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Energia e rifiuti: le possibilità dell'economia circolare

Ripensare i processi di produzione e consumo, sviluppare nuovi modelli di business e trasformare ciò che è scarto in risorsa ad alto valore aggiunto. È l’orizzonte del progetto “Verso un’economia circolare: avvio di un Centro Nazionale di Competenza in provincia di Brescia”, lanciato nella città lombarda dalla Fondazione Cogeme Onlus. L’iniziativa si inserisce dunque nel solco di quell’economia circolare che punta a diventare un paradigma di sviluppo in grado di tenere insieme tutela dell’ambiente e opportunità di lavoro. Alle basi del concetto di economia circolare, infatti, vi è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. Grazie a questo processo è possibile sia estendere il ciclo di vita dei prodotti che contribuire in maniera incisiva a ridurre i rifiuti al minimo, uno dei punti più delicati del sistema. Con interventi mirati è possibile che i materiali di cui è composto un prodotto, una volta che quest’ultimo abbia terminato la sua funzione, vengano reintrodotti nel ciclo economico, generando ulteriore valore all’interno del ciclo produttivo.

Il progetto del Centro Nazionale di Competenza di Brescia si colloca all’interno del programma quadro europeo “Orizzonte 2020”, strategia di sviluppo condivisa per garantire crescita e occupazione sostenibili attraverso un utilizzo efficace delle risorse. Diverse le aree d’interesse: tra le altre, l’avviamento di un progetto per analizzare i luoghi dell’abbandono secondo una prospettiva interdisciplinare e incentrata sul coinvolgimento attivo di differenti saperi (geografia, antropologia, urbanistica, storia, architettura). Tale progetto, che potrà essere differenziato in più filoni, cercherà di promuovere ricerche condotte all’interno di gruppi tematici differenti, avviando attività e pubblicazioni legate allo studio e promozione dell’edilizia rurale, del patrimonio storico-architettonico presente nella pianura bresciana e luoghi dello spirito. Ma è fondamentale anche la ricerca nel campo energetico: nell’ottica di ottimizzazione delle risorse e del risparmio, Cogeme ha deciso di seguire la strada del teleriscaldamento negli edifici pubblici, ossia il trasporto del fluido riscaldato (acqua) da un unico punto di produzione del calore a più punti di utilizzo anche distanti fra loro, con il vantaggio di maggior sicurezza, ecologia – sono presenti minori emissioni – e comodità.In questo senso sono stati già avviati diversi micro progetti-pilota oltre a consulenze che riguardano la realizzazione di reti di teleriscaldamento, cogenerazione con maggior uso della produzione termica e geotermia. In definitiva, gli obiettivi del programma sono:

  • costruire un centro di competenza nazionale su un tema centrale per la conversione ecologica dell’economia;
  • rendere la Provincia di Brescia un territorio pioniere nell’esplorazione e nell’applicazione dell’economia circolare;
  • diffondere a vari livelli consapevolezza e sensibilità sull’argomento;
  • coinvolgere stakeholder di vario genere nello sviluppo di proposte e progetti pilota.

Ma lo stimolo all’economia circolare in Italia arriva anche da altre fonti: nel primo anno di attività dell’iniziativa congiunta su questo tema, lanciata da Cassa Depositi e Prestiti, Banca Europea per gli Investimenti, Caisse des Dépôts, Instituto de Crédito Oficial, KfW e Bank Gospodarstwa Krajowego, sono stati finanziati progetti per un valore complessivo di 2,7 miliardi di euro. Si va da “Systema Natura”, realtà impegnata a favore di un approccio zero waste e per una catena di fornitura trasparente nell'ambito della produzione di essenze medicinali fino al “Palazzo delle Finanze” a Firenze, un intervento di recupero degli edifici esistenti, finalizzato alla realizzazione di nuovi usi produttivi e di nuovi uffici, attraverso la valorizzazione e il riutilizzo di elementi architettonici esistenti, comprendendo anche la completa riqualificazione dell'area esterna al complesso. L’obiettivo è di realizzare investimenti per un totale di 10 miliardi di euro nel periodo 2019-2023 per favorire lo sviluppo di strutture finanziarie innovative per la costruzione di reti, la crescita delle aziende e la realizzazione di progetti di ricerca e innovazione. Dal gruppo Assimoco, ancora, arriva il bando IdeeRete, con una dotazione di 650mila euro che andranno a finanziare 10-15 progetti selezionati dal Comitato Scientifico, con tagli che andranno dai 50 ai 90mila euro per un finanziamento massimo dell’80% del valore del progetto presentato. Il bando, che si chiuderà il 28 febbraio 2021, è rivolto a enti profit, non profit aziende (profit e benefit) e startup che dovranno presentare progetti realizzati all’interno del territorio italiano, di durata massima compresa fra i 18 e i 24 mesi e che permettano di misurare l’impatto positivo prodotto sulle persone, la società e il territorio. Quattro le aree di intervento: la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, in coerenza con il Green Deal della Commissione Europea, al fine di raggiungere entro il 2050 l’azzeramento delle emissioni nette di CO2; la sicurezza sismica; la sicurezza idrogeologica, lavorando a una strategia di mitigazione dei danni provocati dai cambiamenti climatici, al contenimento delle perdite della rete idrica e al miglioramento del trattamento delle acque reflue urbane; infine la mobilità sostenibile, con la promozione della mobilità elettrica, della ciclabilità e della pedonalità.

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