nel rispetto delle differenze culturali, linguistiche, religiose, etniche e di genere.

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