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Il mestiere del docente: come la digitalizzazione l'ha portato a evolversi

Sono molti i settori che nel corso degli ultimi mesi hanno subito autentiche rivoluzioni, capaci di ridisegnare intere aree lavorative. Fra gli ambiti interessati dal cambiamento “forzato” (o quantomeno “meglio indirizzato”), a causa dell’epidemia da Covid-19, tuttavia, quello relativo all’insegnamento è indubbiamente tra i più coinvolti, sia per il carattere pedagogico insito nel sistema scolastico, sia per la rilevanza sociale che questo comparto riveste all’interno della società. Oltretutto il cambiamento è stato repentino: nessuno poteva immaginare quello che sarebbe accaduto a partire da marzo scorso, quando le scuole hanno chiuso prima per qualche giorno, dopo per settimane, infine per mesi, fino alla fine dell’anno scolastico. Una situazione senza precedenti, che ha richiesto a istituzioni, dirigenti scolastici e docenti di pensare a nuove soluzioni capaci di tenere in piedi l’insegnamento, anche in condizioni “innaturali” per lo svolgimento delle lezioni, vale a dire in assenza dei protagonisti ultimi delle giornate a scuola: i ragazzi e le ragazze, gli alunni. La risposta, di fatto obbligata è andata sostanzialmente in una direzione: il potenziamento della didattica a distanza, da remoto, reso possibile dallo sviluppo delle tecnologie e dall’accessibilità all’uso di internet garantito ormai alla quasi totalità della popolazione. Abbiamo così assistito al fiorire di lezioni svolte in streaming sul pc, a interrogazioni davanti al monitor, allo scambio di informazioni tramite chat.

Con il perdurare dell’emergenza e la conseguente impossibilità a tornare in aula, nel corso delle settimane le tecniche messe a punto dai docenti sono andate affinandosi. Una traiettoria che andrà ulteriormente potenziata nei prossimi tempi: non è ancora possibile fare previsioni sulla pericolosità del Coronavirus nei mesi che segneranno la riapertura dell’anno scolastico 2020-2021, ma è chiaro che sebbene si stia ragionando in termini di distanziamento da attuare in classe – consentendo in questo modo il rientro progressivo degli studenti nelle aule, con modalità che verranno definite – il sostegno delle tecnologie e in generale l’apprendimento di nuove skill lavorative non andranno disperse, anzi, faranno parte del processo di ammodernamento dell’insegnamento, peraltro già in atto da tempo.

In questo senso sono diverse le iniziative formative attivate per garantire ai docenti, sia quelli già in carica, tanto i futuri insegnanti (all’orizzonte sono previste oltre 37mila assunzioni per il prossimo anno scolastico), la possibilità di migliorare ulteriormente le metodologie pedagogiche in vista di mesi che si annunciano ancora complicati, seppure in un quadro di progressivo ritorno alla normalità. Già con il Decreto legge n.18 del 17/03/2020, del resto, il Governo aveva stanziato per il 2020 5 milioni di euro destinati alla formazione del personale scolastico sulle metodologie e tecniche per la didattica a distanza, sulla base dei bisogni delle istituzioni scolastiche del territorio. Nella sezione dedicata del sito web del Ministero dell’Istruzione sono raccolti alcuni strumenti multimediali utili da questo punto di vista. Ma le iniziative per formare gli insegnanti sostenendoli in questa nuova pagina del lavoro sono diverse: è il caso del progetto a cura di Scuola di Robotica, un’associazione no profit fondata nel 2000 da un gruppo di robotici e studiosi di scienze umane con l’obiettivo di promuovere cultura mediante attività di istruzione, formazione, educazione e divulgazione delle arti e delle scienze coinvolte nel processo di sviluppo della robotica e delle nuove tecnologie. Sul sito della piattaforma sono presenti vari corsi: Tecniche Visuali e Partecipative per Aule Digitali, Comunicazione e Negoziazione per Aule Digitali, Tinkering come Strumento Educativo, e ancora Didattica a Distanza con la robotica e altri strumenti innovativi per la scuola primaria e Secondaria di Primo Grado.

L’Associazione ToKalon e IdeAttivaMente invece hanno creato corsi su misura sugli strumenti della GSuite for Education, il pacchetto di software e strumenti per il cloud computing offerti in abbonamento da Google. Si tratta di incontri snelli, della durata di poche ore, a piccoli gruppi e con il docente in diretta per stimolare al massimo l'interazione tra i partecipanti, con esercitazioni e molti esempi pratici di applicazione per rendere la formazione subito spendibile. Tra gli obiettivi dell’iniziativa, quello di consolidare lo sforzo fatto in questi mesi per permettere agli insegnanti di utilizzare gli strumenti GSuite e altri piccoli tools anche nella didattica in presenza, perché si tratta di procedimenti dalle potenzialità interessanti anche in aula. Ancora, da segnalare il progetto di formazione CampuStore Academy, rivolto a dirigenti, docenti e personale scolastico. Le proposte includono corsi sviluppati sulle priorità formative evidenziate nel Piano Nazionale della Formazione del MIUR e nel decreto Cura Italia e offrono strumenti concreti per chi lavora nel modo della scuola, con percorsi specifici sulla didattica a distanza per docenti digitali, Google for Education, Microsoft Office 365,  STEAM, coding, robotica a distanza oltre a idee e consigli su specifiche discipline d’insegnamento. I webinar dedicati alla didattica a distanza comprendono più di 35 titoli e 40 ore di contenuti fruibili gratuitamente: tutti strumenti che rivestiranno un’importanza strategica per la formazione del personale docente del presente e del futuro.

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