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Il futuro del lavoro e la competitività in Italia

Le prospettive dell’economia italiana nell’era digitale, le tendenze del mercato del lavoro - in particolare quello giovanile - e le proposte del Sistema camerale.

Sono questi alcuni dei contenuti del rapporto annuale Unioncamere, dal titolo “Alimentare il digitale. Il futuro del lavoro e della competitività in Italia”, presentato il 21 maggio, a Roma, in occasione della 13° Giornata dell’Economia.  

Lo studio rappresenta il momento di sintesi dell’attività di ricerca svolta congiuntamente da Unioncamere e dalle Camere di commercio e contiene segnali incoraggianti rispetto allo scenario macroeconomico e alle previsioni di sviluppo.  

Ma quali sono le tendenze della demografia imprenditoriale italiana?

A differenza del 2014, anno in cui le imprese manifestavano dei timidi segnali di ripresa, il rapporto evidenzia per il 2015 un sostanziale aumento nei programmi occupazionali delle piccole e medie imprese. A guidare il passo della crescita sono soprattutto quelle che hanno saputo cogliere le sfide dell'economia digitale e, in generale, immettersi sulla strada dell'innovazione.

Il bilancio è pari a un tasso di crescita del numero delle imprese registrate dello 0,53%, più che doppio rispetto all’anno precedente (+0,21%).

La ripresa maggiore, in termini assoluti, si registra nelle Attività di alloggio e ristorazione (+10.910 unità), nei Servizi di supporto alle imprese (9.290) e nel Commercio (7.548).

A contribuire al sostanziale mantenimento della base imprenditoriale del nostro Paese c’è anche l’imprenditoria straniera: Marocco, Cina, Albania e Bangladesh si confermano i paesi d’origine delle comunità imprenditoriali estere più rappresentate in Italia.

In relazione poi all’imprenditoria femminile, i dati del rapporto evidenziano una crescita di oltre 15.000 unità, fra marzo e dicembre 2014, nel numero di imprese gestite da donne (pari quasi all’85% della crescita della base imprenditoriale italiana). 

Il numero di imprese giovanili (guidate da under 35) rappresenta invece il 10,6% delle iniziative imprenditoriali presenti in Italia, con le regioni del Mezzogiorno nelle prime otto posizioni della classifica, in riferimento alla spinta all’autoimpiego da parte dei giovani. 

.. e quali le prospettive occupazionali e la domanda di lavoro espressa dalle PMI per il 2015?

Dal rapporto si evince una crescita della quota di PMI che prevedono assunzioni nel corso dell’anno: rispetto alle previsioni formulate per il 2014, si prevedono quasi 23 mila “entrate” in più (+4,0%) con un orientamento decisamente netto nella direzione di una maggiore stabilità.

Per quanto riguarda le dinamiche settoriali, il settore trainante la ripresa della domanda di lavoro è quello industriale.

In riferimento all’età dei candidati, il messaggio che emerge dallo studio è chiaro: non è l’età che conta, ma quanto ogni candidato all’assunzione risponderà a quanto richiesto dalle imprese in termini personali e professionali. 

Quali sono le opportunità per l’economia nell’era digitale?

Delle 210 mila imprese che nel 2015 prevedono di assumere, sono le aziende che esportano e quelle innovative – in particolare quelle che operano in Rete – a stimolare in maggior misura la crescita occupazionale, soprattutto giovanile e qualificata.

Uno dei temi centrali del rapporto di ricerca riguarda, infatti, le opportunità dell’economia di Internet: le imprese oggi attive sulla Rete hanno una propensione ad assumere pari al doppio di quelle offline. Non solo, l’utilizzo di professionalità legate alla crescita dell’economia digitale si traduce in un incremento della produttività, un aumento del fatturato, una più marcata presenza sui mercati internazionali.

Come evidenzia la Commissione Europea, le competenze digitali rappresentano ormai delle gateway skills, che si stima saranno cruciali per l’85-90% in tutti i lavori entro il 2020: da un lato perché possono contribuire al perfezionamento delle competenze tipiche delle professioni della “old economy”, dall’altro perché rappresentano uno sbocco privilegiato per i giovani.

Social media manager, e-commerce manager, Web reputation manager e Datawarehouse manager sono le posizioni più richieste, e valgono in Italia un mercato di oltre 13 milioni di euro.

 Questi dati aiutano a comprendere la scelta dello slogan del Rapporto “Alimentare il digitale. Il futuro del lavoro e della competitività dell’Italia”, che sottolinea il ruolo decisivo della componente giovanile per l’ammodernamento e lo sviluppo del tessuto economico italiano: perché oggi due imprese guidate da “under 35” su tre nascono sfruttando le opportunità della rete; perché una startup innovativa su quattro è creata da giovani; perché un giovane “under 30” su dieci trova lavoro nel campo dei servizi tecnologici.


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