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I progressi digitali nell'UE: focus sull'eGovernment

La creazione di posti di lavoro e il rilancio l'economia europea sono strettamente legati alla creazione del mercato unico digitale che si concretizza in iniziative come lo sviluppo del cloud computing, dell'industria 4.0, l'aumento del commercio elettronico, la connettività dei dati mobili senza confini, l’accesso semplificato alle informazioni e ai contenuti nel rispetto della privacy personale.

Quali progressi sono stati realizzati finora? Un quadro sull’attuazione del mercato unico digitale è fornito dal Digital Economy Society Index (DESI), l'Indicatore di digitalizzazione dell'economia e della società che misura il grado di diffusione del digitale nei paesi Ue, i cui dati sul 2016 sono stati presentati lo scorso 23 maggio. Un ruolo chiave allo sviluppo dell’ICT è svolto dal programma Horizon 2020. Nei suoi primi due anni di attuazione, H2020 ha contributo stanziando 2.4 miliardi di euro di finanziamenti  a 850 progetti nel campo delle nuove tecnologie informatiche e attirando 3.312 organizzazioni. Reti del futuro, sistemi cognitivi e robotica sono le aree di ricerca che coinvolgono il maggior numero di partecipanti.

Nel DESI sono presi in considerazione cinque diversi aspetti che interessano, complessivamente, oltre 30 indicatori legati a:

  • Connettività. Quanto è diffusa, veloce e affidabile la banda larga in ciascun Paese dell’Unione
  • Capitale umano/Competenze digitali. Quali sono le digital skills della popolazione e della forza lavoro
  • Utilizzo di Internet. L’uso di attività online, dalla lettura di notizie alle pratiche bancarie fino allo shopping
  • Integrazione della tecnologia digitale. Come le aziende integrano le principali tecnologie digitali (come ad esempio fatturazione elettronica, servizi cloud, e-commerce ecc.).
  • Servizi pubblici digitali (cd. eGovernment).

Dallo scorso anno - quando è stata pubblicata la Strategia per il Mercato unico digitale della Commissione - gli Stati membri hanno fatto progressi in settori come connettività, competenze digitali e servizi pubblici ma l'Europa resta indietro rispetto ai leader mondiali del digitale. In Italia, nel corso dell'ultimo anno, la digitalizzazione è cresciuta più della media europea: per questo entra a far parte del cluster di Paesi catching up che partono da una posizione di svantaggio ma il cui punteggio cresce più velocemente di quello medio della Ue rispetto all’anno precedente.

Scendendo nel dettaglio, sono molto positivi i dati sullo sviluppo dell’eGovernment: parliamo di tecnologie dell’informazione e della comunicazione in grado non solo di gestire la documentazione in maniera più agile ed efficace, ma anche di offrire a cittadini e imprese servizi nuovi, rapidi ed efficienti. Per il periodo 2016-2020 il piano di azione comunitario prevede che i servizi pubblici siano concepiti in un’ottica user-friendly. Per questo è stata avviata la consultazione pubblica che ha coinvolto singole persone, aziende e autorità e si è conclusa a gennaio 2016.

Uno degli aspetti sollevati è quello dell’accessibilità ai servizi, la quale dovrebbe avvenire anch’essa online e in modo semplice, senza duplicazioni. Nello specifico sui sistemi di identità elettronica l’Italia insieme all’Ungheria è citata tra le buone pratiche.

Nel nostro Paese il 2016 è, infatti, l’anno dello SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), un’unica identità digitale per accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione. Conforme agli standard UE eIDAS, SPID è stato lanciato per un primo gruppo di 300 servizi e raggiungerà tutte le restanti amministrazioni pubbliche entro la fine del 2017. Per il futuro questo sistema di identificazione digitale potrà interessare anche servizi privati, come le banche.

I progressi dell’ultimo anno non finiscono qui. È stata attivata una nuova versione del portale nazionale degli Open Data che raccoglie dati delle amministrazioni nazionali, regionali e locali. Secondo la Carta internazionale, firmata anche dall’Italia ad ottobre 2015, si intende garantire uniformità di contenuti, metadata di buona qualità e dati in formato aperto.
I prossimi obiettivi – tra loro complementari - sono aumentare il tasso di utilizzo dei servizi di eGovernment anche ampliandoli e sviluppare le competenze digitali dei singoli cittadini.

 

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