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Innovazione e sostegni: il piano europeo per l'economia sociale

Nuove forme di fiscalità, percorsi agevolati nel regime degli aiuti di Stato. E ancora forme di sostegno finanziario, schemi innovativi di appalto e acquisti pubblici, oltre all’omogeneizzazione dei modelli societari e del quadro legislativo tra gli Stati membri. Si tratta di alcuni contenuti presentati dalla Commissione Europea nel suo il Social Economy Action Plan, il programma che intende mettere l’economia sociale – che comprende tre milioni di organizzazioni articolate in cooperative, imprese sociali, fondazioni, associazioni, società benefit – al centro di un nuovo modello di Europa sociale e produttiva per il prossimo decennio.

Quattordici milioni: tante sono le persone che in Europa sono attive nel contesto dell’economia sociale. Si tratta di un'area che riesce a creare lavori di qualità, contribuendo all’inclusione sociale, promuovendo la partecipazione attiva dei cittadini e giocando un ruolo insostituibile nei sistemi Europei di welfare. Senza contare la rigenerazione di spazi urbani o ambientali. Sono almeno tre tratti significativi del programma. In primo luogo, la Commissione riconosce il ruolo decisivo dell’imprenditorialità sociale nel rendere più giusta, equa e inclusiva la transizione verde e la lotta al cambiamento climatico. Il piano, difatti, immagina di contribuire a rafforzare l’innovazione, supportare lo sviluppo dell’economia sociale e accelerare il suo potere trasformativo: del resto, si tratta di organizzazioni con tratti spesso fortemente imprenditoriali, caratterizzate da volumi di fatturato di rilievo, parte integrante dei processi economici attivi nel continente. Basta pensare che in Francia le organizzazioni riconducibili a questo comparto rappresentano circa il 10% del prodotto interno lordo.

Un secondo aspetto riguarda la collocazione dell’Action Plan all’interno delle numerose misure che la Commissione Europea promuove. Nel testo si legge come “l’economia sociale è in grado di dare forma ai principi contenuti nel Pilastro Europeo dei Diritti Sociali e assicurare il successo del relativo Piano di Azione del 2021 e degli obiettivi fissati per il 2030”, attribuendo così all’imprenditorialità orientata all’impatto sociale un ruolo decisivo nelle politiche di coesione e nella riduzione di quelle diseguaglianze territoriali su cui decenni di fondi strutturali hanno inciso pochissimo. Infine, il piano non contiene misure dirette di policy definite a priori, ma fissa a livello generale alcune linee di azione che la Commissione Europea intende intraprendere nei prossimi due anni: una raccomandazione che intende sviluppare il contesto adeguato alla crescita dell’economia sociale, una serie di azioni che faciliteranno l’emersione di una più solida cultura relativa all’imprenditorialità sociale, e il ricorso a nuovi strumenti finanziari destinati a immettere in circolo capitali privati a sostegno dell’economia sociale.

Per tutte queste ragioni, il piano d'azione mira a rendere l'economia sociale maggiormente visibile: la Commissione svolgerà attività di comunicazione create per sottolineare il ruolo e le caratteristiche specifiche dell'economia sociale, e intende avviare uno studio in grado di raccogliere dati qualitativi e quantitativi per comprendere meglio l'economia sociale in tutta l'UE. Tra le molte altre iniziative, organizzerà anche corsi di formazione per i funzionari pubblici su vari argomenti attinenti all'economia sociale, oltre a promuovere l'economia sociale a livello regionale e locale favorendo gli scambi transfrontalieri.

Così Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un'economia al servizio delle persone, a proposito del Social Economy Action Plan: “Il piano d'azione per l'economia sociale offre alla nostra economia sociale il sostegno di cui ha bisogno per avere successo e dare un contributo ancora maggiore alle nostre società. Dalla riduzione degli oneri burocratici che gravano su alcuni imprenditori sociali alla creazione di posti di lavoro fino all'offerta di nuove opportunità per la riqualifica e l'aggiornamento delle competenze: questo piano d'azione è essenziale per favorire l'equità delle transizioni verde e digitale, nonché una ripresa inclusiva dalla pandemia”. Tra le azioni annunciate, inoltre, la Commissione Europea lancerà già nel 2022 la “transition pathway” per l’ecosistema industriale dell’economia di prossimità e sociale. Da segnalare, inoltre, come anche da un colosso privato come Google siano in arrivo finanziamenti in questo senso: il gigante di Mountain View ha stanziato 20 milioni di euro, di cui 13 verranno impiegati per rafforzare gli ecosistemi locali di economia sociale in tutta Europa e 7 a supporto di Inco, un gruppo finalizzato allo sviluppo di idee imprenditoriali sostenibili. Anche da iniziative di questo genere passa la valorizzazione della sostenibilità nel continente.

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