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Come rimettersi in gioco nel mondo del lavoro

Sbagliare è un azione che in un modo o nell’altro permea le vite delle persone, a vari livelli, dalla sfera personale a quella scolastica e lavorativa. A volte perdere un’opportunità può indurre a pensare che sarà difficile averne un’altra, ma non è mai così. In Italia nascono così realtà che mirano, attraverso percorsi formativi, a trasformare una sconfitta in una rinascita personale aprendo nuovi orizzonti.

Quando non si passa una selezione o un colloquio di lavoro, ad esempio, è importante non perdere la fiducia in sé stessi, comprendendo che l’errore è solo una tappa (a volte obbligata) del più ampio percorso di vita e professionale di ogni individuo.

Con questi presupposti, e sull’onda di numerosi studi scientifici europei che dimostrano come il fatto di prendere coscienza di una cultura dell’errore e dell’insuccesso è fondamentale per rimettersi in gioco e sviluppare nuove attività lavorative e non, è stata fondata pochi anni fa una scuola modenese ad hoc (prossima un’altra apertura a Milano), proprio per affrontare nel modo giusto le piccole sconfitte personali e professionali.

La scuola propone corsi di formazione ad aziende, scuole, famiglie e lavoratori che si pongono numerosi e ambiziosi obiettivi, fra cui crescere perdendo; consigliare modalità d’ingresso nel mercato del lavoro maggiormente vincenti e affinare l’operato professionale di manager e imprenditori. È tramite il concetto “accettare le proprie sconfitte per raggiungere il successo”, che nascono lezioni teoriche e pratiche che metodologicamente si basano su:

  • Percezione soggettiva dell'errore proprio e degli altri
  • Analisi dell’errore attraverso l’uso del gioco che simula situazioni reali
  • Esercizi di neuroscienza, per capire come opera scientificamente il cervello
  • Sdrammatizzazione degli errori

La formazione, inoltre, tramite lo sviluppo di corsi specifici coinvolge anche i giovani durante il periodo scolastico, il momento clou in cui si impara in assoluto a perdere e vincere per responsabilizzarsi e formarsi in qualità di futuri adulti. Allo stesso modo, questi “percorsi di rinascita personale” portano a differenti azioni concrete a seconda del target di riferimento: dallo sviluppare un nuovo curriculum vitae, al rivedere progetti manageriali, fino addirittura al costruire e modulare un nuovo canale comunicativo con i figli e fra gli adolescenti stessi.

In base alle diverse esperienze formative proposte in Italia, un utile schema di corretto approccio all’errore può essere il seguente:

  1. Prendere consapevolezza del fatto che errare è umano. Sbagliare fa parte della natura umana, che è fallibile, quindi bisogna abituarsi a considerare gli errori come una parte imprescindibile dell’esperienza di vita. Si tratta fra l’altro di un fattore determinante per l’evoluzione della specie umana, dato che una ricerca scientifica recente ha dimostrato che si impara più dagli errori che dai successi, poiché l’effetto sorpresa provocato dall’errore facilita e rinforza l’apprendimento
  2. Valutare e riconoscere l’errore. Comprendere anzitutto se si è realmente in fallo (dato che a volte si tratta anche solo di “un gioco di punti di vista”, di situazioni non completamente approvate dal contesto sociale in cui si vive) e successivamente analizzare nel dettaglio come è stato commesso l’errore e cosa fare per non ripeterlo
  3. Avere fiducia nei propri mezzi\capacità. Bisogna sempre credere in sé stessi. Questo non significa pensare di essere infallibili a priori o illudersi di essere migliori degli altri; bensì rendersi conto che si è sempre in grado di fare meglio e ottimizzare i propri sbagli, con l’obiettivo finale di commettere sempre meno volte lo stesso errore
  4. Stabilire come e quando ripartire. Il sapere con chiarezza cosa fare per non ripetere l’errore commesso è un passaggio mentale che deve frullare in testa il prima possibile, perché agire e reagire al più presto è la mossa vincente per rialzarsi con successo
  5. Commettere nuovamente errori. Può sembrare paradossale, ma non solo è importante accettare e riconoscere i propri errori passati, ma è utile sapere che in futuro se ne commetteranno liberamente di nuovi. L’errore infatti genera diversità e varietà, sperimentando, formando ed esplorando

Bisogna quindi mettersi l’anima in pace e accettare il fatto che quando si fa qualcosa di nuovo, che sia una professione, un esame o un colloquio di lavoro, gli errori ci saranno sempre. La cosa importante però è comprendere che questi passi falsi aiuteranno a migliorarsi e a sviluppare nel modo più proficuo possibile il proprio io e le proprie idee personali e professionali.

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