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Videogame solo un gioco? Non più, ora portano lavoro e opportunità

Il videogioco è una fonte di lavoro. Può apparire strano a molti, associare il ludico alla professione, ma ormai da qualche tempo, le due diverse sfere si sono intrecciate fra loro e il futuro promette un legame sempre più forte. Nei fatti già oggi, in ambito lavorativo, il videogame è un vero e proprio sbocco professionale.

Sono tante le nuove opportunità lavorative che nascono proprio grazie ai videogiochi e più in generale alle tecnologie emergenti. In tal senso, non si deve pensare al settore videogame come a un ambito legato solo a programmatori, grafici, developer e generici tecnici informatici; bensì a un sottobosco formato da figure professionali altamente creative, che si occupano sempre più dei contenuti veri e propri del prodotto: doppiatori, sceneggiatori, direttori artistici, produttori e anche game tester, ovvero personale specifico che viene assunto dalle aziende produttrici di videogame per provare le potenzialità di un nuovo articolo ludico, al fine di evidenziarne eventuali punti di criticità, con l’obiettivo di migliorarli prima della vera e propria entrata nel mercato aperto al pubblico.

La gestione dei contenuti inerenti la cosiddetta realtà virtuale aumentata e la programmazione dei videogiochi saranno sicuramente al centro delle maggiori professionalità che si svilupperanno da qui al 2030. Secondo un recente studio della fondazione svizzera, World Economic Forum, si stima che solo nel prossimo biennio, in ambito neotecnologie e grazie anche alla forte implementazione dei videogiochi, intelligenza artificiale, machine learning e computer vision si registrerà nel mondo un incremento di circa 60 milioni di nuovi posti di lavoro.

Due gli elementi su cui però riflettere oggi in merito al binomio videogame-lavoro, al fine di poter avere un futuro migliore ed efficace da un punto di vista professionale: la formazione e la presenza delle donne. Per il primo tema, si evidenzia come già oggi numerose aziende cerchino figure professionali che non si trovano sul mercato. Quindi diventa fondamentale ora e per gli anni a seguire creare percorsi formativi ad hoc per i più giovani, per le nuove generazioni, in modo da poter poi sfruttare appieno le possibilità che offre e offrirà il settore videogame. Sul tema donne funge da spunto di riflessione un sondaggio condotto in Inghilterra dall’Associazione Nazionale Degli Insegnanti, l’University College di Londra e l'Ocse Education And Skills: su un campione di 13mila studenti di scuole elementari inglesi, in età compresa tra i 7 e gli 11 anni è stato evidenziato come per le femmine, l’aspirazione professionale futura legata al mondo dello sport è al terzo posto come preferenza (anteceduta da veterinario e insegnante); esattamente come per i maschi, che però posizionano parimenti sullo stesso gradino del podio anche social media, videogiochi e carriera nelle forze armate. Scavando più in profondità appare chiaro come la stragrande maggioranza delle femmine sia indifferente al mondo dei videogiochi. Da questo punto di vista è quindi di vitale importanza avvicinare sempre più le aziende alle scuole, in modo da poter sviluppare nei ragazzi, fin dalla tenera età, una propria consapevolezza professionale, che non sia soggetta alle differenze di genere e al background personale e familiare. Un caldo invito va fatto anche alle case produttrici di videogame, che devono cercare di realizzare prodotti sempre più trasversali, con contenuti e modalità di gioco il più possibile appetibili, sia per un pubblico maschile sia femminile.

In conclusione, un altro errore da non commettere è pensare che il settore dei videogame sia di nicchia, tipico di Stati Uniti e Paesi asiatici, perché l’Italia, anche grazie al numero di videogiocatori e appassionati della materia che aumentano anno dopo anno, ha la sua buona fetta di mercato. Fra le realtà che oggi offrono importanti opportunità lavorative nel nostro Paese, ci sono ad esempio Ubisoft, Milestone e Forge Reply, che cercano attualmente 3D Animator, Game Designer, Gameplay Programmer, Associate Producer, Level Designer, C++ Game Developer, Animation Coordinator e tanti altri profili professionali.

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