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V Conferenza sull'orientamento permanente

La V Conferenza internazionale sulle politiche per l’orientamento permanente, tenutasi a Roma dal 20 al 22 ottobre 2014, si inserisce nell’ambito del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea ponendosi  l’obiettivo di presentare le recenti evoluzioni in alcuni Paesi e di illustrare le migliori pratiche.

Al centro dei lavori, le politiche nazionali per l’orientamento lungo tutto l’arco della vita.
L’evento, che ha visto la partecipazione di 36 delegazioni provenienti dai paesi membri, è stato organizzato dalla rete europea per le politiche di orientamento permanente Egnlp (European lifelong guidance policy network), che supporta lo sviluppo della cooperazione europea sull’orientamento permanente negli ambiti dell'istruzione e del lavoro. Ne fanno parte trentuno Paesi, oltre a diverse agenzie europee, tra cui il Cedefop e l’Etf - European Training Foundation, e strutture internazionali come lo Iaevg - International association for educational and vocational guidance e l'Iccdpp - International centre for career development and public policy.

In riferimento agli obiettivi e alle strategie di “Europa 2020”, le politiche europee e nazionali riconoscono l’orientamento permanente come una dimensione cruciale dell’apprendimento continuo, promuovendo obiettivi di natura economica e sociale.

Orientare per non disperdere”: questo il claim della conferenza, a
conferma che l’orientamento assume una funzione strategica nella lotta alla dispersione e all’insuccesso formativo degli studenti, mirando ad avvicinare i giovani al mondo delle professioni, favorire lo sviluppo sociale ed economico del territorio, l’occupabilità e l’inclusione sociale dei ragazzi. In questo senso, il ruolo assegnato ai team regionali, assegnati dai rispettivi Uffici scolastici regionali, rappresenta la premessa essenziale nello sviluppo di azioni unitarie, concrete, condivise e atte a realizzare un’adeguata rete territoriale di soggetti.

Due 
Risoluzioni del Consiglio dell’Unione Europea hanno evidenziato l’esigenza di potenziare e modernizzare le politiche e i servizi di orientamento lungo tutto l’arco della vita, al fine di fornire agli utenti le competenze per gestire i propri percorsi formativi e professionali, nonché le fasi di transi­zione tra i percorsi educativi, formativi e di carriera.

Le linee direttrici italiane
in materia di orientamento, sfociate nell’adozione delle Linee guida nazionali per l’orientamento permanente, rappresentano lo strumento attraverso il quale il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha inteso avviare un insieme di azioni condivise e aperte alla collaborazione di tutti i soggetti e le istituzioni competenti, finalizzate a tre macro obiettivi: contrasto del disagio formativo, sostegno dell’occupabilità e promozione dell’inclusione sociale.

Punto di partenza, come è riconosciuto nelle linee guida, è la centralità del sistema scolastico che costituisce il luogo insostituibile nel quale occorre prevenire e contrastare la dispersione scolastica e il disagio giovanile, dotando ogni giovane delle competenze di base e trasversali necessarie a sviluppare la propria autonomia, identità, decisione e progettualità.

Tuttavia, per essere concretamente funzionali agli obiettivi della lotta alla disoccupazione e di un solido inserimento nel mondo del lavoro, i processi orientativi devono porsi al di là della trasmissione tradizionale del sapere, favorendo l’incontro tra le competenze possedute dai giovani e quelle richieste dal mercato del lavoro e promuovendo l’equità e l’inclusione sociale. Solo in tal modo l’orientamento può assumere una valenza strategica nel superamento del “mismatch” tra domanda e offerta di lavoro per i giovani.

In questo quadro, un pacchetto completo di iniziative dell’UE nel campo dell’istruzione e del lavoro è costituito da “
Youth on the Move” lanciato nel 2010, che rappresenta un insieme integrato di azioni concrete volte a migliorare il livello d'istruzione e le prospettive professionali dei più giovani e a ridurre la disoccupazione giovanile.

Tra le buone pratiche nazionali presentate nel corso della conferenza, c’è quella del Piemonte dove è stato istituto il programma “
Lunedì Giovani”: tutti i Centri per l’Impiego di Torino, il lunedì pomeriggio, diventano un luogo appositamente dedicato ai ragazzi che vogliono attivarsi e mettersi in gioco.

Il diritto all’orientamento è funzionale agli impegni del
programma europeo “Youth Guarantee” (Garanzia Giovani), l’iniziativa europea che richiede e finanzia ai Governi Nazionali un insieme di interventi volti a garantire ai giovani opportunità di lavoro e formazione.

Il documento “
The Youth Guarantee and Lifelong Guidance”, elaborato dalla rete Elgnp, invita i decisori pubblici a realizzare un’efficace integrazione delle pratiche di orientamento permanente all’interno della Garanzia ai Giovani. Il successo dell’iniziativa europea è infatti subordinato al coordinamento fra i sistemi e i soggetti dell’istruzione/formazione e del mercato del lavoro (scuole, centri per l’impiego, associazioni di volontariato, famiglie) che possano, insieme, favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.

A riprova della funzione strategica delle “reti” che costituiscono lo strumento operativo centrale delle politiche integrate, è stata illustrata l’esperienza della Lombardia dove è stato definito un modello di governance multilivello che valorizza la competenza e gli apporti di tutti i soggetti operanti nel territorio e prevede lo sviluppo di punti ‘polifunzionali’ coordinati da reti territoriali a livello sub-provinciale, dove raccogliere tutti i servizi di orientamento rivolti sia a chi vuole proseguire negli studi sia a chi cerca un lavoro. Vengono inoltre previsti requisiti professionali minimi per l’erogazione dei servizi e standard minimi di sistema affinché i servizi di orientamento possano caratterizzarsi come “offerta pubblica”.

In che modo la rete ELGPN può assistere le diverse nazioni nell’implementazione delle politiche per l’orientamento permanente?

Di fronte alle repentine trasformazioni del mercato del lavoro è necessario porre attenzione al sistema delle competenze che l’individuo deve acquisire per adeguarsi ai mutamenti sociali.

L’acquisizione delle Career Management Skills (CMS), ossia le competenze di orientamento al lavoro, così come sono definite nei documenti dell’UE, indica il possesso di competenze che forniscono a individui e gruppi modalità strutturate per raccogliere, analizzare, sintetizzare e organizzare in maniera autonoma le informazioni concernenti istruzione e lavoro. Diversi Stati membri dell’Unione europea hanno investito risorse per sviluppare programmi CMS destinati sia agli studenti nelle scuole e in altri contesti di istruzione superiore sia ai Servizi pubblici per l’impiego.

Il fatto che i cittadini debbano affrontare diverse sfide nell’arco della vita, compresi i repentini cambiamenti di lavoro, richiede CMS altamente sviluppate, soprattutto quando i tassi di disoccupazione sono alti.

In Italia non esiste un quadro di riferimento nazionale per il CMS. È una priorità della rete assistere le nazioni nel predisporre questo quadro al fine di avere degli standard di riferimento comuni. Ogni contesto, sia regionale, nazionale o di altro tipo, presenta le proprie specificità. Pertanto, è difficile cercare di tracciare un unico percorso di avanzamento delle politiche per quanto riguarda l’attuazione dei programmi CMS.

Nel corso delle riunioni tecniche sono state tracciate alcune possibili strade da seguire: ogni nazione dovrebbe riconoscere l’azione da intraprendere in materia; individuare tutti gli stakeholders, specialmente gli insegnanti e i professionisti del settore; intraprendere il processo di definizione dei programmi CMS nel loro contesto insieme agli insegnanti e agli esperti.

In coerenza con le priorità dell’Agenda Europa 2020 e nell’ambito del quadro teorico delle CMS, è inoltre necessario incentivare e promuovere l’uso delle tecnologie (ICT) per rispondere alle nuove esigenze di orientamento e per garantire a tutti gli studenti parità di accesso alle opportunità.

In questo contesto, segnaliamo il documento prodotto dal Cedefop “Professionalising Career Guidance: practitioner competences and qualification routes in Europe, che indica un quadro di competenze comuni richieste agli esperti coinvolti nell’orientamento professionale in Europa.

Quali sono le azioni richieste ai governi delle singole nazioni
in relazione al coinvolgimento dei cittadini nelle politiche sull’orientamento permanente?
  • Pubblicizzare e commercializzare i servizi di orientamento permanente
  • Incentivare l'apprendimento permanente mediante specifiche misure di aiuto
  • Promuovere l’atteggiamento proattivo dei giovani


In che modo è possibile migliorare le politiche e i servizi per l’orientamento lungo tutto l’arco della vita?

  • Scegliere i giusti canali per raggiungere target specifici. Insieme ai servizi di orientamento più tradizionali “faccia a faccia” offerti nel settore dell'istruzione e dell’occupazione, è in aumento in Europa la messa a punto di servizi di informazione, consulenza e orientamento basati sull’utilizzo delle ICT
  • Attenta analisi del profilo e delle caratteristiche dei target.  In questo senso, è opportuno privilegiare un approccio olistico alla consulenza, affinché consenta di riconciliare le aspirazioni personali e professionali anziché essere guidata soltanto dalle preoccupazioni in materia di occupazione
  • Formazione continua dei professionisti coinvolti nei servizi per l’orientamento. Un esempio positivo arriva dalla Norvegia dove è stato istituito un Master in “Guidance e Counselling”
Tutti i materiali delle riunioni tecniche, sono disponibili sul sito Elgpn.

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