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Generazione Z: come gestire la forza lavoro del futuro

La Generazione Z identifica i giovani nati tra il 1995 e il 2012, che entro il 2025 rappresenteranno un terzo dei lavoratori di tutto il mondo. Ma quali sono le loro caratteristiche? E soprattutto quali le loro aspettative nei confronti del mercato del lavoro? Certamente l’aspetto più significativo di questa generazione è il fatto di essere nativi digitali, utilizzano infatti la rete sin dalla nascita sono considerati avvezzi all'uso della tecnologia e dei social media che incidono fortemente nel loro processo di socializzazione. Questi ragazzi stanno trovando un mercato del lavoro frastagliato e più “fluido” rispetto alle generazioni precedenti, fattore che può denotare incertezza; tuttavia, secondo i sociologi questa nuova generazione sembra pensare maggiormente positivo, più desiderosa di aiutare il proprio paese (molto simili alla generazione del baby boom) e più concreta.

Secondo una recente ricerca dell’agenzia per il lavoro Umana, con la collaborazione scientifica dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto G. Toniolo di Milano e Valore D, l’associazione di imprese che promuove l'equilibrio di genere, i requisiti che questi giovani considerano come più importanti per trovare un’occupazione sono la capacità di adattarsi rispetto ai cambiamenti del mondo del lavoro e le competenze digitali che è necessario acquisire in maniera continua nel tempo. La cosa curiosa è come la consapevolezza di dover apprendere competenze sulle nuove tecnologie digitali sia percepita con maggiore forza dall’attuale Generazione Z rispetto alla Millennials (i nati fra i primi anni ‘80 e i primi ‘90). Per i giovanissimi, il lavoro è soprattutto “uno strumento per procurare reddito”, ma anche un “luogo di impegno personale e autorealizzazione”. Il lavoro deve essere in linea con le proprie passioni, interessi e opportunità di carriera. Aspettative che possono anche non concretizzarsi nel lavoro, per questo i ragazzi sono anche facilmente esposti a demotivazione se non trovano i giusti stimoli e valorizzazione.

Le aziende devono quindi essere attente a cogliere tutte queste sfumature, per capire come sfruttare al meglio il loro potenziale, visto che saranno la forza lavoro del futuro. Ad esempio, sempre secondo la ricerca di Umana è interessante notare come in ambito professionale, le aziende abbiano priorità molto diverse rispetto ai giovani della Generazione Z. Mentre per le prime sono cruciali la flessibilità oraria, un buon clima di lavoro e le esperienze all’estero, per i secondi al primo posto ci sono un buon stipendio e la possibilità di esprimere le proprie passioni e interessi.

Sicuramente per far esprimere al meglio il loro potenziale, il primo elemento su cui le aziende devono puntare è quello di “coltivare” questi nativi digitali. E proprio in virtù del fatto che la loro esigenza è quella di apprendere competenze digitali in maniera continua, il fattore formazione diventa fondamentale. Le aziende devono quindi investire nella formazione e nello sviluppo delle risorse attraverso esperienze innovative, incentivare il mentoring e puntare sull’innovazione 2.0. Inoltre, proprio per la loro “socialità”, i digitali sono in cerca di livelli elevati di affermazione e coinvolgimento nelle interazioni sul lavoro, riescono ad adattarsi facilmente al contesto lavorativo e non hanno paura di trasformazioni. Hanno quindi bisogno di un ambiente in cui si possano esprimere e possano riuscire a portare innovazione. Non solo, il benessere psicofisico nell’ambiente di lavoro è tra i fattori più importanti. Le aziende che offrono benefit per spingere i dipendenti all’attività fisica, riducendo stress e monotonia hanno maggiori possibilità di attrarre i nativi digitali. “Coltivare” le potenzialità dei giovani rappresenta anche un’importante leva per evitare un esodo di talenti all’estero.

In conclusione, per i giovani della Generazione Z si possono sintetizzare 5 aspetti che vengono considerati come prioritari nella scelta dell’azienda per cui lavorare; temi su cui le aziende devono concentrarsi per attirare il loro potenziale e spingerli ad entrare nel mondo del lavoro. 

  • Investire nelle nuove tecnologie. Creare un ambiente lavorativo che favorisca lo “smart working” e l’integrazione delle nuove tecnologie assicura infatti una maggiore produttività
  • Sviluppare iniziative di coaching. Dare spazio ad iniziative di formazione che possano essere in grado di aumentare anche le soft skills e le capacità trasversali dei giovani ragazzi
  • Promuovere un migliore equilibrio vita-lavoro. Offrire quindi dei benefit che permettano di affrontare efficacemente la condizione di stress quotidiano garantisce una maggiore serenità in ambito lavorativo
  • Favorire la comunicazione e il mix generazionale. Instaurare un rapporto di fiducia tra i giovani e i loro responsabili diventa fondamentale per offrire un miglior contesto lavorativo e sviluppare un team produttivo ed efficiente. Inoltre, anche favorire le relazioni tra Millennials e nativi digitali può contribuire a creare una mentalità collaborativa e orientata al successo
  • Prestare attenzione alla responsabilità sociale. La Generazione Z è molto attenta alle tematiche legate alla sostenibilità sociale ed ambientale e preferisce entrare a contatto con aziende che si fanno promotrici in prima persona di queste iniziative

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