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Green revolution: enti e istituzioni si tingono di verde

Di fronte ai cambiamenti climatici sempre più evidenti e all’emergenza nazionale lanciata da diversi stati e paesi nel mondo, il tema ambientale è sempre più oggetto di analisi da parte delle istituzioni, sensibilizzate anche dai movimenti di protesta giovanili. Nascono anche iniziative e programmi che investono in chi aiuta a migliorare la situazione climatica grazie a nuovi progetti imprenditoriali mirati, come Social Fare e Design your Impact e Welfare che impresa, in linea con le sfide lanciate dall’Onu nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. 

Le prime risposte concrete da parte delle istituzioni si evincono  dai nuovi incentivi contenuti nel  Decreto Crescita (Decreto-legge 30 aprile 2019, n.34, convertito nella Legge 28 giugno 2019, n. 58) che premiano i progetti di ricerca e di sviluppo finalizzati alla modernizzazione del tessuto industriale italiano atti a produrre un impatto positivo sull’economia e sull’ambiente. In particolare, sono previste agevolazioni alle imprese per riconvertire i processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare, la nuova economia che si pone come sfida per il futuro e per il rilancio dell’economia del Paese. Il Decreto contiene anche agevolazioni fiscali sui prodotti da riciclo e riuso, contributi ai Comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile, disposizioni varie in materia di energia, incentivi per la rottamazione e per l’acquisto di veicoli non inquinanti. 

Sul tema dell’economia circolare come sfida per il futuro, in prima linea troviamo Symbola, la Fondazione nata per promuovere un modello di sviluppo orientato alla qualità che mette in rete organizzazioni, associazioni, personalità del mondo economico, imprenditoriale e culturale, cittadinanza attiva, istituzioni, per indirizzare lo sviluppo del Paese verso un’economia sostenibile.

Lo fa attraverso la presentazione di studi e rapporti che fanno emergere il valore del Sistema Italia e il forte impegno del Paese verso la sostenibilità (impegno non sempre percepito come tale dagli stessi italiani).

Proprio in questi giorni, la Fondazione ha presentato ben due rapporti che illustrano una situazione molto positiva. Il Rapporto I.T.A.L.I.A. 2019, presentato con Unioncamere e Fondazione Edison, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Google e Ipsos Italia e il patrocinio dei ministeri degli Affari Esteri, dell’Ambiente, mostra come il nostro Paese abbia tutte le carte in regola per innovarsi e rinnovarsi nel prossimo futuro, accogliendo la sfida dell’economia verde. 

Il Rapporto dimostra che siamo il primo Paese europeo per riciclo di rifiuti col 76,9% del totale di quelli prodotti, quindi una superpotenza europea nell’economia circolare.

Inoltre, siamo primi in UE per prodotti certificati (dop, igp, stg) e per sostenibilità nell’agricoltura; Italia all’insegna anche dell’innovazione, è tra i primi 10 Paesi al mondo per investimenti in ricerca e sviluppo e siamo al sesto posto per numero di robot industriali (64 mila); infine, siamo il primo paese al mondo per la presenza di siti riconosciuti dall’Unesco.

Certamente Turismo, Agroalimentare, Arte e Cultura sono i punti di forza dell’Italia e i settori trainanti della nostra economia.

Eppure dai dati Ipsos emerge che gli italiani conoscono poco i propri punti di forza, una mancata consapevolezza in patria, molto diverso da quel che si percepisce in Europa e nel mondo. All’estero cresce la domanda di Italia, il desiderio di made in Italy nel mondo è cresciuto del 56% tra il 2015 e il 2018. 

Tutti dati che parlano di sostenibilità ambientale, efficienza economica, produttiva e di innovazione. Un quadro destinato a migliorare ulteriormente, secondo il Rapporto GreenItaly 2018, presentato a pochi giorni di distanza dal Rapporto Italia, insieme a Unioncamere e Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che misura la forza della green economy nazionale. Dal Rapporto emerge una tendenza positiva di crescita in futuro in termini di sostenibilità e innovazione, se si considerano gli ultimi dati: questi ultimi indicano come le imprese italiane dell’industria e dei servizi (345.000, un quarto del totale) abbiano investito negli ultimi 5 anni in prodotti e tecnologie green per affrontare il futuro, riducendo l’impatto ambientale, risparmiando energia e contenendo le emissioni di CO2. Si sono dimostrate più competitive, esportano e assumono di più. Le aziende “green” hanno un maggiore dinamismo sui mercati esteri, nettamente superiore al resto del sistema produttivo italiano, con specifico riferimento alle imprese manifatturiere. Inoltre, hanno una ricaduta molto positiva sull’occupazione: sono 3 milioni i nuovi green jobs, con 474.000 di nuovi contratti attivati quest’anno. 

Insomma, la strada “verde” sembra essere la vera risposta alla crisi e l’unica vera chiave per vincere la sfida globale sul clima.

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