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Decreto Rilancio: tutte le misure per le imprese

Il Decreto Rilancio, varato dal Governo per sostenere l’economia dopo la crisi sanitaria, è in vigore a partire dal 20 maggio e prevede un insieme di risorse pari a 54,9 miliardi di euro. Vediamo, nel dettaglio, i principali interventi a sostegno delle imprese.

Riduzione dell’IRAP.

Il Decreto prevede, per le imprese con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto e per i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi, l’esonero dal versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019 e della prima rata (pari, di regola, al 40%), dell’acconto dell’IRAP dovuto per il periodo successivo al 31 dicembre 2019. Resta fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019.

Finanziamenti a fondo perduto.

All’interno del provvedimento è inserito il diritto ad un contributo a fondo perduto non tassabile. Tale contributo spetta ai soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e ai titolari di reddito agrario e di partita IVA con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto. Per averne diritto occorre che la perdita di fatturato e di corrispettivi del mese di aprile 2020 sia superiore a 1/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. A prescindere da tale soglia, il contributo spetta ai soggetti che abbiano iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 oltre che a quanti abbiano avuto il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dal virus, i cui stati di emergenza erano già in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale Covid-19. L’entità del contributo a fondo perduto è determinata in misura percentuale della differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019, e ciò nelle seguenti misure:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a 1 milione di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  •  10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

Gli importi minimi riconoscibili sono di 1000 euro per le persone fisiche e 2000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti interessati dovranno presentare, esclusivamente in via telematica e anche attraverso un intermediario, una apposita istanza all’Agenzia delle entrate, certificando la sussistenza delle condizioni e dei requisiti richiesti.

Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni.

L’articolo 26 del decreto stabilisce che spetta un credito di imposta pari al 20% per gli aumenti di capitale sociale a pagamento deliberati e integralmente versati dopo l’entrata in vigore del decreto ed entro il 31 dicembre 2020, a favore di società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, anche semplificata e società cooperative. L’investimento massimo del conferimento sul quale calcolare il credito d’imposta non potrà eccedere  i 2 milioni di euro. Alle società che possono beneficiarie di tale incentivazione all’aumento di capitale, è inoltre riconosciuto un credito d’imposta pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, fino a concorrenza del 30% dello stesso aumento di capitale beneficiato. Le perdite fiscali riportabili nei periodi d’imposta successivi potranno inoltre essere ridotte dell’importo dell’ammontare del credito d’imposta riconosciuto.

Fondo Patrimonio PMI.

All’interno del provvedimento è stabilito che, ai fini del sostegno e del rilancio del sistema economico-produttivo italiano, è istituito il fondo denominato «Fondo Patrimonio PMI», gestito da Invitalia Spa e finalizzato a sottoscrivere, entro il 31 dicembre 2020, obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione dalle società che possono beneficiare anche degli incentivi alla ricapitalizzazione di cui al paragrafo precedente, per un ammontare massimo pari al minore importo tra tre volte l’ammontare dell’aumento di capitale di cui alla misura precedente e il 12,5% dell’ammontare dei ricavi del periodo d’imposta 2019. Gli strumenti finanziari, a condizione di poter essere sottoscrivibili, dovranno essere rimborsati nel termine di 6 anni dalla sottoscrizione.

Startup.

L’articolo 38 del Decreto rafforza il sostegno pubblico alla nascita e allo sviluppo delle startup innovative, in agenda nell’ambito della misura Smart&Start Italia, principale strumento agevolativo nazionale rivolto a tale tipologia di imprese. L’obiettivo del rafforzamento è perseguito, da un lato, attraverso un incremento della dotazione finanziaria della misura e ampliando la capacità di azione. Data la maggiore esigenza di liquidità rispetto alle altre imprese, le startup hanno infatti un maggiore fabbisogno di fondi. Incrementato, inoltre, il Fondo di sostegno al venture capital. Previste ancora:

  • l’equiparazione tra startup innovative e istituti di ricerca ai fini della maggiorazione delle spese ammissibili rilevanti;
  • la proroga di un anno della permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese delle startup innovative;
  • una quota di 200 milioni di euro del fondo di garanzia PMI in favore delle startup innovative;
  • un regime fiscale agevolato rivolto esclusivamente alle persone fisiche che investono in startup o in PMI innovative. L’investimento massimo detraibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 100.000 e deve essere mantenuto per almeno tre anni;
  • il dimezzamento delle soglie minime per l’attrazione di investimenti verso le società di capitali e le startup innovative.

Sismabonus ed Ecobonus.

L’art. 119 del Decreto Rilancio, infine, ha portato al 110 per cento l’aliquota di detrazione per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo qualora si intervenga sugli edifici esistenti con:

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontaliche interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. In tal caso, la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliariche compongono l’edificio.
  • interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati a condensazione (con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento), a pompa di calore (inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo) o a microcogenerazione. La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo dellespese non superiore a 30.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio;
  • interventi sugli edifici unifamiliari per lasostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo e impianti di microcogenerazione. La detrazione è calcolata anche in questo caso su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro.
Per accedere a questi incentivi sarà necessario soddisfare i requisiti minimi previsti dai decreti del MISE emanati in attuazione dell’art. 14, comma 3-ter del D.L. 63/2013 e assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

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