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Innovazione e Parchi Tecnologici: il caso del Nature of Innovation Techpark

“Imprese generatrici di imprese”: così la Treccani definisce i parchi tecnologici, ovvero quei comprensori nei quali operano imprese tecnologicamente avanzate, cui vengono offerti servizi per ottimizzare la gestione e favorire sviluppo dei progetti innovativi.  

Sorti spontaneamente negli Stati Uniti intorno agli anni Cinquanta, i parchi tecnologici sono simili ai distretti industriali per posizionamento geografico, trovandosi spesso fuori dal centro cittadino, ma si distinguono da questi ultimi per l’alto valore di innovazione tecnologica e per la forte partecipazione degli istituti di ricerca.

Fu grazie al supporto innovativo di ricerca della Stanford University che Steve Jobs, il fondatore di Apple, o David Packard poterono sviluppare le proprie iniziative imprenditoriali nella Silicon Valley, così come è stato determinante il ruolo del Massachusetts Institute of Technology (MIT) per la creazione dell’addensamento imprenditoriale intorno alla Route 128 di Boston.

Oggi i poli tecnologici sono diventati veri e propri volani dell’innovazione, assumendo un ruolo centrale nello sviluppo economico dei territori nei quali sono inseriti, per questo la loro nascita non è più lasciata alla semplice aggregazione spontanea ma comincia a vedere il coinvolgimento degli attori istituzionali, che ne incentivano la nascita attraverso investimenti pubblici.

È il caso della Provincia Autonoma di Bolzano, che ha finanziato, con bene 124 milioni di euro, il nuovo parco tecnologico dell’Alto Adige, Noi Techpark, inaugurato il 20 ottobre 2017, che con 20 laboratori, 6 istituti di ricerca e circa 60 aziende si propone di diventare la piattaforma di interscambio tra le best practice imprenditoriali, di innovazione e di ricerca scientifica applicata dell’Italia con il Nord Europa.

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L’obiettivo è scritto già nel nome: Noi, che significa “Nature of Innovation”, richiama la prima persona plurale e l’attività collettiva e mira, infatti, a tenere uniti, in un parco tecnologico, centri di ricerca pubblici, imprese innovative e laboratori di ricerca applicata, al fine di sviluppare insieme i settori Green, Food, Ict&Automation, Tecnologie Alpine.

L’idea della Provincia Autonoma di Bolzano - spiega Hubert Hofer, Direttore del reparto Development di IDM Alto Adige -Südtirol, l‘agenzia della Provincia Autonoma di Bolzano e della Camera di Commercio - è quella di usare Noi Techpark, parco ispirato alla natura, come piattaforma per lo sviluppo dell’innovazione italiana, anche nei confronti anche del Centro Europa”.

Dislocato su 190mila metri cubi, pronti a diventare 750mila con investimenti privati nei prossimi anni, il NOI Techpark sorge nell’area di Bolzano Sud in cui nel 1937 venne insediato lo stabilimento metallurgico Montecatini, conosciuto poi a partire dagli anni novanta con il nome di “Alumix” (durante la seconda guerra mondiale lo stabilimento, che impiegava 1.700 dipendenti, forniva circa due terzi di tutto l’alluminio prodotto in Italia). Un’origine volutamente richiamata dal Black Monolith, l’edificio posizionato all’ingresso del parco rivestito con pannelli fotovoltaici scuri e lastre in schiuma d’alluminio.

 

Ma in cosa Noi Techpark è più innovativo degli altri poli tecnologici presenti sul territorio italiano? Sicuramente lo è da un punto di vista architettonico – continua Hubert Hofer - perché si tratta di un complesso ecosostenibile a impatto zero. Tutte le strutture di nuova costruzione soddisfano i parametri europei per gli edifici a bassissimo consumo energetico (“Nearly Zero Energy Buildings”) e hanno inoltre ottenuto la certificazione locale dell’agenzia internazionale LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). Inoltre, a differenza di altri parchi dislocati molto fuori dal tessuto cittadino, il Noi Techpark vivrà in simbiosi con la città: ristoranti, un teatro a gradoni per appuntamenti serali, un centro eventi composto da quattro sale, oltre al fatto che è raggiungibile in autobus e tramite pista ciclabile in circa 20 minuti. Altro elemento di novità è la forte presenza dei centri di ricerca pubblici. Coinvolge tutto il sistema dell’innovazione altotesino più le strutture private, 20 imprese e 35 startup. Infine è da sottolineare che è stato realizzato con un grosso investimento pubblico in soli 2 anni: la prima pietra è stata messa nel 2015 e sono stati rispettati tempi e costi.

I centri di ricerca vedono come attore principale l’Unibz - Universita` di Bolzano che, insieme all’Eurac Research, il Centro di sperimentazione agroforestale Laimburg, l’Eco Research e l’IDM Alto Adige, gestirà i 28 laboratori di ricerca di base e applicata a disposizione delle imprese.

Le imprese sono circa 20, accompagnate da 35 startup che hanno deciso di insediare qui i propri centri di sviluppo: Huawei, Maccaferri, Grandi Salumifici Italiani, Leitner sono alcune di queste.

La divisione infrastrutture Ict di Huawei, colosso cinese dell’Ict, costruira` un Innovation hub per le attivita` R&S nei settori green, alpine, food, automation e welfare. Huawei e` gia` partner tecnologico di Alperia, societa` pubblica per l’energia, per lo sviluppo della banda larga in Alto Adige. A Bolzano un nuovo reparto per elaborare e sviluppare infrastrutture Ict nel campo della safe e smart city e dell’Internet of Things.

Maccaferri che dal 2014 ha insediato a Bolzano il proprio Innovation Center che sviluppa nuovi sistemi per il contenimento di frane e valanghe. Un esempio di tecnologia alpina che si integra perfettamente in un territorio che dalla coabitazione con la montagna ha ricavato forza per il proprio sviluppo.

Elemento centrale del modulo è l’Extreme Environment Simulator, un laboratorio climatico all’avanguardia e unico a livello mondiale. Il laboratorio permetterà di eseguire test su materiali e processi simulando condizioni climatiche estreme. Le imprese potranno ad esempio sfruttare il laboratorio per stabilire la data di scadenza di prodotti alimentari, testare la resistenza di attrezzature sportive o verificare la tenuta delle componenti di una facciata esposta alle intemperie. Il modulo di ampliamento e il laboratorio entreranno in funzione alla fine del 2018.

All’interno del centro ci sono anche un ristorante e un lounge bar, nonché uno spazio commerciale con prodotti naturali dell’Alto Adige. Nell’edificio situato all’ingresso, che già ospita l’Infopoint, verrà realizzato un asilo nido per gli impiegati del Parco tecnologico e delle aziende adiacenti.

Il “noi”, è stato anche alla base della selezione delle imprese, come spiega Hubert Hofer descrivendo i criteri di selezione delle imprese che si stanno insediando proprio in questi giorni nel nuovo polo tecnologico: Oltre all’attinenza alle 4 macro aree di ricerca, nella valutazione abbiamo guardato al carattere innovativo del progetto portato avanti dall’impresa e soprattutto alla presenza o meno di un team già strutturato all’interno di un’azienda, un team capace di portare il progetto della propria impresa al successo attraverso l’interscambio. Non ci interessavano imprese votate alla semplice autorealizzazione, il nostro polo deve essere un posto in cui c’è continua condivisione di idee”.

 

 



 

 

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