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GreenItaly 2015

Nel 2015, il 14,9% delle assunzioni previste dalle imprese riguarda i Green Jobs: una crescita di 4 punti percentuali rispetto al 2009. In termini assoluti, si tratta di quasi 74.700 assunzioni di professionisti green e di 219.500 assunzioni associate alla richiesta di competenze ‘verdi’.   

Questi alcuni dei numeri contenuti in GreenItaly 2015, il sesto rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai, che conferma la forza sempre maggiore di questo paradigma economico.   

La propensione al green abbraccia tutti i settori dell’economia - da quelli più tradizionali a quelli high tech, dall'energia ai rifiuti, dalla manifattura alla chimica, dall'agroalimentare all’edilizia– e sale al 32% nel manifatturiero.

Nel dettaglio, sono 372.000 le imprese italiane dell'industria e servizi che hanno investito nel periodo 2008-2014, o prevedono di farlo entro la fine del 2015, in prodotti e tecnologie green, ovvero il 24,5% dell'intera imprenditoria extra-agricola.  

Ma perché investire sulla green economy?

Le imprese green oriented hanno un dinamismo sui mercati esteri nettamente superiore al resto del sistema produttivo italiano: esportano nel 18,9% e sono più presenti nei mercati extra-europei: India, Cina, Sudafrica e Arabia Saudita. Ma queste imprese innovano anche di più (21,9%) rispetto alle imprese che non puntano sull’eco-efficienza.

L’investimento sulla sostenibilità ambientale ha spinto l’intero sistema produttivo nazionale verso una leadership europea nelle performance ambientali, aprendo la via all’economia circolare: un nuovo modello di sviluppo che somiglia molto all’economia a misura d’uomo, basandosi sul concetto del riutilizzo delle materie di scarto.

Non a caso, le informazioni statistiche messe a disposizione da Eurostat ci dicono che a parità di valore prodotto, le aziende green utilizzano meno materie prime ed energia e producono meno rifiuti ed emissioni della media Ue.

Queste interessanti dinamiche si riflettono anche sull’occupazione verde: le imprese green prevedono di assumere nel 2015 più di 314.000 professionisti dell’ambiente, il 43,6% del totale delle assunzioni previste nell’industria e nei servizi per l’anno in corso. Nel manifatturiero si sfiora il 60%.

I green jobs producono una domanda soprattutto nell’edilizia, comparto nel quale si sta diffondendo una certa sensibilità “green” – legata soprattutto alla riqualificazione degli edifici– anche sotto l’impulso di importanti cambiamenti normativi e di sostegni di politica economica, come il credito di imposta e l’eco-bonus.

Dopo l’edilizia, il settore che assorbe maggiori quote di assunzioni è quello dell’industria in senso stretto, in particolare l’industria estrattiva.

Fra i servizi, quelli informatici e di telecomunicazioni hanno una quota di assunzioni previste di green jobs estremamente elevata (54%).

Quello dei green jobs è un segmento del mercato del lavoro solido e stabile: più della metà delle assunzioni previste di green jobs nel 2015 avverrà, infatti, tramite contratti a tempo indeterminato, più di un profilo su dieci sarà poi assunto con contratto di apprendistato, mentre solo un professionista dell’ambiente su tre sarà reclutato con contratto a termine.

Qual è la geografia della Green Italy?

La distribuzione territoriale delle imprese che hanno effettuato eco-investimenti è legata al modello di specializzazione produttiva territoriale: prevale il nord-ovest dove si concentrano la grande impresa e l’attività manifatturiera, mentre il sud si posiziona a circa un punto e mezzo di distacco, nonostante le grandi potenzialità che molte aree meridionali hanno. 

In particolare, con quasi 71.000 casi (poco meno di un quinto del totale) è la Lombardia la roccaforte delle imprese green. Seguono a distanza Veneto, Lazio, Emilia Romagna e Campania.

A livello provinciale, Milano e Roma staccano in maniera netta le altre province italiane seguite a distanza da Napoli e Torino, in una classifica che sostanzialmente premia le province urbane.

Puntando sul Green – ci dicono i numeri di Symbola e Unioncamere l’Italia ha saputo guardare avanti, rafforzando la propensione ad innovare e la capacità di competere nel mondo. Così facendo si è affacciata su una dimensione più collaborativa dell’economia, incoraggiando il diffondersi di nuovi stili di vita, più attenti all’ambiente come bene comune.

Consulta il rapporto Green Italy 2015

 

  

 




 

  

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