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Contrasto alla povertà, arriva il reddito di inclusione

L’uguaglianza sostanziale, intesa come la rimozione degli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà individuale, è l’obiettivo del progetto di riforma avviato con la Legge n.33/2017.
La norma definisce la povertà come l’impossibilità di disporre dei beni e dei servizi necessari per condurre un livello di vita dignitoso e punta a creare un sistema di servizi multidimensionale dove ci sia un’inclusione attiva dei cittadini più svantaggiati, grazie alla sinergia tra le politiche attive del lavoro, quelle abitative e socio-assistenziali.

Partendo da questa nozione di povertà, la legge delega contiene i principi fondanti di una serie di interventi normativi che mirano a contrastarla e favorire l’inserimento socioeconomico delle fasce più deboli, secondo un approccio partecipativo e non meramente assistenzialistico.

Saranno adottati, entro i prossimi sei mesi, dei decreti legislativi che daranno forma al reddito di inclusione (REI) insieme ad un generale riordino delle prestazioni assistenziali, puntando all’individuazione dei loro livelli essenziali sull’intero territorio nazionale.

Sebbene complementari tra loro, la misura del REI è senz'altro quella di maggiore novità. Si tratta della prima forma di sostegno al reddito universale, basata sull’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) - non è quindi legata alla storia contributiva dei soggetti richiedenti - e condizionata alla sottoscrizione di un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa.
Dopo la sperimentazione della SIA (Sostegno all’Inclusione Attiva) a livello nazionale e le diverse esperienze sul territorio come quella della Social Card, il contrasto alla povertà associa dei benefici economici di sostegno al reddito con una componente di servizi, calibrati sulla singola persona che sarà sostenuta in ogni fase del percorso di inserimento. I progetti saranno curati da una equipe multidisciplinare composta da membri dei servizi per l’impiego e per la formazione, insieme ad esperti delle politiche abitative e sanitarie, i quali svolgeranno un monitoraggio costante degli obiettivi raggiunti tramite una valutazione periodica dell’impatto sociale dei diversi strumenti adottati.

Il REI sarà finanziato dal Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale previsto dalla Legge di Stabilità 2016, e ci sarà un suo graduale ampliamento dei beneficiari secondo il Piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. I target di intervento prioritari saranno i nuclei familiari con figli minori, persone affette da una disabilità grave, donne in stato di gravidanza o disoccupati over55.

Parallelamente all’introduzione delle norme sul REI, la legge prevede l’adozione di uno o più provvedimenti che riordinino il sistema di prestazioni assistenziali esistenti. Per garantire che tale sistema possegga i requisiti di equità e di omogeneità di accesso, sarà costituito un organismo di coordinamento presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che preveda, inoltre, la partecipazione delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, delle autonomie locali e dell’INPS. Il ruolo del Dicastero del Lavoro sarà centrale anche nella valutazione dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire a tutti i cittadini. Per questo sarà rafforzato il coordinamento tra i diversi sistemi informativi attualmente esistenti: da quello dei servizi sociali, al Casellario dell’assistenza, fino a quelli legati all’ambito sanitario e del lavoro.

La Legge n.33/2017 pone, infine, una particolare attenzione al legame tra il territorio e i diversi stakeholder, sia per instaurare un dialogo costante, sia per giudicare nel concreto le misure adottate. In questa ottica, saranno siglati dei protocolli formativi e operativi, tra il Ministero e la Conferenza Stato-Regioni, per agevolare l’attuazione del REI e promossi degli accordi territoriali tra i servizi sociali e gli altri organismi coinvolti nei programmi di inserimento, comprese le organizzazioni del mondo no profit.

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