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European Jobs Monitor 2015

L'Europa sta cominciando ad emergere dal periodo di difficoltà che avuto inizio con la crisi finanziaria nel 2008: nell'ultimo anno, i livelli occupazionali complessivi sono aumentati più velocemente che in qualsiasi momento dal 2008 e i tassi di disoccupazione sono in calo dal settembre 2013.

Sono questi i dati principali che emergono dall’European Jobs Monitor 2015, la quarta relazione annuale dell’Osservatorio delle professioni in Europa attivo presso Eurofound, che esamina i cambiamenti occupazionali a livello nazionale e nell’Unione europea durante il periodo intercorso tra il secondo trimestre del 2011 e il 2014.

Per contrastare il problema dell’ingrossamento delle file dei disoccupati, l’Europa vuole creare nuovi posti di lavoro, migliori a livello qualitativo e produttivo e riuscire così ad elevare il tenore di vita dei suoi cittadini.

L’approccio utilizzato nell’indagine è infatti quello “jobs based” tramite cui sono descritti i fenomeni occupazionali sotto l’aspetto quantitativo (quanti posti di lavoro si sono creati) e  qualitativo (che tipo di occupazione è stata creata).

Tale approccio è funzionale a valutare la misura in cui il mercato del lavoro delle economie sviluppate si sta polarizzando, determinando una “diminuzione” dei posti di lavoro mediamente retribuiti, oppure riqualificando tramite un aumento delle professioni altamente qualificate e meglio retribuite.

Difatti in un primo momento, la crescita dell’occupazione è coincisa con una maggiore polarizzazione durante il periodo della recessione passando successivamente ad una maggiore crescita degli impieghi meno pagati e di conseguenza ad una più eguale distribuzione degli impieghi dal punto di vista retributivo.

Il rapporto, utilizzando lo stesso approccio “jobs-based”, ha analizzato gli sviluppi del mercato del lavoro in sei paesi europei, Germania, Spagna, Regno Unito, Svezia, Irlanda e Svizzera, nonché extraeuropei, Australia, Cina, Giappone, Russia, Corea del Sud e Stati Uniti.

Nel corso del triennio 2011-2014, la crescita dell'occupazione nell'Unione Europea ha registrato una polarizzazione asimmetrica, con una crescita maggiore dei posti di lavoro altamente retribuiti, una  crescita modesta nei lavori meno pagati e un calo dei posti di lavoro mediamente retribuiti.

Dal secondo trimestre del 2013, i livelli di occupazione nell'UE hanno iniziato di nuovo a salire, registrando 1,8 milioni di occupati in più nel secondo quadrimestre del 2014. La crescita occupazionale si è intensificata particolarmente nei lavori da scarsamente a mediamente retribuiti.

I settori economici in cui sono stati creati posti di lavoro aggiuntivi nelle professioni più pagate sono i servizi ad alta intensità di conoscenze, in particolar modo la categoria dei professionisti TIC operanti nella programmazione informatica, nella consulenza e nelle relative attività. La notizia rifletterebbe una transizione ben augurante verso attività ad alto contenuto tecnologico e di valore aggiunto.

A partire dal 2013 si è inoltre verificato uno sviluppo del comparto manifatturiero, che interessa sia le professioni mediamente qualificate e retribuite (tecnici), sia i profili manageriali e/o amministrativi ad alta retribuzione.

In più, rispetto al biennio precedente, i cambiamenti occupazionali per gli uomini sono stati chiaramente polarizzanti, mentre per le donne sono stati maggiormente riqualificanti. Di fatti, le donne rappresentano la percentuale più ampia della recente crescita occupazionale nel quintile più elevato. Contrariamente, gli uomini sono responsabili di una percentuale maggiore di aumento dell’occupazione nei posti di lavoro da scarsamente a mediamente retribuiti.

In particolare, due dei posti di lavoro in più rapida crescita per gli uomini sono quelli di personale dei servizi nel settore del food and beverage e addetti alle pulizie e assistenti nel settore edilizio.

Per quanto riguarda i singoli paesi, i mercati occupazionali in Germania e nel Regno Unito sono stati per lo più polarizzati, mentre in Irlanda, Spagna, Svezia e Svizzera si è verificato maggiormente il fenomeno della riqualificazione.

La sezione “Global Jobs Project” del rapporto riporta anche i principali risultati dei cambiamenti del mercato del lavoro relativi a sei paesi extraeuropei: Australia, Cina, Giappone, Russia, Corea del Sud e Stati Uniti.

I dati presentati nascono da una collaborazione, avviata da Eurofound a metà del 2013, con i ricercatori internazionali interessati ad applicare l'approccio “jobs-based”ai propri dati nazionali.

L’indagine riporta due tipologie di cambiamenti nella struttura occupazionale:
  • Una polarizzazione asimmetrica nell’UE, Giappone e USA con una maggiore crescita dei posti di lavoro ben retribuiti, una contrazione dei posti di lavoro mediamente retribuiti e una crescita modesta dei posti di lavoro a bassa retribuzione

  • Uno sviluppo chiaramente riqualificante in Australia, Cina, Russia e Corea del Sud, dove si registra un aumento dei posti di lavoro ben retribuiti e una contrazione delle occupazioni a bassa retribuzione
Attenzione particolare merita la Cina, dove l'occupazione è cresciuta di otto milioni ogni anno, dato paragonabile alla crescita dell'occupazione totale nell'UE nel periodo 2004-2013. Nel corso del quinquennio 2005-2010, a fronte dei 50 milioni di posti di lavoro persi nell’agricoltura, si è registrata una crescita netta dell'occupazione nel manifatturiero, nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, dovuta alla migrazione dalle campagne alle città in forte crescita.

Consulta l’European Jobs Monitor 2015!

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