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EaSI: le buone prassi

La Commissione Europea ha pubblicato il suo IV rapporto di monitoraggio, nel quale vengono presentate le buone prassi nell’ambito dei progetti europei incentrati, da una parte, sull’iniziativa Your first EURES Job (YfEJ), e, dall’altra, legati al settore occupazione, tutela sociale e condizioni lavorative (asse PROGRESS di EaSI).

Il monitoraggio rientra nel quadro del Programma UE per l’Occupazione e l’Innovazione Sociale (EaSI), uno strumento di finanziamento gestito direttamente dalla Commissione europea al fine di promuovere un elevato livello di occupazione sostenibile e di qualità, garantire una protezione sociale adeguata e dignitosa, combattere l'emarginazione e la povertà e migliorare le condizioni di lavoro in tutta l'UE. Per chiedere un finanziamento, le organizzazioni ammissibili devono rispondere ad un bando di gara o invito a presentare proposte.

Nel dettaglio, il report raccoglie 16 esempi di buone prassi articolati nei seguenti ambiti tematici:

  • 3 nell’ambito dell’iniziativa Your first EURES Job
  • 7 nell’ambito dell’inclusione e protezione sociale, nonché riduzione e prevenzione della povertà
  • 3 nel settore dell’occupazione, in particolare in riferimento al contrasto della disoccupazione giovanile
  • 2 nell’ambito delle condizioni di lavoro.

Attraverso una raccolta dei migliori progetti, il monitoraggio mira a creare una base per le raccomandazioni politiche utili per la programmazione dei decisori politici o l’implementazione degli interventi nel settore.

Your first EURES Job

Nella sua forma di azione preparatoria (bilancio UE 2011-2013), il programma YFEj è stato attuato nel quadro dell'iniziativa faro "Youth on the Move" e dell'iniziativa “Youth Opportunities”. 

A differenza delle attività finanziate nell'ambito del programma ERASMUS+ che sono basate sull'apprendimento, il programma YFEJ offre un servizio di collocamento lavorativo in un altro Stato membro, con una durata di almeno 6 mesi: un posto di lavoro, un tirocinio o un apprendistato retribuiti. Il programma intende sostenere il radicamento e l'inclusione dei giovani nel mercato del lavoro.

Il progetto, gestito a livello nazionale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e attuato dagli Uffici di coordinamento nazionali, sulla base di call annuali, in partenariato con altri membri EURES e organizzazioni pubbliche, private o del Terzo settore, è stato attuato attraverso inviti a presentare proposte al fine di assicurare 5 000 collocamenti lavorativi.

Un totale di 15 progetti (per un valore di 12 milioni di EUR) ha aiutato circa 4 300 giovani. L'innovatività del programma consiste nel fornire sostegno diretto alle persone in cerca di lavoro e alle piccole e medie imprese (PMI) sulla base di soluzioni agevolate in materia di costi (ad esempio tassi fissi e importi forfettari).

Tra le buone pratiche nell’ambito dell’iniziativa, la Commissione inserisce il progetto Your first EURES job 3.0 (YfEj 3.0) della Provincia di Roma - Dipartimento III ‘Servizi per la Formazione, il lavoro e la promozione della qualità della Vita’.

Durante l’anno di durata del progetto, 373 candidati alla ricerca di un impiego hanno trovato occupazione in 17 nazioni diverse, 345 hanno beneficiato di un’indennità per il trasferimento e 109 di un rimborso spese per i colloqui. Inoltre, sono stati attivati 53 programmi di integrazione organizzati dalle piccole e medie imprese.

Proprio dalle esperienze positive condotte tra il 2011 e il 2013 nell’ambito dell’Azione preparatoria “Your first EURES job, nel febbraio 2015 è partito Your first EURES job – Targeted Mobility Scheme” YfEj 4.0, gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed è diretto sia ai giovani dai 18 ai 35 anni che si affacciano al mercato del lavoro o che desiderano cambiare, guardando all’Europa, sia alle piccole e medie imprese, che credono in un mercato del lavoro europeo e che vedono nella mobilità transnazionale uno strumento per aumentare la propria competitività. 

 

Consulta la scheda che segue per conoscere alcune delle buone prassi nell’ambito dei progetti legati al settore occupazione, tutela sociale e condizioni lavorative

Nel settore della protezione e dell'inclusione sociale, la Commissione ha finanziato 7 progetti per sostenere le politiche per l'invecchiamento attivo e lo sviluppo di servizi sociali, sanitari e di assistenza di lunga durata. 

Tra i progetti degni di nota merita attenzione “EMPAC - Engaging Migrant Parents and Children”, finalizzato a migliorare le prestazioni scolastiche e le capacità di apprendimento - in particolare della seconda lingua - dei bambini appartenenti a famiglie immigrate nel Regno Unito, Italia, Repubblica Ceca e Spagna. Il modello di intervento ha previsto anche la messa a punto di una formazione per il personale scolastico e il coinvolgimento delle famiglie.

Le città coinvolte in questo progetto europeo sono: London, Borough of Ealing (coordinatore), UK, Bologna – settore istruzione, Italia, The Usti region (Repubblica Ceca).

I risultati. EMPAC ha consentito di rafforzare le conoscenze e le capacità dei genitori migranti a sostenere l’educazione dei loro figli, attraverso la partecipazione ai vari momenti organizzati a scuola (assemblee, laboratori, colloqui, ecc.); sensibilizzare gli insegnanti sui risultati scolastici degli alunni appartenenti a gruppi culturali minoritari e sulle cause “sociali” delle loro difficoltà di apprendimento; monitorare e valutare l'efficacia degli interventi con i partner europei al fine di garantirne la sostenibilità a lungo termine attraverso la diffusione di buone pratiche all'interno del proprio paese e dell'Unione Europea.

Tra le risorse sviluppate nell’ambito del progetto: il "family engagement tool”, uno strumento di valutazione che permette di verificare in che misura i genitori sono coinvolti nello sviluppo dei loro figli e la costruzione di profili culturali e background per le comunità immigrate presenti sul territori, tra cui un modulo connesso all'importanza dell'identità culturale di origine.

Nel settore dell’occupazione, la Commissione ha finanziato progetti per sostenere la cooperazione tra servizi per l'impiego pubblici e privati e lo scambio di buone pratiche in materia di occupazione e mobilità del lavoro attraverso 9 inviti a presentare proposte.

Tra le buone prassi la Commissione annovera il progetto italiano del CEFPAS - Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale del servizio sanitario, teso a migliorare le capacità operative del personale sanitario che lavora nei dipartimenti di emergenza.

Il progetto è uno strumento utile per fornire risposte concrete alle politiche europee in materia di sicurezza dei pazienti e per creare nuove opportunità di lavoro e di inclusione per le donne.

I risultati. Il progetto ha avuto un impatto considerevole a livello occupazionale, contribuendo all'attuazione dei principi della strategia Europa 2020. In particolare, ha proposto opportunità di lavoro nei paesi partner e negli altri paesi dell'Unione Europea, sviluppato pratiche tecnologicamente innovative nel settore sanitario, contribuito a migliorare le competenze del personale d'emergenza attraverso la promozione di strumenti di formazione innovativi; favorito la parità di genere e consentito di individuare misure innovative trasferibili e riproducibili altrove.

 

Nel settore delle condizioni di lavoro, la Commissione ha finanziato azioni che si occupano di salute e sicurezza sul posto di lavoro, partecipazione finanziaria e distacco dei lavoratori, attraverso tre bandi.

Tra le buone prassi, viene presentato il progetto “Ride - right without borders” in riferimento al distacco transnazionale dei lavoratori.

L’Azione si è posta l’obiettivo di formare e informare le autorità amministrative e le parti sociali di quattro Stati membri (Italia, Romania, Slovenia, Ungheria) sulle procedure di controllo e di coordinamento a garanzia dei diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori distaccati, di una giusta e corretta applicazione della Direttiva n. 96/71 e della Direttiva n. 2014/67 (sharepoint).

L’obiettivo del progetto è stato quello di sviluppare, agevolare e promuovere scambi e iniziative esemplari riguardo al migliore accesso all’ informazione e alla sensibilizzazione sui diritti, quali iniziative volte a fornire un’informazione più trasparente e un’adeguata assistenza alle imprese e ai lavoratori sui requisiti e le condizioni di lavoro applicabili.

I risultati. Il progetto ha formato 75 rappresentanti sindacali in Belgio, Ungheria, Slovenia e Italia sui fenomeni relativi al distacco transnazionale dei lavoratori e sulle procedure di controllo. Sono stati inoltre aggiornate banche dati sui fenomeni della concorrenza sleale e del social dumping nei quattro Stati interessati. È stato infine predisposto e pubblicato, su una piattaforma web multilingue, un manuale operativo di riferimento per ciascuno Stato, contenente informazioni sulle norme, i contratti e le procedure in atto nei rispettivi paesi.

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