provincia di: Tutte
Seguici:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

La farmaceutica tra tecnologia e nuove opportunità

L’Italia riveste da anni un ruolo di leadership in Europa nell’ambito dell’industria farmaceutica, come dimostrato dai numeri importanti registrati nel 2018: valore della produzione pari a circa 32 miliardi di euro e crescita dell’export costante (+117% in 10 anni). Il settore è vivace e propositivo, con tante offerte di lavoro per laureati (appena il 10% degli addetti farmaceutici è infatti oggi in possesso del “solo” diploma) ed è anche in continua evoluzione.

Non a caso, secondo gli ultimi dati di Farmindustria sono previsti circa 3mila nuovi posti di lavoro entro il 2021 nel settore e di queste unità, circa la metà riguarderanno “nuove” mansioni. Il lavoro si evolve quindi, anche in questo ambito, grazie a innovazione e digitalizzazione, imponendo così alle imprese farmaceutiche la ricerca costante di nuove figure professionali, che siano caratterizzate da una forte multidisciplinarietà e formazione continua. Proprio alla luce di questo fatto, il Politecnico di Milano e l’Humanitas University, realtà da sempre attente alle evoluzioni del mercato del lavoro hanno lanciato nei mesi scorsi un nuovo corso di laurea internazionale, denominato Medtech School, che prenderà il via da questo anno accademico 2019/20. Durerà sei anni e si svolgerà in lingua inglese, integrando e potenziando le competenze del medico chirurgo con quelle tipiche dell’ingegnere biomedico. Medicina di precisione, terapie geniche, intelligenza artificiale, neuro-robotica e big data sono solo alcuni dei temi centrali che si fonderanno fra loro al fine di formare una figura professionale quindi tutta nuova, una sorta di medico-ingegnere, adatta al futuro del settore, contraddistinta da competenze quindi decisamente più trasversali del consueto. Come indicato recentemente dal presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, serviranno sempre più medici che in pratica svolgono anche attività manageriali, matematiche, ingegneristiche e addirittura, in taluni casi, informatiche.

L’evoluzione repentina degli ultimi anni nella professione nel settore farmaceutico è figlia delle tecnologie utilizzate nel settore industriale, sempre più all’avanguardia e in generale dell’innovazione internazionale che modifica ogni giorno di più il modo di lavorare. Si parla “banalmente” di stampe tridimensionali di protesi ed elementi microscopici da inserire all’interno del corpo umano, fino ad arrivare alla blockchain e la robotica, che si stanno affacciando sempre più nell’ambito professionale di riferimento.

Dati alla mano, le nuove assunzioni previste da qui al 2021 coinvolgeranno soprattutto under 35, con contratti a tempo indeterminato (circa l’80%) e riguarderanno quasi paritariamente uomini e donne (quest’ultime al 42%, ben al di sopra del 29%, che rappresenta al momento la presenza femminile nel settore industriale italiano).

Un’opportunità quindi da non sottovalutare per tutti i giovani che si avvicineranno prossimamente al mondo universitario e in tal senso dovrà esserci una vera e propria inversione di tendenza nel Paese. Attualmente infatti in Italia, ogni anno nemmeno l’1,5% dei giovani under 29 si laurea in discipline cosiddette Stem (ovvero Science, Technology, Engineering and Mathematics) e questo comporta un mismatch importante, che rischia di spostare l’attenzione delle nostre imprese altrove nella ricerca di “talenti freschi”. Come ad esempio in Germania e Regno Unito, paesi in cui secondo gli ultimi dati a disposizione, la percentuale di giovani laureati Stem è praticamente doppia rispetto a quella italiana. È quindi importante prendere pienamente coscienza al più presto del fatto che nell’ambito farmaceutico (e non solo), la digitalizzazione creerà nuove opportunità di lavoro, anziché cancellare o sostituire le varie professionalità già esistenti.

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: