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Il ruolo del manager oggi tra nuove skill e competenze specifiche

Età media sempre più bassa e uno spiccato orientamento all’innovazione. Sono questi i dati principali emersi in riferimento al profilo dei manager: l’analisi deriva da una recente ricerca internazionale condotta da Heidrick&Struggles, società che si occupa di selezionare i manager per le aziende. Lo studio è stato condotto su un campione di 412 manager di vario grado: per un terzo si è trattato di capitani di azienda, per un altro terzo di vicepresidenti, e infine per un terzo di direttori o gestori di fondi. Tra gli intervistati otto su dieci erano uomini e due su dieci donne. Proprio il fronte della parità di genere, al netto dei miglioramenti registrati negli ultimi tempi, resta l’elemento su cui occorre concentrare nuovi sforzi: a livello globale le donne rappresentano solo il 5% degli amministratori delegati.

L’impatto del rinnovamento anagrafico resta in ogni caso un aspetto di tutto rilievo. Secondo lo studio, in Italia il 25% degli amministratori delegati riesce a raggiungere il proprio ruolo prima dei 45 anni, con un dato che supera di tre punti la media internazionale. È evidente che il ringiovanimento dei manager passa attraverso l’apertura sempre più fitta alle nuove tecnologie, aspetto sul quale la pandemia da Covid-19 ha avuto un suo peso: la pandemia ha introdotto nuovi stili di leadership e nuove modalità per guidare e gestire i team. Ha fatto emergere alcune nuove parole d’ordine – ad esempio in ambito organizzativo – e nuove esigenze per le aziende che devono guardare oltre la crisi, con scelte coraggiose e lungimiranti. Sulla base dell'esperienza di questi mesi e dei macrotrend in corso, si delineano alcune caratteristiche del manager del 2021, che vanno dalla gestione dei processi relativi alla trasformazione digitale, e all’avvento dello smart working.

In riferimento alle competenze che il manager contemporaneo dovrebbe possedere, Keystone, la linea di business di Randstad dedicata alla ricerca e selezione di profili executive, ha stilato il decalogo delle caratteristiche che deve avere il ceo di successo nel 2021 sulla base dell’esperienza dei grandi Ceo alla guida delle più importanti aziende globali. Dallo studio condotto è emerso che un buon manager deve essere innanzitutto vicino alle persone: per essere riconosciuto come un leader, deve conoscere i suoi collaboratori e parlare il loro stesso linguaggio, ritagliato sul piano favorevole all’azienda, e saper indirizzare l’impresa nel medio-lungo periodo, preparandola al domani. Deve tracciare la strada e definire l'indirizzo strategico, in modo da fornire a tutti i lavoratori il senso della sfida comune a cui sono chiamati a prendere parte.

È fondamentale, inoltre, avere uno stile di leadership inclusivo: lo studio di Keystone ha mostrato come la sfida della pandemia abbia rafforzato il concetto di alleanza per un progetto comune. Proprio per questa ragione occorre investire con forza nel capitale umano, stimolare la crescita individuale, promuovere upskilling e reskilling ad ogni livello aziendale e stimolare la creatività: in modelli di lavoro sempre più agili, incentrati sulla responsabilizzazione individuale, non è il controllo a portare risultati, ma il coinvolgimento di tutti, la disponibilità a mettersi in gioco, l’imprenditorialità, con il contributo di libertà, idee, creatività e passione che il ceo deve impegnarsi a promuovere.

Infine, è fondamentale che il ceo sia riconosciuto come guida dell'azienda grazie ad una credibilità fondata su autorevolezza, serietà, affidabilità e coerenza, costruendo una reputazione nel tempo; allo stesso tempo, secondo lo studio Keystone, resta fondamentale – ma questo vale in tutit i campi – la capacità di mettersi in discussione, imparando dalle proprie esperienze. Tutti passi decisivi per la costruzione di un manager in linea  con le richieste del mercato.

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