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Destinazione Goteborg: il futuro dell'Europa è sociale

Non c'è Europa senza un'Europa Sociale: potremmo sintetizzarlo così il passo che si appresta a fare l’Unione europea attraverso il Pilastro europeo dei diritti sociali che sarà presentato ufficialmente a margine del vertice di Göteborg il prossimo 17 novembre. 

Oggi le priorità dell’Europa sono mutate rispetto a 60 anni fa e il nuovo Pilastro intende mettere al centro questi temi: il contrasto alla povertà e all’emarginazione; le pari opportunità e l’accesso al mercato del lavoro; le condizioni di lavoro eque; una protezione sociale che sia adeguata e sostenibile. A partire da questi temi il Pilastro si sviluppa in 20 punti prioritari.

In vista del vertice comunitario, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha organizzato l’8 novembre a Roma l’evento "L'EUROPA DEI CITTADINI. Per un futuro di inclusione, crescita ed equità SOCIALE”. Due gli incontri, il primo dedicato ai più giovani, con gli speaker di Radio Immaginaria e Radio Scuola 107 che hanno coordinato il confronto tra la platea dei ragazzi - studenti, volontari del servizio civile, partecipanti ai percorsi di alternanza di ENI ed ENEL – e i rappresentanti delle istituzioni.
Il secondo incontro, nel pomeriggio, ha aperto il dialogo tra le varie componenti della società, come le parti sociali e il Terzo Settore; un dialogo propedeutico a tracciare una linea d’azione comune che possa fornire risposte concrete ai cittadini, facendo sì che “nessuno si senta escluso”.

“Se l’Europa è dei cittadini è con loro che dobbiamo parlarne”. Apre così il Ministro del lavoro Giuliano Poletti l’incontro L’Europa dei giovani: valori, conoscenze ed aspettative delle nuove generazioni, in cui ha voluto ascoltare le istanze e le richieste dei più giovani per poi farsene portavoce a Göteborg.

Protagonisti gli studenti degli istituti scolastici di tutta Italia – presenti o in collegamento via web - , i ragazzi del servizio civile e in particolare gli speaker di Radio Immaginaria e Scuola 107 – la radio dei ragazzi che hanno coordinato l’evento.

A rispondere alle loro domande, insieme al Ministro, c’erano anche Oscar Pasquali, capo della Segreteria Tecnica del Ministro del Miur, Luca Visentini, Segretario generale della Confederazione europea dei sindacati e Ruth Paserman, Vice Capo di Gabinetto della Commissione Ue Marianne Thyssen.

Conoscenza, partecipazione attiva, mobilità e differenza di genere sono stati i temi maggiormente toccati.

#MuoversiInEuropa
“Senza la conoscenza dell’altro non è possibile fare qualcosa insieme. Conoscersi e scoprire che le cose che ci uniscono sono maggiori di quelle che ci dividono è il primo punto di partenza di un’Europa dei cittadini”. La riflessione è di Oscar Pasquali, capo della Segreteria tecnica del MIUR, e introduce uno dei temi che appassionano di più i giovani, quello della mobilità, per studio o per lavoro.

“Favorire la mobilità all’estero è una priorità”, afferma il Ministro, così come è prioritario permettere ai giovani di poter spendere in tutto il territorio europeo le conoscenze e le competenze acquisite nel proprio Paese: all’interno del pilastro, infatti, si lavorerà anche per estendere agli ultimi due anni delle superiori l'Erasmus, il programma di mobilità studentesca dell’UE.

E se ci fosse una materia chiamata Europologia? La proposta dello studente Lys è quella di inserire nel programma scolastico una materia che parli di Europa. Il Ministro accogli la sfida e rilancia: saranno i ragazzi di Radio Immaginaria ad inventare la materia accogliendo le proposte di chiunque voglia dare il proprio contributo.

#PromuovereLaParitàDiGenere
Lo chiedono in tanti: ma perché c’è tutta questa differenza tra uomo e donna? Il tema sembra essere parecchio sentito dalle nuove generazioni che interrogano gli interlocutori politici su come, di concreto, cercheranno di promuovere la vera uguaglianza.

Sul punto Ruth Paserman ha affermato: “Oggi sulla donna grava il peso della famiglia, dei figli o dell’accudimento degli anziani. Intendiamo partire da qui. Abbiamo fatto la proposta di incentivare gli uomini ad occuparsi della famiglia, a cominciare dai congedi di paternità e dai congedi parentali non trasferibili”.

La scuola deve costruire il dialogo. “Scrivere una legge è più semplice che cambiare modo di pensare” risponde il Ministro, a sottolineare quanto gli stereotipi e le disuguaglianze di genere siano presenti nel tessuto sociale. “Questo è un problema che attiene alla conoscenza e per questo il ruolo della scuola è fondamentale”. Dopo una disamina delle ultime leggi in favore delle donne, il Ministro chiama la scuola, gli educatori e gli stessi giovani a costruire un dialogo propositivo nella direzione della parità e dell’uguaglianza. “Il singolo cittadino spesso si sente piccolo rispetto alle istituzioni e invece non è così. Ognuno di noi Fa l’Europa. Se ognuno di noi fa la parte che gli compete l’Europa si può costruire davvero sulle basi che ci siamo detti”. Un piccolo tassello per volta per costruire il puzzle di un’Europa dei cittadini.

La seconda parte della giornata è stata incentrata sulla domanda “come concretizzare i principi del Pilastro”? Il quesito, già posto dai ragazzi, è stato affrontato dai rappresentati delle istituzioni e delle parti sociali che hanno cercato di riempire di contenuti e proposte concrete i venti punti che saranno sottoscritti a Göteborg.

#PartecipareAttivamente
Göteborg sarà un momento importante in cui dovrà avere centralità assoluta la consapevolezza che ne hanno i singoli cittadini” ha confermato il Ministro Poletti, il quale vede nel Pilastro la soluzione per superare lo stereotipo dell’Europa dei burocrati. Collegare la dimensione sociale a quella economica è la chiave per sconfiggere il clima di sfiducia che si sta diffondendo in Europa. Il dialogo, a livello locale e nazionale, insieme alla condivisione degli obiettivi tra i vertici politici e l’intera società civile sono elementi centrali per questa nuova fase del progetto comunitario.

La centralità della dimensione sociale è stata confermata anche da Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega agli affari europei: “I Trattati già indicano la strada che potrebbe essere percorsa sul tema delle politiche sociali, in particolare l’articolo 9. Ora c’è un impegno politico a realizzarlo con un’unità europea che punti ad un’innovazione dei processi e delle iniziative legislative.”

Ruth Paserman, Vice Capo di Gabinetto della Commissaria Marianne Thyssen, ha continuato: “Il Pilastro sociale che sarà sottoscritto a Göteborg è un documento programmatico che speriamo abbia lunga vita. Concretamente la sua messa in opera passa anche dagli Stati membri e della società.”

Il dialogo è quindi aperto con tutti i rappresentanti della società tra cui le organizzazioni sindacali e datoriali, il mondo dell’associazionismo e del no profit. La logica del processo decisionale dovrà essere quindi orizzontale, ma anche verticale attraverso la consultazione dei cittadini. La necessità di parlare col territorio è stata evidenziata da Vittorino Facciolla, Coordinatore della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni, intento confermato da Cristina Grieco, Coordinatrice della Commissione istruzione, lavoro, innovazione, e ricerca all’interno della stessa Conferenza.

#UnLavoroSicuro
Il tema del lavoro è centrale all’interno del Pilastro. Senza lavoro è impensabile poter raggiungere un benessere diffuso nella società. L’Europa ha già in cantiere diversi nuovi progetti che mirano a tutelare i lavoratori. Ruth Paserman e Luca Visentini, Segretario generale della Confederazione europea dei sindacati, hanno anticipati cinque proposte legislative di cui si sta discutendo a Bruxelles. Si tratta della regolamentazione dei distacchi transnazionali, dell’estensione dei congedi parentali nel segno della parità, dell’introduzione di alcuni diritti minimi per tutti i lavoratori autonomi e subordinati, del diritto universale alle protezione sociale e, infine, dell’ipotesi di introdurre una legal authority che sanzioni gli abusi a livello europeo.

I rappresentati dei sindacati hanno sottolineato come sia necessario occuparsi di non svalutare il valore del lavoro. In particolare, Susanna Camusso, Segretaria Generale della CGIL, ha evidenziato come un aspetto positivo del Pilastro sia proprio quello di mettere i diritti in capo alle persone e non in base alle tipologie contrattuali.

Lavoro e crescita sono due fattori da sostenere congiuntamente quando si stabiliscono gli obiettivi macroeconomici dell’Unione. La conclusione mette d’accordo tutti e Maurizio Stirpe, Vice Presidente di Confindustria, ha confermato come il Pilastro rappresenti proprio uno strumento che aiuta la crescita economica. 

1. Istruzione, formazione e apprendimento permanente
Ogni persona ha diritto a un'istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente di qualità e inclusivi, al fine di mantenere e acquisire competenze che consentono di partecipare pienamente alla società e di gestire con successo le transizioni nel mercato del lavoro.

2. Parità di genere
La parità di trattamento e di opportunità tra donne e uomini deve essere garantita e rafforzata in tutti i settori, anche per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro, i termini e le condizioni di lavoro e l'avanzamento di carriera.

Donne e uomini hanno diritto alla parità di retribuzione per lavoro di pari valore.

3. Pari opportunità
A prescindere da sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale, ogni persona ha diritto alla parità di trattamento e di opportunità in materia di occupazione, protezione sociale, istruzione e accesso a beni e servizi disponibili al pubblico. Sono promosse le pari opportunità dei gruppi sottorappresentati.

4. Sostegno attivo all'occupazione
Ogni persona ha diritto a un'assistenza tempestiva e su misura per migliorare le prospettive di occupazione o di attività autonoma. Ciò include il diritto a ricevere un sostegno per la ricerca di un impiego, la formazione e la riqualificazione. Ogni persona ha il diritto di trasferire i diritti in materia di protezione sociale e formazione durante le transizioni professionali.

I giovani hanno diritto al proseguimento dell'istruzione, al tirocinio o all'apprendistato oppure a un'offerta di lavoro qualitativamente valida entro quattro mesi dalla perdita del lavoro o dall'uscita dal sistema d'istruzione.

I disoccupati hanno diritto a un sostegno personalizzato, continuo e coerente. I disoccupati di lungo periodo hanno diritto a una valutazione individuale approfondita entro 18 mesi dall'inizio della disoccupazione.

5. Occupazione flessibile e sicura
Indipendentemente dal tipo e dalla durata del rapporto di lavoro, i lavoratori hanno diritto a un trattamento equo e paritario per quanto riguarda le condizioni di lavoro e l'accesso alla protezione sociale e alla formazione. È promossa la transizione a forme di lavoro a tempo indeterminato.

Conformemente alle legislazioni e ai contratti collettivi, è garantita ai datori di lavoro la necessaria flessibilità per adattarsi rapidamente ai cambiamenti del contesto economico.

Sono promosse forme innovative di lavoro che garantiscano condizioni di lavoro di qualità. L'imprenditorialità e il lavoro autonomo sono incoraggiati. È agevolata la mobilità professionale.

Vanno prevenuti i rapporti di lavoro che portano a condizioni di lavoro precarie, anche vietando l'abuso dei contratti atipici. I periodi di prova sono di durata ragionevole.

6. Retribuzioni
I lavoratori hanno diritto a una retribuzione equa che offra un tenore di vita dignitoso.

Sono garantite retribuzioni minime adeguate, che soddisfino i bisogni del lavoratore e della sua famiglia in funzione delle condizioni economiche e sociali nazionali, salvaguardando nel contempo l'accesso al lavoro e gli incentivi alla ricerca di lavoro. La povertà lavorativa va prevenuta.

Le retribuzioni sono fissate in maniera trasparente e prevedibile, conformemente alle prassi nazionali e nel rispetto dell'autonomia delle parti sociali.

7. Informazioni sulle condizioni di lavoro e sulla protezione in caso di licenziamento
I lavoratori hanno il diritto di essere informati per iscritto all'inizio del rapporto di lavoro dei diritti e degli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro e delle condizioni del periodo di prova.

Prima del licenziamento, i lavoratori hanno il diritto di essere informati delle motivazioni e di ricevere un ragionevole periodo di preavviso. Hanno il diritto di accedere a una risoluzione delle controversie efficace e imparziale e, in caso di licenziamento ingiustificato, il diritto di ricorso, compresa una compensazione adeguata.

8. Dialogo sociale e coinvolgimento dei lavoratori
Le parti sociali sono consultate per l'elaborazione e l'attuazione delle politiche economiche, occupazionali e sociali nel rispetto delle prassi nazionali. Esse sono incoraggiate a negoziare e concludere accordi collettivi negli ambiti di loro interesse, nel rispetto delle propria autonomia e del diritto all'azione collettiva. Ove del caso, gli accordi conclusi tra le parti sociali sono attuati a livello dell'Unione e dei suoi Stati membri.

I lavoratori o i loro rappresentanti hanno il diritto di essere informati e consultati in tempo utile su questioni di loro interesse, in particolare in merito al trasferimento, alla ristrutturazione e alla fusione di imprese e ai licenziamenti collettivi.

È incoraggiato il sostegno per potenziare la capacità delle parti sociali di promuovere il dialogo sociale.

9. Equilibrio tra attività professionale e vita familiare
I genitori e le persone con responsabilità di assistenza hanno diritto a un congedo appropriato, modalità di lavoro flessibili e accesso a servizi di assistenza. Gli uomini e le donne hanno pari accesso ai congedi speciali al fine di adempiere le loro responsabilità di assistenza e sono incoraggiati a usufruirne in modo equilibrato.

10. Ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato e protezione dei dati
I lavoratori hanno diritto a un elevato livello di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro.

I lavoratori hanno diritto a un ambiente di lavoro adeguato alle loro esigenze professionali e che consenta loro di prolungare la partecipazione al mercato del lavoro.

I lavoratori hanno diritto alla protezione dei propri dati personali nell'ambito del rapporto di lavoro.

11. Assistenza all'infanzia e sostegno ai minori
I bambini hanno diritto all'educazione e cura della prima infanzia a costi sostenibili e di buona qualità.

I minori hanno il diritto di essere protetti dalla povertà. I bambini provenienti da contesti svantaggiati hanno diritto a misure specifiche tese a promuovere le pari opportunità.

12. Protezione sociale
Indipendentemente dal tipo e dalla durata del rapporto di lavoro, i lavoratori e, a condizioni comparabili, i lavoratori autonomi hanno diritto a un'adeguata protezione sociale.

13. Prestazioni di disoccupazione
I disoccupati hanno diritto a un adeguato sostegno all'attivazione da parte dei servizi pubblici per l'impiego per (ri)entrare nel mercato del lavoro e ad adeguate prestazioni di disoccupazione di durata ragionevole, in linea con i loro contributi e le norme nazionali in materia di ammissibilità. Tali prestazioni non costituiscono un disincentivo a un rapido ritorno all'occupazione. 

14. Reddito minimo
Chiunque non disponga di risorse sufficienti ha diritto a un adeguato reddito minimo che garantisca una vita dignitosa in tutte le fasi della vita e l'accesso a beni e servizi. Per chi può lavorare, il reddito minimo dovrebbe essere combinato con incentivi alla (re)integrazione nel mercato del lavoro.

15. Reddito e pensioni di vecchiaia
I lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi in pensione hanno diritto a una pensione commisurata ai loro contributi e che garantisca un reddito adeguato. Donne e uomini hanno pari opportunità di maturare diritti a pensione.

Ogni persona in età avanzata ha diritto a risorse che garantiscano una vita dignitosa.

16. Assistenza sanitaria
Ogni persona ha il diritto di accedere tempestivamente a un'assistenza sanitaria preventiva e terapeutica di buona qualità e a costi accessibili.

17. Inclusione delle persone con disabilità
Le persone con disabilità hanno diritto a un sostegno al reddito che garantisca una vita dignitosa, a servizi che consentano loro di partecipare al mercato del lavoro e alla società e a un ambiente di lavoro adeguato alle loro esigenze.

18. Assistenza a lungo termine
Ogni persona ha diritto a servizi di assistenza a lungo termine di qualità e a prezzi accessibili, in particolare ai servizi di assistenza a domicilio e ai servizi locali.

19. Alloggi e assistenza per i senzatetto
Le persone in stato di bisogno hanno diritto di avere accesso ad alloggi sociali o all'assistenza abitativa di qualità. Le persone vulnerabili hanno diritto a un'assistenza e a una protezione adeguate contro lo sgombero forzato. Ai senzatetto sono forniti alloggi e servizi adeguati al fine di promuoverne l'inclusione sociale.

20. Accesso ai servizi essenziali
Ogni persona ha il diritto di accedere a servizi essenziali di qualità, compresi l'acqua, i servizi igienico-sanitari, l'energia, i trasporti, i servizi finanziari e le comunicazioni digitali. Per le persone in stato di bisogno è disponibile un sostegno per l'accesso a tali servizi.

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