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Innovazione e skills: il rapporto sul digitale dell'Istituto Capgemini

Adattarsi ai cambiamenti in corso, destinati a subire una ulteriore accelerazione nei prossimi anni. Riconfigurare le modalità di lavoro e l’employee experience, incorporando il purpose nel modello operativo, diventando un’impresa data-driven e scalando nuovi modelli di business. In altre parole, imprimere una rotta sempre più digitale alle aziende ma anche alla pubblica amministrazione. Sono queste, per sommi capi, le indicazioni ricavate dall’edizione 2020 dal rapporto realizzato dal Capgemini Research Institute intitolato "Digital Mastery 2020: How organizations have progressed in their digital transformations over the past two years”.

Rispetto all’ultima fotografia scattata dall’Istitituto, nel 2018, il mondo è cambiato in modo significativo. Per svolgere la nuova edizione della ricerca, tra maggio e giugno 2020 il Capgemini Research Institute ha intervistato mille dirigenti di aziende con almeno 1 miliardo di dollari di fatturato. Il passo dell’innovazione tecnologica ha subito una forte sterzata in avanti, esacerbata dalla pandemia da Covid-19, costringendo grandi organizzazioni di tutti i settori a rivalutare il proprio strategie di trasformazione digitale. In questo senso, i dati del Rapporto sono chiari: quasi due terzi delle organizzazioni presentano oggi le competenze digitali (60%) e di leadership (62%) necessarie per implementare con successo un percorso di trasformazione digitale, in aumento rispetto al 36% registrato in entrambi gli ambiti nel 2018.

Inoltre, dal 2018 in poi, le aziende hanno dedicato del tempo per valutare le sfide che ostacolano il successo del proprio percorso di sviluppo, aumentando i propri investimenti nella digital transformation e nell’adozione di tecnologie emergenti, oltre a porre maggior attenzione su aspetti relativi a talento e cultura. Le grandi società, con un fatturato pari o superiore a 10 miliardi di dollari, hanno riportato risultati più elevati in termini di competenze digitali e di leadership, con circa il 68% che dichiara di possedere le competenze digitali necessarie, rispetto al 55% di quelle con meno di 10 miliardi di dollari di fatturato.

Sono quattro, in particolare, le aree in cui il Rapporto si è concentrato:

- una valutazione di come le organizzazioni hanno migliorato le loro trasformazioni digitali negli ultimi due anni;

- le capacità di innovazione e cultura di cui dispongono le organizzazioni;

- quali aree rappresentano ancora una sfida per il progresso digitale;

- raccomandazioni chiave su come le organizzazioni possono sostenere il loro percorso di trasformazione digitale.

Da un punto di vista settoriale, negli ultimi due anni ogni industry ha fatto progressi sia nel campo digitale che in quello della leadership: il settore retail guida la classifica, con il 73% delle organizzazioni che dichiara di essere in possesso delle competenze digitali che consentono di avviare un percorso di trasformazione digitale, in aumento rispetto al 37% di due anni fa. A seguire le telecomunicazioni, con il 71% delle organizzazioni che afferma di avere le competenze digitali necessarie e i cui operatori stanno rimodellando  la value proposition per il consumatore creando esperienze digitali complete.

Dal report, inoltre, emerge come se da un lato le organizzazioni devono fare attenzione a una serie di fattori come customer experience, operations e business technology, per altri versi devono anche tenere in considerazione la sostenibilità e la propria mission in senso generale, un fattore cruciale per clienti e dipendenti.

Per quanto riguarda il versante critico, l’analisi condotta da Capgemini ha anche rilevato che la cultura è una delle principali barriere a una digital transformation di successo: diverse organizzazioni non hanno ad esempio una cultura aziendale in cui nuove idee e sperimentazioni siano apprezzate. Proprio questa è una delle aree di intervento che dovranno essere centrali per proseguire nella rivoluzione digitale.

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