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ILO: tendenze occupazionali 2015

L’occupazione nel settore dei servizi rimarrà la più dinamica in termini di creazione di posti di lavoro durante i prossimi cinque anniˮ. È quanto si legge nel Rapporto sulle Prospettive occupazionali e sociali nel mondo - Tendenze 2015 (World Employment and Social Outlook – Trends 2015), pubblicato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere i diritti dei lavoratori, migliorandone le condizioni e la sicurezza a livello globale.

Sarà il settore terziario a testimoniare la crescita più consistente dal punto di vista occupazionale
, con un terzo della manodopera globale impiegato nell’erogazione privata di servizi.

Altro importante giacimento di nuovi posti di lavoro saranno i servizi pubblici della sanità, dell’educazione e dell’amministrazione, rappresentando il 12 per cento dell’occupazione totale.

Al contrario, si attende una sensibile riduzione del tasso di occupazione negli impianti industriali delle economie avanzate, che dovrebbe stabilizzarsi leggermente sotto il 22 per cento. Ciò è dovuto alla diminuzione della creazione di posti di lavoro nel settore delle costruzioni rispetto al periodo 2010-2013. Nessuna crescita per il settore manifatturiero, stabile al 12% dell’occupazione globale nel 2019.


Quali saranno i lavori più richiesti nei prossimi cinque anni?

Le tendenze globali mostrano significative variazioni regionali, con lavori mediamente qualificati
(tipici del settore manifatturiero) che scompaiono nelle economie avanzate ad un ritmo più veloce che nei paesi emergenti e in via di sviluppo.

Al tempo stesso, si registra un aumento sia dei lavori poco qualificati non di routine – come il personale di sicurezza e alcuni assistenti sanitari – sia dei lavori intellettuali altamente qualificati e  non di routine – come gli avvocati e gli ingeneri informatici.

Aumenta anche la domanda per lavori che richiedono una interazione diretta, come la sanità e le cure alla persona. Questa tendenza segnala l’emergenza di una ampia economia delle cure.

Lo spostamento dell’occupazione verso il settore servizi e il declino del settore manifatturiero implica un
cambiamento nella domanda delle qualifiche professionali. Le persone che prima occupavano lavori altamente qualificati dovranno acquisire nuove competenze oppure dovranno affrontare la prospettiva di competere per lavori al livello più basso della scala delle qualifiche.

Il rapporto individua nella rivoluzione tecnologica la causa principale della
riduzione del numero di posti di lavoro nella fascia intermedia della scala delle qualifiche, dal momento che consente di automatizzare le mansioni di routine. Al tempo stesso, le innovazioni digitali producono dei cambiamenti nelle catene e nelle reti di approvvigionamento globali, comportando la rilocalizzazione dei posti di lavoro.

Si assiste così ad una dicotomizzazione del mercato del lavoro: da una parte i lavori di bassa manovalanza,  ovvero carpentieri, meccanici, idraulici, e simili, dall’altra le professioni altamente qualificate, che verranno potenziate, piuttosto che annientate dalle tecnologie. S
aranno, invece, sempre più in pericolo i lavori impiegatizi intermedi: i contabili, i mestieri legati ai trasporti, alla meccanica, al mondo delle costruzioni.


Quali saranno le conseguenze sui salari e sulle diseguaglianze?

L’ILO rileva che il declino dei lavoratori mediamente qualificati è uno dei fattori che contribuirà ad aggravare gli squilibri di reddito a livello mondiale, con il 10 per cento più ricco che guadagna tra il 30 e il 40 per cento del reddito globale, mentre il 10 per cento più povero guadagnerà tra il 2 e il 7 per cento del reddito totale.

Il rallentamento nella crescita dell’occupazione industriale impedirà ai lavoratori di uscire dalla povertà, considerato che i lavori altamente qualificati non sono accessibili a coloro che non hanno ricevuto una educazione formale e non hanno opportunità di formazione.

Da qui le sollecitazione dell’Agenzia delle Nazioni Unite a ridurre le disuguaglianze al fine di accelerare la crescita economica globale, cui faranno seguito sostanziali miglioramenti nel mercato del lavoro.

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