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Equal Salary, il premio per le aziende che riducono il gap di genere

Il divario tra uomo e donna è un argomento molto discusso nel mondo del lavoro perché ad oggi ancora non esiste un Paese che abbia raggiunto la parità anche a livello salariale. Eppure dai dati emersi dallo studio condotto dal Fondo monetario internazionale, dall’ultimo rapporto stilato dall’Eige (Istituto Europeo per l’uguaglianza di genere) e dalla Harvard Business Review, tale parità porterebbe a 28mila miliardi di dollari il Pil mondiale entro il 2025 e l’economia crescerebbe del 35%.

Si tratterrebbe di aumentare le donne nei posti di lavoro ed eliminare la distanza a livello retributivo, annullando di fatto il Gender Gap: vale a dire tutte le differenze che si riscontrano a livello economico in termini di accesso al lavoro, sociale e di istruzione. Fattori che influenzano le vite delle persone in base al loro genere di appartenenza.

Per il Gruppo Sodexo, il team di lavoro "perfetto" è composto da un 40% di donne e un 60% di uomini, anche se oggi a livello mondiale le donne occupano solo il 24% dei ruoli dirigenziali e nei Consigli di amministrazione raggiungono il 15%.

Anche i Millennials hanno una visione completamente diversa dalle generazioni precedenti in cui era l’uomo a fare carriera e la donna a occuparsi della casa: preferiscono scegliere di lavorare in un’azienda dove la parità di genere viene garantita. Proprio per spronare e stimolare le aziende nel raggiungimento della parità salariale nasce Equal Salary, fondata dalla omonima Fondazione nel 2010 da Véronique Goy Veenhuys, un’imprenditrice sociale che premia le aziende che eliminano il gap salariale. Al momento sono molte le aziende premiate e “certificate” dopo essere state analizzate e sottoposte a processi di verifica necessari per ottenere la certificazione Global Equal Salary.

In Italia nel 2019 la prima azienda che ha ricevuto il riconoscimento Equal Salary è stata la Philip Morris per l’esattezza Philip Morris Italia e Philip Morris Manufacturing & Technology di Bologna che dal 2015 si sta impegnando a coinvolgere le affiliate di tutti i paesi in cui è presente per sottoporsi ai processi: ad oggi è infatti la prima multinazionale ad essere certificata in tutto il mondo. Inoltre l’azienda ha un obiettivo da raggiungere entro il 2022: arrivare al 40% di presenza femminile nelle posizioni manageriali. Un grande sforzo per raggiungere e diventare una realtà egualitaria e inclusiva per parità di retribuzione a parità di lavoro tra uomini e donne.

Inoltre il Gender Balance – l'uguaglianza di genere – porta anche a un miglioramento delle condizioni psicofisiche. Secondo un sondaggio svolto da Reuters su 1.000 lavoratori, la parità di genere nei posti id lavoro aumenta la soddisfazione lavorativa, la felicità e la produttività, riducendo tra l'altro l’assenteismo e aumentando anche il fatturato dell’azienda stessa.

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