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Competenze digitali: gli ultimi dati dell'Osservatorio

Per il secondo anno consecutivo l’Osservatorio Nazionale sulle competenze digitali, costituito dall’Agenzia per l’Italia Digitale AgID e dalle principali associazioni datoriali AICA, Assinform, Assintel e Assinter, analizza il contesto nazionale di settore e pubblica il Rapporto “L’investimento per un futuro che è già presente. Dati, scenari e proposte per l’Italia digitale” relativo all’anno 2015.

L’obiettivo è quello di fornire, insieme ai dati quantitativi, suggerimenti utili per colmare il mismatching che interessa la domanda e l’offerta di lavoro nel settore ICT. L’impatto significativo della Digital Transformation implica, infatti, un’evoluzione verso alcuni particolari ambiti del settore (Mobile, Digitalizzazione di flussi e processi, Business Analytics, IoT, Cloud Computing, evoluzioni Web, Pagamenti Elettronici) ed un contestuale richiesta di figure professionali specializzate.

In questa seconda edizione dell’Osservatorio la rilevazione si è concentrata su alcuni target chiave: Imprese appartenenti al settore ICT; Professionisti ICT; Imprese utenti di tecnologie; Pubblica Amministrazione Centrale e Locale; Società ICT in house di Regioni e Province Autonome. Lo strumento di raccolta dati utilizzato maggiormente è stato quello del web survey, affiancato a quello delle interviste per quanto riguarda il lato dell’utenza.

L’analisi effettua una rilevazione delle competenze digitali così come tracciate dall’European e-Competence Framework 3.0 (ECF) che svolge un ruolo fondamentale per la loro standardizzazione nel contesto internazionale. Nello specifico l’ECF distribuisce le competenze in 5 macro-aree relative ai cinque processi di business che caratterizzano l’ICT: PLAN (Pianificare), BUILD (Realizzare), RUN (Operare), ENABLE (Abilitare), MANAGE (Gestire).

Nel nostro Paese, per quanto riguarda i professionisti del settore le aree con un maggior tasso di copertura sono quelle maggiormente operative (RUN e BUILD). Il rapporto si concentra su come sia necessario sviluppare però le competenze legate alle altre aree, in quanto fondamentali per la creazione di una vera cultura digitale e per la diffusione di una e-leadership. In particolare, l’area PLAN esprime le capacità chiave dei cosiddetti “dual-thinkers”, in grado di coniugare competenze di gestione del business e competenze specifiche di tipo ICT.

La figura dell’e-leader arricchisce la cultura digitale di particolari attitudini riconducibili alla capacità di immaginare il cambiamento e di contestualizzarlo concretamente nell’organizzazione del lavoro. Per questo motivo, oltre al bagaglio tecnico, sono fondamentali anche le soft skill.

La e-leadership assume particolare valore nelle Pubbliche Amministrazioni, dovendo operare sulla cultura organizzativa e sullo sviluppo di skill digitali specifiche presso tutti gli operatori della PA (non solo professionisti ICT) per affrontare la Digital Transformation. La PA, infatti, deve portare avanti la digitalizzazione dei processi e la cittadinanza digitale, avvicinando l’utenza tramite nuovi strumenti telematici di informazione e supporto.

Dopo una panoramica del mercato del lavoro nell’ICT, l’analisi continua concentrandosi sulla 
formazione come chiave per colmare il mismatch esistente, considerato che il 39% delle aziende contattate dichiara di riscontrare criticità nel reperire e formare competenze afferenti alle cinque macro-aree.

Nelle conclusioni sono affrontati gli elementi di potenziale crescita e forniti alcuni suggerimenti per un approccio multisettoriale al tema. 



Consulta l’Osservatorio nazionale sulle competenze digitali 2015

L’Osservatorio ha analizzato il livello di rispondenza delle diverse tipologie di lauree alle esigenze “digitali” di aziende ed enti pubblici. Nelle aziende del settore ICT, emerge una buona rispondenza tra le competenze dei candidati e le esigenze aziendali per i laureati in Ingegneria Informatica e Informatica/Scienze dell’Informazione; una rispondenza più bassa c’è invece per le altre lauree di carattere scientifico come Matematica e Fisica. Percorsi di laurea come Scienze Politiche ed Economia evidenziano una rispondenza positiva in particolare nella programmazione ed organizzazione del lavoro, in quanto i laureati in queste discipline sono maggiormente in grado di sviluppare dei percorsi professionali che sappiano indirizzarsi verso la Digital Transformation. Il legame tra mondo accademico e aziende ICT si rende concreto nella disponibilità di queste ultime nell’ospitare tirocinanti neolaureati o studenti che stiano elaborando tesi sperimentali, nella partecipazione ai Career Day o ad incontri tematici. Si tratta quindi di iniziative che interessano l’assorbimento di risorse già formate, mentre la partecipazione ai comitati di indirizzo dei corsi di studio universitari interessa solo il 12% delle aziende campionate. 

Diverso è il contesto che riguarda le scuole secondarie superiori. Se per il mondo accademico c’era un legame per il 60% delle aziende, la percentuale scende al 12% negli Istituti Tecnici e Istituti di Scuola di Istruzione Secondaria. Poche aziende conoscono la formazione specialistica post-diploma rappresentata dai percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) e di Istruzione Tecnica Superiore (ITS). 

Il nuovo modello di alternanza tra scuola e lavoro previsto dalla legge sulla Buona Scuola interviene proprio su questo distacco, prevedendo un paradigma didattico che avvicini gli studenti al mondo aziendale. Un altro intervento normativo valutato positivamente dalle aziende contattate dall’Osservatorio è il Jobs Act. Nel Decreto Legislativo n.81/2015 è previsto un rafforzamento dell’apprendistato come strumento di realizzazione del sistema duale, modello di formazione professionale che mira a favorire l’occupabilità giovanile e a contrastare la dispersione scolastica. Nel rapporto emerge come il Jobs Act faciliterà l’ingresso di nuove competenze – comprese quelle digitali- in azienda (per il 66,7% delle aziende contattate), mentre la Riforma della Scuola avrà un ruolo più incisivo nella formazione delle competenze digitali grazie all’alternanza scuola-lavoro (per il 34,5%). 

Da ultimo, l’Osservatorio analizza il ruolo del Terzo Settore nella diffusione delle competenze digitali. Le associazioni di cittadini, le organizzazioni no-profit nazionali ed estere, le piccole e medie imprese e le grandi aziende attraverso il proprio volontariato d’impresa hanno promosso il pensiero computazionale a supporto della creazione di una cittadinanza digitale, nazionale ed europea. Il “coding”, ossia l’apprendimento delle competenze di programmazione, permette di accedere alle nuove professioni richieste e costituisce un modo di avvicinarsi alle tecnologie in maniera attiva, aiutando a sviluppare il pensiero logico e computazionale. 

Emerge dal Rapporto come una cultura digitale sia necessaria in qualsiasi lavoro e sia quindi fondamentale rinnovare e rafforzare le politiche sul settore basandosi su un approccio multisettoriale e multistakeholder. Dovrà quindi essere interessata l’intera società e non solo chi è già inserito in questo contesto per ragioni professionali. Nello specifico, l’Osservatorio individua i seguenti target verso cui indirizzare gli interventi di digitalizzazione:
  • Cittadini. Deve essere raggiunto il loro pieno coinvolgimento nell’ambiente dove studiano, lavorano, trascorrono il tempo libero e vivono; ciò richiede la consapevolezza dell’appartenenza alla comunità basata sulla “cittadinanza digitale”, anche per le categorie più svantaggiate e meno coinvolte
  • Pubbliche Amministrazioni e Istituzioni. L’ e-Government migliora la loro efficienza, favorendo la qualità dell Pubbliche amministrazioni e la trasparenza, attraverso la dematerializzazione procedurale e documentale e l’ampliamento e la facilità di accesso ai servizi da parte di cittadini ed imprese
  • Imprese. È necessario fornire sempre nuovi programmi e strumenti che favoriscano la generazione di competenze utili a sostenere l’innovazione e la creazione di nuove opportunità di business
  • Scuola. La cultura del digitale deve essere indirizzata ai docenti e a tutti gli studenti, delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado ma soprattutto a tutti gli istituti superiori e indirizzi scolastici.

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