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Dal job posting al job matching, intervista a Andrea De Spirt

I giovani si dividono in due categorie, quelli che sognano un lavoro da dipendente e quelli che realizzano il proprio sogno di startupper. Andrea De Spirt, 28 anni di origini veneziane, appartiene alla seconda. Fondatore e Ceo di Jobyourlife, una piattaforma innovativa che favorisce l’incontro tra domanda e offerta del lavoro sfruttando le potenzialità della geolocalizzazione, adesso anche nel formato di App, De Spirt ha studiato Filosofia. Sono stati forse proprio gli studi umanistici a consentire a questo giovane brillante, che come racconta lui ha sempre fatto “di testa sua”, di essere l’artefice della sua fortuna.

Infatti, proprio da una necessità pratica legata alla mancanza di una sua specifica competenza, è nata l’idea su cui poi è stata edificata la sua startup. Oggi Jobyourlife è una promettente azienda che, “matchando” in automatico i candidati con l’azienda, conta più di un milione di iscritti con più di tremila aziende registrate.  Jobyoulife ha due sedi, a Milano e Cagliari, si compone di un team esecutivo di 14 persone con competenze strategiche nei vari settori. Inoltre, Jobyourlife si sta espandendo anche all’estero aprendosi a nuovi mercati, prima fra tutti quello spagnolo.

Nell’intervista che segue, De Spirt ci racconta come è nata la sua startup, come funziona la nuova App, come vede oggi il mondo del lavoro da startupper di successo, quali sono i profili più ricercati, offrendo qualche consiglio a chi oggi ha un’idea e vuole lanciarla sul mercato. Nella sua voce si percepisce l’ambizione di chi guarda al futuro, propria di coloro che dopo aver avuto una buona idea sanno procedere con destrezza con un piano chiaro su dove si vuole andare.

De Spirt, partiamo dalle origini. Cos’è Jobyourlife e come nasce?

Jobyourlife nasce da una mia esigenza di ormai 4 anni e mezzo fa, da una problematica concreta che mi sono trovato ad affrontare. Volevo creare un’altra startup con una mission diversa, ma non sono un programmatore e non riuscivo a trovare programmatori che mi aiutassero.  Ricercavo sulle piattaforme di job posting dove normalmente si cerca personale, ma la ricerca era estremamente difficile. Notai che non esisteva una piattaforma che geolocalizzasse le competenze cercando in pochi secondi quel che serve e dove serve. Da lì è nata la scintilla di Jobyourlife e poi si evoluta. Le buone idee nascono da un’esigenza concreta. Adesso Jobyourlife è un modo totalmente diverso per trovare lavoro online. Qui le persone non si devono candidare ad un annuncio, ma vengono trovati da centinaia di aziende iscritte al nostro servizio che attraverso un motore avanzato di ricerca di geolocalizzazione riescono ad individuare le persone, e in pochi secondi possono contattarli offrendo proposte di colloquio. Le proposte possono essere accettate o rifiute, se si accettano l’azienda si mette in contatto per fissare un colloquio di lavoro.

Parliamo di numeri, oggi quanti sono gli utenti registrati?

Gli utenti registrati sono più di un milione, più di tremila sono le aziende iscritte, con 200 aziende che in questo momento stanno cercando personale.

A quasi un anno dal lancio della nuova App Jobyourlife, vuoi fare un bilancio?

L’App sta andando molto bene. Quello che abbiamo notato è con l’App è aumentata la velocità di risposta, la velocità di matching tra azienda e utente. Se prima si riceveva la proposta per e-mail e poi si doveva entrare sul sito per accettare, oggi attraverso l’App tutto è estremamente più veloce, e questo è un vantaggio sia per l’azienda sia per gli utenti che possono presentarsi più velocemente ad un colloquio. E poi, con il fatto che hai sempre il telefono con te, hai fondamentalmente sempre il lavoro con te.

Cosa offre di più questa App rispetto ad altre che si occupano dell’incrocio tra domanda e offerta del lavoro?

Le differenze sono sostanziali. Abbiamo invertito il processo: le persone non devono candidarsi, sono le aziende che scelgono. Il problema dei siti e della App di jobposting che si conoscono è quello che quando un’azienda pubblica un annuncio riceve spesso centinaia di CV e, molto spesso, questi non sono allineati a quello che l’azienda sta cercando, anche se possono esserci dei filtri; molto spesso l’azienda si ritrova a guardare dei cv e poi scartarli. Con Jobyoulife, l’azienda ha in pochi secondi il match preciso delle persone che sono allineate per tipologia di job, in questo modo diminuiscono enormemente i tempi e i costi. Dall’altra parte gli utenti hanno la possibilità di non guardare sempre gli annunci di lavoro, ma di ricevere direttamente la proposta da parte dell’azienda. Parlando in termini evolutivi, dal jobposting noi siamo passati al jobmatching con il matching in automatico tra i candidati e azienda.

Qual è il segreto del successo di Jobyourlife?

Il successo dipende soprattutto dalla geolocalizzazione. I candidati sono tutti geolocalizzati. Questo può fare la differenza, si pensi al caso del Retail dove hanno necessità di punti vendita, con la geolocalizzazione le aziende riescono a trovare persone vicine a quel negozio e a contattarle direttamente. Questo a fronte dei Cv normali dove il CAP di residenza può essere fuorviante perché si può avere la residenza in un posto ma abitare altrove.

Quando hai capito che dovevi creare qualcosa di tuo?

Forse l’ho sempre capito, nel senso che non ho mai seguito le regole del gioco. A partire dalla scuola, non ero uno studente modello ma facevo sempre di testa mia. Credo che sia una predisposizione innata che ho sempre avuta e poi con Jobyoulife ne ho avuto la conferma.

Sei giovane e hai studiato Filosofia. Fino a qualche decennio fa uno come te al massimo lo avremmo visto in cattedra. Credi che il digitale offra oggi ai giovani laureati in materie umanistiche maggiori opportunità d’impiego?

Ma direi di sì, credo che le materie umanistiche ti diano quel pensiero laterale che molto spesso nelle aziende non c’è. Nel senso che per creare innovazione ci vuole quel minimo di pensiero laterale che ti permette uscire dagli schemi e ti fa trovare quell’idea geniale che poi ti fa svoltare nel business. Credo che  il digitale stia dando e darà sempre più spazio a chi ha studiato materie umanistiche.

Attraverso la piattaforma di Jobyourlife, hai sicuramente una panoramica del mercato del lavoro. Quali sono i profili più ricercati dalle aziende?

Se devo fare una panoramica per categoria direi che sono essenzialmente tre. Per quanta riguarda noi, i primi in classifica sono i  profili web-digital, soprattutto programmatori, sia per quanto riguarda web che app, che per quanto riguarda il digital marketing. Si distanziano un po’ i profili che attengono il Retail, si ricercano essenzialmente commessi di vendita, store manager e quant’altro. Infine, molto ricercati sono i commerciali assunti direttamente o a partita iva.

Quali soft skills ritieni siano più utili avere nel proprio curriculum?

Sicuramente come prima direi l’adattabilità, cioè la trasversalità. Le aziende sempre di più cambieranno per adeguarsi a un mondo che cambia velocemente. E quindi hanno bisogno di persone che dall’oggi al domani si spostano da un reparto ad un altro. Il fatto di avere quella predisposizione a conoscere, a non essere solo uno specialista ma essere quello che viene definito un “multipotenziale”, nel senso di qualcuno che riesce ad essere trasversale nelle materie, è sicuramente la soft skill più importante e lo sarà sempre più in futuro.

Che consiglio daresti a un giovane startupper per affermarsi sul mercato?

Ne darei tanti, ma quello che si sente più spesso e rimane il più importante consiste nella scelta del team e nell’execution. Molto spesso i team delle startup sono fatti solo da ingegneri, da programmatori, il problema è che i programmatori creano un buon prodotto, però poi non hanno le skills per lanciarlo sul mercato  per commercializzarlo, magari hanno un’idea bellissima ma poi non riescono a farla emergere. Dunque è importante creare un team omogeneo sin dall’inizio, non aver fretta, e sceglierlo con consapevolezza. Occorre poi puntare sull’execution, nel senso che tante volte si ha una buona idea ma l’idea rappresenta una percentuale bassa, tutto il resto è execution, il che significa avere uno schema chiaro di dove si vuole andare e saperlo portare avanti.

Tornando a Jobyourlife, dopo la Spagna, quali altri mercati esteri ci sono in programma?

Ci stiamo pensando. Avevamo individuato la Russia, ma poi abbiamo visto che c’era troppa difficoltà di entrata per questioni di burocrazia. Quindi, dopo la Spagna siamo in realtà in una fase di analisi di altri mercati. Stiamo guardando alla Francia che è molto interessante soprattutto dal punto di vista dell’ecosistema di startup che ha creato, ma siamo ancora in fase di valutazione.

E invece cosa consiglieresti ai ragazzi che stanno per scegliere un percorso di studio?

Consiglierei sicuramente di scegliere quello che più piace però è importante, soprattutto quando si è giovani, guardarsi intorno. Se ad esempio si sceglie un indirizzo di Giurisprudenza, è bene confrontarsi anche con altre materie per avere una visione a 360° che permette sia di fare Giurisprudenza e al tempo stesso di avere altre competenze, oppure di capire che Giurisprudenza non fa al proprio caso e dunque di puntare su altro.

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